Alberto Buratti al Koiné… un nuovo capitolo


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Alberto Buratti ha la mia età e l’annata è buona.

Ho conosciuto Alberto durante il mio periodo lavorativo presso l’Osteria Francescana di Modena nel 2013. Lui in cucina e io in sala. Alberto era una persona speciale, tant’è che già allora l’avevo citato nel mio racconto post-esperienza. Lui sorride e lavora, lui scherza e si da fare, lui si impegna e non lo fa pesare. Sempre preso e disposto a fare qualcosa in più per gli altri: “lui con me guai!”. Una persona speciale che contribuiva a creare quell’atmosfera speciale che si respirava in Francescana.
Sempre l’ultimo ad abbandonare la cucina, sempre pronto a scaraventare, con estrema maestria, le crostatine sul sorbetto al limone con zabaione e peperoncino. Da allora siam sempre rimasti in contatto, ci siamo incontrati e aggiornati sulle nostre esperienze lavorative. La sua carriera ha collezionato una marea di Stelle Michelin (e di ore!) in giro per l’Europa, ma quel che importa è che lui ha collezionato tanta esperienza e voglia di mettersi in gioco.

Ecco che MARTEDì 7 OTTOBRE a Legnano, in provincia di Milano, Alberto inaugura la sua nuova esperienza:

Koiné

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Un legno nel bosco. Gelée al cioccolato 80%, biscotto ai pistacchi, croccante alle grue di cacao, sorbetto ai fichi, marroni sotto sciroppo, meringa alle erbe e lampone congelato

“Una cucina condivisa da culture e popoli diversi, per tecniche e prodotti globali, originari o contaminati dai viaggi e le ricerche/storie dell’era moderna”

Alberto Buratti (@albertoburatti on Instagram)

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Coltivare il futuro producendo eccellenza


Fausto Andi lavora le sue vigne nei pressi di Montù Beccaria, nell’OltrePo Pavese. Il suo modo di lavorare va oltre quel che comunemente viene definito biologico/biodinamico. Qua si parla di eccellenza e, in tali casi, a determinare le regole è lui stesso. Non si parla di utilizzare o meno il piretro (insetticida naturale), cosa tra l’altro ammessa dai disciplinari di coltivazione, qua si lavora per creare una vigna paesaggista concepita su disegni benedettini i quali si pongono il solo obbiettivo di ricostruire un equilibrio perfetto tra l’uomo e la natura. I suoi vigneti (popolati da vitigni autoctoni), raggruppati tutti sullo stesso appezzamento di terreno, sono nati e cresciuti in modo “spontaneo” senza l’impianto di barbatelle, queste ultime nate per favorire la produzione e non la salute della vigna.

Il problema vivaistico è il vero cancro delle vigne in Italia e nel mondo.

Fausto Andi

 

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Alla ricerca del chiodo d’oro


La Val Sabbia, collocata nell’alta Lombardia, tra il lago d’Iseo e quello di Garda, è una valle tutta da scoprire. Qua si può incontrare la natura selvaggia, la cultura territoriale e la buona gastronomia. Un luogo da esplorare fatto di spazi verdi incontaminati e percorsi tranquilli capaci di riconciliare l’uomo con l’ambiente circostante.

Raggiungere la Val Sabbia in auto è agevole e, una volta abbandonato il Lago di Garda, ci si inerpica in questa valle che in pochi chilometri vi conduce al Lago d’Idro, un lago da salvaguardare per la bellezza dei suoi colori e per gli innumerevoli scorci che regala ai visitatori.

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Monte Pizza, Chiesa di San Gervasio

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La Puglia che vorrei


Trani dal mare: Cattedrale e Castello Svevo

Trani dal mare: Cattedrale e Castello Svevo

La Puglia che vorrei è quella di Trani… quella dove il bianco abbagliante dipinge il paesaggio rendendo le meraviglie architettoniche in piena sintonia con il celeste del cielo sovrastante e l’azzurro dintorno. La Puglia che non vorrei è quella dei rifiuti sulle strade, dei palazzoni abbandonati in cemento armato nelle periferie, delle aree dismesse e inquinate.

Vignanotica

Vignanotica (Gargano)

La Puglia che vorrei è quella degli ulivi, degli orti di Pietro Zito e Peppe Zullo, dei fornelli, dei vini eccellenti di Tormaresca, Cefalicchio, Michele Biancardi e Valentina Passalacqua, delle spiagge immacolate, dei siti archeologici, dei castelli e delle tante persone che qua vivono, ogni giorno, impegnandosi a far si che la Puglia del domani sia ancora migliore.

Con questo spirito cominciò la mia vacanza in Puglia. Con me la mia Smart (forTwo) e Greis, mia futura sposa.

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Into the wilderness


Mai pensato di abbandonare i circuiti turistici più conosciuti, e frequentati, del Lago di Garda per infilarsi in una delle splendide valli limitrofe? Avete mai sentito parlare della ValVestino o della Valle delle cartiere? Amate lo sport, la natura, la storia e la gastronomia? Allora dovreste proprio scoprire il parco dell’Alto Garda Bresciano. Potrete scoprirlo a piedi, in bicicletta o con la vostra auto cabriolet per rivivere in pieno le atmosfere e i paesaggi di queste zone.

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Museo della Carta, valle delle Cartiere

La Valle delle Cartiere, situata nei pressi di Toscolano Maderno tra i piedi del Monte Castello di Gaino e quelli del Pizzoccolo, è una zona adatta a far divertire tutte le famiglie e tutti gli sportivi. Si abbandona l’auto, e il caos della gardesana, e ci si addentra rilassati con la sola voglia di star bene. Per far questo Valerio Podavini (Guida Mountain Bike Tel 0365 552790 – 335 67 11 475 – vpodav@tin.it ) può aiutarvi a scoprire la Valtenesi, il parco Alto Garda o accompagnarvi sul sentiero delle assi in questa valle, magari in sella a una bicicletta MaTa. Per gli amanti della cultura e della storia il Museo della Carta rappresenta un vero e proprio pozzo di saperi in grado di raccontarvi il passato e farvelo rivivere.

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Girona Surround


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Ryanair perde il pelo ma non il vizio. Ora, alle mille burocrazie del giorno prima, se n’è aggiunta una:il check-in va fatto negli ultimi sette giorni… non prima, se no bisogna pagare una “penale” (anche se messa giù in modo diverso, ovvero come opportunità) di 10 €. La praticità degli aeroporti, questa volta, prende il sopravvento e scelgo, comunque, loro.
Bergamo – Girona la linea è diretta.
Polemiche a parte, la mia esperienza nel celebre ristorante el Celler de Can Roca in Girona è stata incredibilmente performante, capace di mettermi in contatto con il mondo dell’alta ristorazione e della famiglia Roca, vera attrazione della città catalana.
Spiego meglio: sono stato a Girona per motivi professionali, lavorando nella sala del miglior ristorante al mondo. L’esperienza mi ha fatto conoscere la storia di questo incredibile luogo del mangiar bene che riesce a servire 140 coperti al giorno , 70 a pranzo e 70 a cena, con uno stile senza paragoni, tre stelle Michelin sulle spalle, un’atmosfera rilassata e conviviale.

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El Bulli Foundation countdown


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Rimangono pochi giorni per visitare L’Exposiciò Publica de ElBulli Foundation in Barcellona che chiuderà il prossimo 27 luglio. Questa mostra espone, presso il Palau Robert di Barcellona (Passeig de Gracia, 107), i progetti che daranno dovrebbero dar vita nuova al celebre ristorante di Roses, El Bulli di Ferran Adrià. Una mostra istituita con il preciso intento di sensibilizzare l’opinione pubblica, attualmente in disaccordo, sui lavori che si svolgeranno dovrebbero svolgere nel parco naturale e protetto di Cap de Creus, nell’alta Empordà, dove aveva, ed ha tuttora, sede il ristorante. Il progetto de ElBulli foundation ha subito nel corso del tempo diverse modifiche, dalle prime strutture a spugna sparse sulle montagne a un’architettura molto più sobria ed eco-compatibile. L’esposizione vuole dunque mostrare le tappe della trasformazione de El Bulli in enBullifoundation. Continua a leggere

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A Roberto Saviano il gelato lo offro io!


Ripubblico, per amore e impegno collettivo, il monologo di Pif che chiude la puntata numero 13 della quinta seria de “il Testimone” su MTV, nella quale il giornalista incontra e accompagna a Napoli l’autore Roberto Saviano.

Il mio vuole essere un invito a agire reagire guardando, prima di tutto, il suo film “La mafia uccide solo d’estate”

“Io sono nato e cresciuto a Palermo e, a Palermo, c’è la mafia e se la mafia non si è completamente impossessata della città, se comunque abbiamo avuto un barlume di civiltà e di speranza è grazie ad un gruppo di persone che si è opposto.

Lo sapete perchè queste persone mi mettono in crisi? Perché non erano dei santi, erano fatti di carne e ossa esattamente come me. Avevano dei pregi, e sicuramente dei difetti, esattamente come me.

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L’Hostalet… storia di una famiglia e di una terra


Skyline, Mountain,

Dopo tre anni (ne avevo già parlato qua!) torno a trovare la famiglia Colom a Hostalets d’en Bas, un piccolo paese della Garrotxa nei pressi di Olot, situato a nord di Girona e a soli 50 Km dal confine pireneico con la Francia. Un posto incantato tra le montagne, ideale per veri viaggiatori affacciato sul cammino che porta a Santiago de Compostela… una sorta di incontro spirituale tra il cibo e la famiglia quello che avviene al ristorante “l’Hostalet” dove bastano 30 € (bevande escluse) per godersi un menu capace di creare un giusto connubio tra l’innovazione e la tradizione.

Hostalet Rest

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L’Abbinamento Mononota


“Condurre un’esistenza di sforzi
Tallonando la chimera di una melodia composita
Gremita di arzigogoli rarissimi
Che poi alla fine scopri
Che ti mancava quella nota sola
Bellissima”

Elio e le storie tese, la canzone mononota, 2013

Elio fu galeotto, ispiratore di un nuovo modo di farmi proporre l’abbinamento vini nel Caffè La Crepa, dove lavoro da anni.

Avrei potuto chiamare questo articolo Cinquanta sfumature di Malvasia, omaggiando la scrittrice britannica Erika Leonard James, ma invece no.

Dopo aver visto abbinamenti insoliti, che poi di insolito avevano ben poco, e sentito gusti e profumi omogenei, talvolta pure sbandierati come innovazione o avanguardia… ho voluto ripercorrere le strade delle nostre valli, quelle che circondano il nostro territorio cremonese e che vantano tante piccole realtà autentiche e genuine fatte di persone oneste che sanno quello che fanno e inseguono i loro obbiettivi con lungimiranza e perseveranza.

Qua ho trovato, per esempio,  la malvasia, quella vera, che grazie all’amore di alcuni produttori, che gli vogliono davvero bene, riesce a dare soddisfazioni enormi, coinvolgenti ed emozionanti.

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Non bisogna fasciarsi la testa cedendo a mode o modi di fare dettati dalle regole della cosiddetta buona tavola o alta gastronomia… dobbiamo studiare di più quel che ci sta intorno e convincere i nostri produttori a lavorare bene (senza paura) nel pieno rispetto delle uve regalandoci quelle emozioni autentiche che solo i loro vigneti ci sanno dare. Sviluppando una cultura basata sulla macerazione, e sul lievito indigeno, daremo vita a un universo di sapori autentici e vini genuini. Noi ristoratori siamo  CO-PRODUTTORI e tocca a noi sostenere chi lavora bene l’uva e invitare gli altri a produrre ancora meglio il vino, dando vita a un circolo virtuoso, non vizioso.

Così, una domenica a pranzo, ho proposto per la prima volta l’ABBINAMENTO MONONOTA, un percorso introspettivo capace di cogliere l’essenza della materia nelle sue mille sfaccettature…  La voglia di natura, la voglia di estate, di vento e di profumi mi ha condotto qua.

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