Il mestiere più bello (e difficile) del mondo… IL CAMERIERE


Un cameriere deve capire a fondo ciò di cui il cliente ha bisogno, deve intuire le sue esigenze e deve intuire i suoi molteplici desideri. Questo implica che esso sia autonomo nel gestire gli imprevisti e libero di prendere decisioni subitanee, senza avere necessariamente vicino il  maitre che le suggerisce, e che sia capace di interagire con una certa indipendenza e con entità esterne come sono i clienti. Ogni addetto di sala in diverso grado produce, vende e assiste i clienti, per cui nella sua persona sembra rientrare l’intera azienda. Un lavoro dunque molto collaborativo e partecipativo al tempo stesso.

Un cameriere più che ricevere ordini, deve essere orientato e motivato a sviluppare le proprie idee, incoraggiato a fare sempre meglio, secondo la missione e visione della squadra, capitanata dal maitre.

Un cameriere deve avere capacità e ambizione. E’ finita l’era delle gerarchie: di chi può tutto, chi un pò meno e chi non può affatto. In questa prospettiva ciò che il lavoratore ha studiato risulta meno importante del tipo di persona che egli è: cioè se ha iniziative, se conquista la fiducia dei clienti, se è capace di cavarsela da solo senza qualcuno che risolva i problemi e se sa sfruttare occasioni favorevoli improvvise, che esigono il saper improvvisare.

Le abilità proprie del cameriere: Continua a leggere

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Quando un ristorante può fare la differenza… il discorso di Massimo Bottura


Questo premio non è solo ed esclusivamente mio o dell’Osteria Francescana… sicuramente la mia squadra ha un ruolo straordinario perchè siamo un team di ragazzi appassionati… siamo 43 per servire 28 persone, ogni giorno, ma credo che sia un riconoscimento per tutta l’Italia. Io lo sostengo da anni… non si è mai mangiato così bene in Italia come in questo momento: da Licata a San Cassiano.

Chi siamo e cosa facciamo, ogni giorno, nei nostri ristoranti?

Siamo come botteghe rinascimentali: nei nostri ristoranti facciamo formazione, abbiamo ragazzi che vogliono venire da tutto il mondo a vedere che cosa stiamo facendo… venire a imparare da noi… sono ragazzi che imparano e che arrivano da Lima, da Tokyo, da New York e diventeranno degli Ambasciatori dei nostri prodotti… ognuno nel suo… io a Modena, Davide Scabin a Torino e Massimiliano Alajmo a Padova. Facciamo formazione!

Inoltre siamo al fianco dei contadini, degli agricoltori, dei pescatori, dei casari (…) Questi sono i veri eroi italiani che ci mettono a disposizione delle materie prime straordinarie uniche al mondo e che ci permettono di trasmettere queste emozioni attraverso i nostri piatti… che sia il soffio del vento di Pantelleria o la nebbia dei portici di Bologna

dall’agricoltura al turismo… Non c’è turismo migliore del turismo enogastronomico. Il turismo enogastronomico è un turismo veramente importante, tanti paesi l’hanno capito e tanti paesi stanno investendo. Questa è una cosa fondamentale.

E poi la cultura perché i nostri piatti guardano il passato in una chiave critica e non nostalgica… Tanti pensano che l’Italia, l’Italia… noi siamo i migliori. All’estero ci amano alla follia per i nostri stili di vita ma per riuscire a portare l’Italia nel futuro bisogna riuscire a guardarla in una chiave critica e non  nostalgica… e allora la lasagna della nonna deve diventare emozioni. E’ questo che facciamo ogni giorno… prendiamo il meglio del passato lo spacchiamo, lo ricostruiamo in chiave contemporanea e lo portiamo nel futuro. Questo è quello che facciamo in Osteria Francescana così come tutti gli altri. Penso che ci sia un passaggio fondamentale perché parte tutto dalla cultura… perché la cultura genera conoscenza. La conoscenza apre la coscienza e la coscienza il senso di responsabilità. Tutto ciò è quello che all’Osteria Francescana stiamo facendo… stiamo creando cultura e senza l’Osteria Francescana non avremmo mai potuto fare quello che abbiamo fatto all’EXPO. Creare questo esempio, virtuoso… cioè un esempio di cosa può fare un cuoco contemporaneo che entra in cucina con le mani sporche di terra. Un cuoco contemporaneo pensa e ha senso di responsabilità. Un mio concittadino, che forse conoscete, diceva SE LO PUOI SOGNARE LO PUOI ANCHE FARE, si chimava Enzo Ferrari. Noi possiamo fare esattamente la stessa cosa ma senza cultura non si riesce ad arrivare a questo senso di responsabilità…

Il refettorio ambrosiano che abbiamo aperto insieme a Papa Francesco, al cardinale Scola, alla Caritas e a tutti i più grandi cuochi del mondo a Milano per EXPO, ora è là in bella mostra e funziona ogni giorno. Bisogna comunque andare oltre, bisogna dare l’esempio agli altri… abbiamo già aperto l’Antoniano, apriremo a Modena, Ugo Alciati sta lavorando su Torino, Nino Graziano su Palermo ma la cosa più bella è questa: l’1, il 2 o il 3 di Agosto (ancora non lo sappiamo esattamente) apriremo a Rio de Janeiro per le Olimpiadi perché sindaco di Rio, che è dall’altra parte del mondo, ha guardato e capito il progetto… tanti italiani non l’hanno capito perché lo vivono quotidianamente… ha capito il progetto e con un video messaggio mi ha detto “questo è il tuo spazio nel quartiere Lapa fanne quello che vuoi!” e io, e Lara, abbiamo cominciato a raccogliere fondi usando la mia immagine e apriremo insieme a GASTROMOTIVA, questa associazione che aiuta le donne  in difficoltà a ricostruire la dignità e trovare un futuro, quindi costruiremo una scuola di cucina con annessa la mensa e cioè il refettoRIO. Anche questo secondo me sarà una cosa straordinaria per l’Italia perché perché andiamo là a far vedere che cos’è l’Italia veramente e quando ci sono momenti di difficoltà, momenti difficili, l’Italia è il sociale! Io sono di Modena, sono nato in mezzo alle cooperative e ai casari che fanno il Parmigiano Reggiano e li ho coltivato questo senso di responsabilità. E’ così che sento che è giunto il momento di restituire….dalla vita ho ricevuto tutto ed ho capito che devo restituire… è giunto il momento e allora facciamo qualcosa per gli altri!

al seguente link è disponibile il video integrale, clicca qui per vederlo!

photo credits: Gazzetta di Modena e Governo.it

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Cucinando con l’Erba Amara: Mousse al cioccolato con erba San Pietro


Conoscete l’erba amara? 

L’Erba Amara è l’ingrediente che rende inconfondibile il Tortello Amaro di Castel Goffredo protagonista indiscusso della Festa del Tortello Amaro di Castel Goffredo che quest’anno festeggia la XX edizione. Per l’occasione mi sono rimboccato le maniche e mi sono dedicato a questa preparazione semplice, gustosa e rapida dotata di quel tocco tecnico che la rende pop & cool!

Ingredienti (per 6 porzioni):

130g di Cioccolato fondente al 60%

120ml di Panna Fresca

4 Albumi di gallina (allevata a terra)

Sifone da cucina (capacità 500ml)

 1 Capsula di NO2 per sifone

Le fasi della preparazione sono elencate, descritte e spiegate nelle didascalie delle 13 fotografie di seguito:

Questa ricetta si presta a innumerevoli varianti. E’ infatti possibile arricchirla con mandorle caramellate, gocce di cioccolato aromatizzate, accompagnarla a un buon gelato o a uno tortino al profumo dolce della fava di Tonka!

Avete presente quella sensazione, intensa e delicata al tempo stesso, degli Aftereight?

Le idee e gli spunti non mancano… aspettiamo il verdetto!

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Ricetta ideata e realizzata per il Contest “Cucinando con l’Erba Amara”

 

 

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Emergenza professionalità: serve la conoscenza!


2014-10-17 22.10.16

Lo spontaneismo ereditato dalla matrice del Boom deve lasciare il passo a un canone di imprenditore più riflessivo e analitico, più meditato e razionale. La gestione dell’impresa non può più essere appannaggio del singolo. La complessità è tale che, ormai, quel vecchio metodo non è più valido. Deve evolvere l’imprenditore, la cui correttezza e trasparenza private sono, insieme alla capacità nel business, fattori essenziali per la rinascita del Paese, che ha bisogno al contempo di una rifondazione etica e di un rilancio economico. Ma deve evolvere anche la società: occorre un lavoro serio e approfondito di espansione della consapevolezza della cultura dell’impresa e della centralità dell’imprenditore! (Fonte ilSole24Ore)

Stiamo vivendo non tanto un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca.

 

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Quarat’anni cubici di gelateria!!!


Il 5 giugno, il Caffè La Crepa, celebra quarant’anni di gelati e di gelatieria! L’occasione ideale per una giornata in bicicletta!

Dalle 16:30 in poi presso il Caffè La Crepa

Dalle 16:30 in poi presso il Caffè La Crepa

“CU.BI.CI”, cultura, bici, cibo e non solo è un evento enogastronomico – culturale, organizzato da EcomuseoIsola, Proloco Isola Dovarese e Cassa Padana, con il patrocinio dei Comuni di Drizzona, di Isola Dovarese, di Pessina Cremonese e del Parco Oglio Sud.

L’evento ha come scopo quello di far scoprire questa bellissima zona rurale del cremonese percorrendola in bici, a cavallo o con altri mezzi, lungo le strade bianche che costeggiano il fiume Oglio, passando vicino a mulini ormai non più in funzione ma importantissimi nella storia di quest’area, arrivando nei centri storici ed artistici dei tre Comuni coinvolti.

Lungo il percorso, grazie alla collaborazione di rinomate attività ristorative come l’agriturismo Il Campagnino dove si degusterà l’antipasto, l’agriturismo l’Airone dove si mangerà il primo, l’Hotel Ristorante Palazzo Quaranta per il secondo, il Caffè La Crepa dove si mangerà il gelato in occasione anche dei 40 anni di attività ed il caffè, di importanti Consorzi di Tutela, come quello del Provolone Valpadana DOP, del Salame Cremona IGP e del Consorzio di Tutela Vini Valtènesi, di attività produttive come Agroittica, Mostarde Luccini e Caffè Salomoni si degusterà un buonissimo menù a tappe.

Il percorso ha come estremi Castelfranco D’Oglio ed il suo Mulino passando per Carzago, Isola Dovarese con al centro la piazza, la cascina Concessione dell’EcomuseoIsola e il Mulino vecchio, Monticelli Ripa d’Oglio e Villa Rocca di Pessina con la Villa Fraganeschi.

Lungo il percorso i visitatori troveranno dei punti informativi che spiegheranno il contesto storico-economico e in alcuni punti con guide in voce dedicate, ad orari stabiliti.

Oglio Chiese, Eventi

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Lavoro di gruppo: divide gli sforzi, moltiplica i risultati…parola di Papa Francesco


“Fare insieme” vuol dire impostare il lavoro non sul genio solitario di un individuo, ma sulla collaborazione di molti. Significa in altri termini, “fare rete” per valorizzare i doni di tutti, senza però trascurare l’unicità irripetibile di ciascuno. Al centro di ogni impresa ci sia dunque l’uomo: non quello astratto, ideale, teorico,  ma quello concreto con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze e le sue fatiche. (…) Significa dare a ciascuno il suo (…) Significa saper dirigere ma anche saper ascoltare, condividendo con umiltà e fiducia progetti e idee; significa fare in modo che il lavoro crei altro lavoro, la responsabilità crei altra responsabilità, la speranza crei altra speranza, sopratutto per le giovani generazioni, che oggi ne hanno più che mai bisogno.

Papa Francesco, Roma 2014 (foto di Franco Malinverno)

Papa Francesco, Roma 2014 (foto di Franco Malinverno)

 

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Top 5 best reviews of TripAdvisor


Che cos’è TripAdvisor? Un insieme di racconti personali simile a album fotografico pieno di fotografie scattate da tanti punti di vista diversi.

E’ utile? Se consultato prima potrebbe esserlo.

Esiste qualcosa di più affidabile? Si certo, consiglio vivamente di affidarsi agli esperti del settore e alle riviste specializzate ed usare, eventualmente, TripAdvisor solo per estrapolare qualche informazione in più!

Chi legge le recensioni negative?  Tutti… forse sono le uniche che vengono lette. Io le adoro e, oltre che trovarle particolarmente divertenti, ritengo che siano quelle che mi danno un motivo in più per andare poiché capaci di far emergere le peculiarità del locale (qua evidenziate in grassetto)!

gufo (greenstyle)

credit: greenstyle

Scelgo ora alcune recensioni (negative, ovviamente!!!) di alcuni dei miei ristoranti preferiti, mi divertono e le trovo davvero buffe da un lato e molto convincenti dall’altro! Continua a leggere

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Camerieri e musicisti!


Perchè diventare (tutti) camerieri

Le ragioni per imparare lo stile e la tecnica che contraddistinguono “il cameriere” sono molteplici: è un apprendimento esemplare che insegna a gestire gli errori in tempo reale, sviluppa la socialità e ci eleva culturalmente.

Staff 2016

Ammesso, e non concesso, che il giornalista e musicista Roberto Casati non mi quereli per “plagio” colgo l’occasione per riproporre in chiave alberghiera il suo articolo uscito su “la Domenica del Sole24ore”  lo scorso 13 Dicembre 2015. Catturato dal sottotitolo lessi quelle righe e trovai molti punti in comune tra la professione del musicista e quella del cameriere. Due professioni, e due arti, accomunate da approcci e da caratteristiche simili.  Mi venne così in mente questa variante che,  leggendola (e vivendola quotidianamente), suona proprio bene!

“…Perchè allora studiare sala, imparare a fare il cameriere o il maitre? Voglio dare alcune ragioni. E’ un’apprendimento multimodale: vista, tatto, movimento, respiro, vengono associati tra loro passo a passo nella gestione del cliente dal suo arrivo al saluto finale: si scoprono potenzialità enormi ed estreme del proprio corpo e della propria mente. E’ un apprendimento sociale che si nutre dell’infinita pazienza ed esperienza del patron (o del proprio tutor aziendale), del rispetto dell’ammirazione del discente, della crescita di entrambi nel lungo percorso che li unisce. E’ un apprendimento culturale che non ci lascia spettatori inebetiti di fronte alla varietà delle persone con cui abbiamo a che fare, ma ci fa sentire partecipi del loro entusiasmo e della loro soddisfazione. E’ un apprendimento esemplare, che insegna a gestire errori in tempo reale: i camerieri possono sbagliare davanti al cliente (succede anche ai migliori e ai più esperti), ma non sempre possono fermarsi e correggere; sanno che l’errore è parte della vita e che si deve trovare in tempo reale un modo di andare avanti sempre e comunque. E’ un apprendimento che conduce a saper svolgere un’attività dal vivo, in controtendenza rispetto alle pratiche di copia e incolla, all’editing ossessivo del che nasconde il fare e il produrre. Infine: è un processo lungo e, a ben vedere, senza traguardo, dato che è un progresso sempre possibile, a qualsiasi livello di competenza ed esperienza; in controtendenza direi, rispetto a una visione del lavoro che nella società contemporanea degrada, parcellizza e automatizza. Tanto più in controtendenza in quanto il fare il cameriere è fonte di piacere: fa star bene…”

Cominciare da piccoli…come i musicisti!

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ISOLA 2.0 un’idea di sviluppo


Un viaggio alla scoperta dell’ISOLA 2.0

Il web a Isola Dovarese, così come a New York, offre possibilità inaspettate e sviluppi imprevedibili. Un crocevia di interessi, di idee, di innovazioni e di business trovano spazio quotidianamente sui siti internet e sui blog che portano Isola Dovarese nel mondo.
Capire il come e, soprattutto, il perché è importante dare spazio a esperienze performanti e stimolanti in grado di sviluppare “qualcosa” che, se ben gestito, può condurre a risultati inaspettati trasformando, talvolta, un hobby in una vera e propria professione capace di generare redditività e progetti imprenditoriali.
Ecco allora che se anche a te piace smanettare sul  PC, seguire i social e condividere la tua esperienza personale (o realtà aziendale)  sul web, Sabato 23 Aprile ti aspetta un appuntamento imperdibile dove potrai dare spazio alle  tue idee e passioni  incontrando gli isolani che hanno creduto nel web e  condiviso la loro piccola esperienza isolana con il mondo intero.
Ne parleremo* con:
Francesca Bianchi: “SALT editions”
Ornella Ruffini e Franco Meda: “Pentole e fornelli”
Federico Malinverno: “il Gustofilo”
Fabio Tambani e Armando Rossi: “Popolis & CassaPadana”
Ospiti:
Melissa Fontana (proloco), Enrico Galletti (La Provincia e blog ilGiornale) e Filippo Mondini (associazione culturale PROCREMONA)

Tutto il mondo è paese e le strade del web infinite!!!

*SABATO 23 APRILE alle ore 16:30 presso la sala Consiliare del Comune di Isola Dovarese

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#ilgustofilogoestosicily…nel blu dipinto di blu


A ogni arrivo segue, necessariamente, una partenza. E’ sempre così, tranne nel nostro caso. Lasciata Ragusa si parte riparte verso Licata, non prima di aver visitato due cantine eccellenti di questo territorio:

L’azienda agricola Arianna Occhipinti, la vera “natural woman”, e l’Azienda Agricola COS dello zio di Arianna, Giusto Occhipinti. Siamo a Vittoria, l’una a pochi chilometri dall’altra. Il bellissimo paesaggio chiuso tra le colline e gli altipiani di Comiso, Ragusa e Vittoria, ospita queste due aziende che, nonostante il terroir comune, raccontano due storie diverse, entrambi affascinanti.

Arianna Occhipinti è la spinta moderna e avanguardista della Sicilia che produce. Jeans, t-shirt e stivali fanno di lei una ragazza sicura e convinta di quello che fa. L’azienda si trova al km 3.3 della SP68, la strada provinciale che da il nome ai suoi celebri vini base. Coltivazione rispettosa dell’ambiente, vinificazione naturale capace di esprimere al meglio le potenzialità delle uve autoctone, tanta passione e tanto duro lavoro. Ecco il ritratto di Arianna: una ragazza seria e preparata che sa il fatto suo e ogni giorno si impegna a lavorare nel migliore dei modi possibili. Sicilia’s got talent!

Giusto (az. agr. COS), invece, è la Sicilia classica, barocca e lussuosa. I suoi vini si rifanno allo stile della vinificazione della Magna-Grecia. Anfore e botti in una tenuta di lusso. Una cantina, ma non solo. Un posto dove alloggiare, dove vivere e respirare l’aria di questa porzione di Sicilia, fatta di bellezza e naturalezza.Qua si coltivano 23 ettari di terreno e le uve, perlopiù autoctone, vengono vinificate rispettando la salubrità del prodotto (Frappato, Nero d’avola, Inzolia, Grecanico per la maggiore) dando vita a vini unici (macerati anche per ben 8 mesi in anfora!).

Dopo questa pausa didattica la nostra Lancia Musa riprende la carreggiata in direzione Scoglitti per una sosta al ristorante Sakalleo (piazza Cavour, 12 – Scoglitti, RG – T. 0932 871688) dove ad attenderci ci sono diverse formule menu. Optiamo per la sveltina: solo 7 antipasti € 35 per persona. Piatti classici di mare, ambiente piuttosto infelice ma molto frequentato, cibi buoni e conto corretto. Proprio quel che cercavamo!

Due passi al porto, caffè e Repubblica, poi di nuovo auto verso Licata, meta ambita da tutti i gourmet del mondo. Se non fosse per Pino Cuttaia, nessuno avrebbe mai conosciuto l’esistenza di questa cittadina non presente sulle carte geografiche sino a pochi anni fa (battuta!). Ora Licata è sognata, ambita e amata dai tanti food-lovers. Qua la fatica, vale il viaggio. Siamo in fondo in fondo, lontani da tutto e da tutti, oltre il mare… l’Africa! Qua ci si può arrivare solo in un modo: apposta!

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