Top 5 best reviews of TripAdvisor


Che cos’è TripAdvisor? Un insieme di racconti personali simile a album fotografico pieno di fotografie scattate da punti di diversi.

E’ utile? Se consultato prima potrebbe esserlo.

Esiste qualcosa di più affidabile? Si certo, consiglio vivamente di affidarsi agli esperti del settore e alle riviste specializzate ed usare, eventualmente, TripAdvisor solo per estrapolare qualche informazione in più!

Chi legge le recensioni negative?  Tutti… forse sono le uniche che vengono lette. Io le adoro e, oltre che trovarle particolarmente divertenti, ritengo che siano quelle che mi danno un motivo in più per andare poiché capaci di far emergere le peculiarità del locale (qua evidenziate in grassetto)!

gufo (greenstyle)

credit: greenstyle

Scelgo ora alcune recensioni (negative, ovviamente!!!) di alcuni dei miei ristoranti preferiti, mi divertono e le trovo davvero buffe da un lato e molto convincenti dall’altro! Continua a leggere

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Camerieri e musicisti!


Perchè diventare (tutti) camerieri

Le ragioni per imparare lo stile e la tecnica che contraddistinguono “il cameriere” sono molteplici: è un apprendimento esemplare che insegna a gestire gli errori in tempo reale, sviluppa la socialità e ci eleva culturalmente.

Staff 2016

Ammesso, e non concesso, che il giornalista e musicista Roberto Casati non mi quereli per “plagio” colgo l’occasione per riproporre in chiave alberghiera il suo articolo uscito su “la Domenica del Sole24ore”  lo scorso 13 Dicembre 2015. Catturato dal sottotitolo lessi quelle righe e trovai molti punti in comune tra la professione del musicista e quella del cameriere. Due professioni, e due arti, accomunate da approcci e da caratteristiche simili.  Mi venne così in mente questa variante che,  leggendola (e vivendola quotidianamente), suona proprio bene!

“…Perchè allora studiare sala, imparare a fare il cameriere o il maitre? Voglio dare alcune ragioni. E’ un’apprendimento multimodale: vista, tatto, movimento, respiro, vengono associati tra loro passo a passo nella gestione del cliente dal suo arrivo al saluto finale: si scoprono potenzialità enormi ed estreme del proprio corpo e della propria mente. E’ un apprendimento sociale che si nutre dell’infinita pazienza ed esperienza del patron (o del proprio tutor aziendale), del rispetto dell’ammirazione del discente, della crescita di entrambi nel lungo percorso che li unisce. E’ un apprendimento culturale che non ci lascia spettatori inebetiti di fronte alla varietà delle persone con cui abbiamo a che fare, ma ci fa sentire partecipi del loro entusiasmo e della loro soddisfazione. E’ un apprendimento esemplare, che insegna a gestire errori in tempo reale: i camerieri possono sbagliare davanti al cliente (succede anche ai migliori e ai più esperti), ma non sempre possono fermarsi e correggere; sanno che l’errore è parte della vita e che si deve trovare in tempo reale un modo di andare avanti sempre e comunque. E’ un apprendimento che conduce a saper svolgere un’attività dal vivo, in controtendenza rispetto alle pratiche di copia e incolla, all’editing ossessivo del che nasconde il fare e il produrre. Infine: è un processo lungo e, a ben vedere, senza traguardo, dato che è un progresso sempre possibile, a qualsiasi livello di competenza ed esperienza; in controtendenza direi, rispetto a una visione del lavoro che nella società contemporanea degrada, parcellizza e automatizza. Tanto più in controtendenza in quanto il fare il cameriere è fonte di piacere: fa star bene…”

Cominciare da piccoli…come i musicisti!

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ISOLA 2.0 un’idea di sviluppo


Un viaggio alla scoperta dell’ISOLA 2.0

Il web a Isola Dovarese, così come a New York, offre possibilità inaspettate e sviluppi imprevedibili. Un crocevia di interessi, di idee, di innovazioni e di business trovano spazio quotidianamente sui siti internet e sui blog che portano Isola Dovarese nel mondo.
Capire il come e, soprattutto, il perché è importante dare spazio a esperienze performanti e stimolanti in grado di sviluppare “qualcosa” che, se ben gestito, può condurre a risultati inaspettati trasformando, talvolta, un hobby in una vera e propria professione capace di generare redditività e progetti imprenditoriali.
Ecco allora che se anche a te piace smanettare sul  PC, seguire i social e condividere la tua esperienza personale (o realtà aziendale)  sul web, Sabato 23 Aprile ti aspetta un appuntamento imperdibile dove potrai dare spazio alle  tue idee e passioni  incontrando gli isolani che hanno creduto nel web e  condiviso la loro piccola esperienza isolana con il mondo intero.
Ne parleremo* con:
Francesca Bianchi: “SALT editions”
Ornella Ruffini e Franco Meda: “Pentole e fornelli”
Federico Malinverno: “il Gustofilo”
Fabio Tambani e Armando Rossi: “Popolis & CassaPadana”
Ospiti:
Melissa Fontana (proloco), Enrico Galletti (La Provincia e blog ilGiornale) e Filippo Mondini (associazione culturale PROCREMONA)

Tutto il mondo è paese e le strade del web infinite!!!

*SABATO 23 APRILE alle ore 16:30 presso la sala Consiliare del Comune di Isola Dovarese

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#ilgustofilogoestosicily…nel blu dipinto di blu


A ogni arrivo segue, necessariamente, una partenza. E’ sempre così, tranne nel nostro caso. Lasciata Ragusa si parte riparte verso Licata, non prima di aver visitato due cantine eccellenti di questo territorio:

L’azienda agricola Arianna Occhipinti, la vera “natural woman”, e l’Azienda Agricola COS dello zio di Arianna, Giusto Occhipinti. Siamo a Vittoria, l’una a pochi chilometri dall’altra. Il bellissimo paesaggio chiuso tra le colline e gli altipiani di Comiso, Ragusa e Vittoria, ospita queste due aziende che, nonostante il terroir comune, raccontano due storie diverse, entrambi affascinanti.

Arianna Occhipinti è la spinta moderna e avanguardista della Sicilia che produce. Jeans, t-shirt e stivali fanno di lei una ragazza sicura e convinta di quello che fa. L’azienda si trova al km 3.3 della SP68, la strada provinciale che da il nome ai suoi celebri vini base. Coltivazione rispettosa dell’ambiente, vinificazione naturale capace di esprimere al meglio le potenzialità delle uve autoctone, tanta passione e tanto duro lavoro. Ecco il ritratto di Arianna: una ragazza seria e preparata che sa il fatto suo e ogni giorno si impegna a lavorare nel migliore dei modi possibili. Sicilia’s got talent!

Giusto (az. agr. COS), invece, è la Sicilia classica, barocca e lussuosa. I suoi vini si rifanno allo stile della vinificazione della Magna-Grecia. Anfore e botti in una tenuta di lusso. Una cantina, ma non solo. Un posto dove alloggiare, dove vivere e respirare l’aria di questa porzione di Sicilia, fatta di bellezza e naturalezza.Qua si coltivano 23 ettari di terreno e le uve, perlopiù autoctone, vengono vinificate rispettando la salubrità del prodotto (Frappato, Nero d’avola, Inzolia, Grecanico per la maggiore) dando vita a vini unici (macerati anche per ben 8 mesi in anfora!).

Dopo questa pausa didattica la nostra Lancia Musa riprende la carreggiata in direzione Scoglitti per una sosta al ristorante Sakalleo (piazza Cavour, 12 – Scoglitti, RG – T. 0932 871688) dove ad attenderci ci sono diverse formule menu. Optiamo per la sveltina: solo 7 antipasti € 35 per persona. Piatti classici di mare, ambiente piuttosto infelice ma molto frequentato, cibi buoni e conto corretto. Proprio quel che cercavamo!

Due passi al porto, caffè e Repubblica, poi di nuovo auto verso Licata, meta ambita da tutti i gourmet del mondo. Se non fosse per Pino Cuttaia, nessuno avrebbe mai conosciuto l’esistenza di questa cittadina non presente sulle carte geografiche sino a pochi anni fa (battuta!). Ora Licata è sognata, ambita e amata dai tanti food-lovers. Qua la fatica, vale il viaggio. Siamo in fondo in fondo, lontani da tutto e da tutti, oltre il mare… l’Africa! Qua ci si può arrivare solo in un modo: apposta!

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#ilgustofilogoestosicily… in fondo al mar!


Eccoci arrivati a Ragusa. Stanchi e provati. Qua ci siam fermati una settimana intera.

Questa cittadina situata nel sud-est barocco della Sicilia, si trova a pochi chilometri di distanza dal nuovo aeroporto di Comiso. Ad attenderci c’è la Sig.ra Teresa, titolare del B&B Le Cinque Vie da noi prenotato grazie alla guida Slow Food (Locande d’Italia). La scelta è stata dura perchè, la nostra voglia di servizi, relax e comfort, ci ha fatto riflettere molto su dove alloggiare e l’Hotel Villa Carlotta, situato in prossimità della città “nuova” e dotato di un affermato ristorante, ci ha dato da pensare parecchio. Comunque siam cascati bene: posto favoloso e di recente ristrutturazione, ubicato in zona di campagna e dotato di tutti i comfort (disponibilità del personale, piscina e parcheggio). Stanza pulitissima (anche il bagno sottodimensionato) e curata nei particolari, colazione buona anche se poco tipica (nota positiva per la brioches con ricotta e cannella… da leccarsi i baffi!!!) e titolare socievole e molto disponibile. Si spendono 80 € a notte (+ tassa di soggiorno) e si godono tutti, dal primo all’ultimo centesimo!

Il mare Mediterraneo dista 10 minuti di macchina e le località più vicine sono: Punta Braccetto, Caucana, Marina di Ragusa e Punta secca (celebre per la casa di Montalbano). Lo Ionio dista invece 40 minuti di auto e qua abbiamo avuto modo di visitare diverse spiagge e baie:

  •  Faraglioni di punta Ciriga e l’Isola delle Correnti

Qua si incontrano i due mari, lo Ionio e il Mediterraneo. Luogo di fascino e di pensieri. Il forte vento ci ha concesso solo un break nel bellissimo lido Scialai (da provare la centrifuga Carota, arancia e zenzero € 4,00)

  • Isola di Capo Passero, Portopalo di Capo Passero

Nel piccolo centro di questo bellissimo paese di trova una piccola baia raggiungibile comodamente a piedi dove abbiamo avuto l’onore di incontrare e conoscere il Carrettino delle Delizie (Paolo Zuccarello T. 333 844 0588) dove la gentilezza, la maestria, la bontà, la serenità e l’ottimismo del mastro-gelataio insegnano a vivere e a valorizzare i prodotti del territorio. Una piacevole scoperta, oltre che un bellissimo mare. Consiglio vivamente di provare la cremolada fichi+ricotta di questo signore (€ 3,00)!!! Qua si trova anche il ristorante Scala (annesso all’albergo T. 0931 84 2701), il ristorante U Palangaru (T. 328 091 2044) e il B&B GialloLUMIA (T. 338 7863077)

  • Lido San Lorenzo + Cala Mosche

A nord di Marzamemi si trova la riserva naturale di Vendicari… qua il mare è bellissimo, selvaggio. Noi, per motivi pratici, abbiamo scelto ancora una volta il comfort e i servizi dell’Agua BeachResort (€ 20 ombrellone + lettino / V.le Miramare – San Lorenzo, Noto – SR). Cala Mosche invece è incontaminata, graziosa ed esclusiva.

Agua Beach Resort - San Lorenzo

Agua Beach Resort – San Lorenzo

Arriviamo ora a concentrarci sul cibo e sulle città, altra grande attrazione di questa terra:

  • Noto

Qua abbiamo cenato al Ristorante Crocifisso (T. 0931 571151). Locale moderno, bistrot con declinazioni “pop & cool”. Stile alla moda, tavoli di design senza tovaglia e personale sbrigativo. I piatti sono originali, buoni, curati  e serviti con la giusta tempistica: polpo al carbone (11 €), arancino di melanzane, pane panelle e gambero, lasagna di broccoletti e salsiccia (12 €), tunnina a cipuddada (ventresca di tonno con cipollata e peperoni grigliati), ombrina alla matalotta (€ 16), gelo al caffè (€ 5) e cannolo con ricotta. In abbinamento abbiamo scelto il Rosso Contadino di Cornelissen (32 €). Servono 45 € + 3 € di coperto + bevande. La famiglia Baglieri gestisce anche un altro ristorante a Noto: il Dammuso.

  • Marzamemi

Questo graziosissimo centro è meta unica e di rara bellezza. Un paesino di pescatori completamente rimodernato in grado di offrire atmosfere d’incanto e tranquillità d’altri tempi. Qua abbiamo cenato vista mare&luna alla “Cialoma” (T. 0931 841772) un ristorantino ubicato sulla piazza principale del borgo. Il pesce sempre freschissimo, viene cucinato in diverse maniere ogni giorno: calamaretti (15€), ghiotta di seppie (€ 18) etc etc etc… servono 55 € + 3 € + bevande a persona. A pochi passi si trova un altra meta gourmet: il Cortile Arabo. Per il parcheggio vi consiglio La Muciara in Piazza Giardinella per soli 2€.

Marzameni: il ristorante La Cialoma sulla piazza

Marzameni: il ristorante La Cialoma sulla piazza

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#capodanno al Caffè La Crepa… che 2016 sia!


Ecco gli scatti e i momenti salienti del 31 Dicembre 2015… una serata in cui ho visto lavorare, fianco a fianco, lo staff del Caffè La Crepa e lo staff della trattoria La Vecchia Marina di Roseto degli Abruzzi…

sfoglia il menu

Vi auguro un 2016 pieno di pranzi e cene al Caffè La Crepa!

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#ilgustofilogoestosicily… Oltre lo stretto!


Arrivare quaggiù in auto è prova ardua ma di grande soddisfazione. Percorrere la penisola italiana, tutta intera (Salerno-Reggio Calabria compresa), è meravigliosamente bello. Quando raggiungi Villa San Giovanni e ti metti in fila per attraversare lo stretto di Messina ti sorge spontanea una domanda, semplicissima:

Un ponte no?… e perchè no?

Caronte, Stretto di Messina

la traversata a bordo del Caronte & Tourist SPA

Fortunatamente non c’era traffico e dopo un’ora siamo “già” saliti sul ferry (Caronte & Tourist SPA) che in 10 minuti ci conduce a Messina. Sono servite 2 ore e 30 minuti, e 41 € in meno, per percorrere poco più di 3 km.

Usciti dal porto, in quaranta minuti raggiungiamo la prima destinazione della nostra vacanza Siciliana: Taormina.

Ad attenderci una tappa gourmet da non perdere e da mettere assolutamente in agenda: TRATTORIA TISCHI TOSCHI di Luca Casablanca (Phone +39 339 3642088).

Il locale, in pieno centro, offre il meglio della Sicilia. Sapori autentici e location davvero originale. Da provare: tutto. Dalla Caponata con sedano e cacao, alle polpette di tonno, dal baccalà agli spaghetti al sugo finto, dal gelo di mandorle ai liquori fatti in casa… un susseguirsi di emozioni e profumi antichi.

Le notti sono incantate e per dormire vi consiglio: Villa Barone oppure l’Hotel Isabella (Tel +39 0942 2 31 53).

Il giorno successivo ci portiamo nel Parco dell’Etna dove visitiamo due cantine vitivinicole: Calabretta (Randazzo, CT) e Frank Cornellissen (Solicchiata, CT).

Il vulcano, sempre fumante, è circondato da luoghi suggestivi e affascinanti, così, grazie al consiglio di un amico ci dirigiamo a Motta Camastra (il  comune dove è stato girato Il Padrino) e ci concediamo una rinfrescante pausa relax in ammollo nelle acque gelide del fiume Alcantara. Qua un bellissimo parco botanico curato e ben attrezzato può ospitare famiglie e turisti per riposarsi in pieno contatto con la natura (ingresso comunale, lato strada € 1 per persona + braccialetto per risalita in ascensore € 3 per persona).

 

Sul far della sera il nostro viaggio riprende verso Ragusa, vera e propria destianzione della nostra vacanza

…continua

 

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La #Champagne e lo Champagne


Samuel Cogliati, giornalista ed editore libero, è uno dei massimi esperti in materia di Champagne e vini di Francia. Divulgatore nel campo del vino, è autore di diversi libri sull’argomento, tra cui Champagne – Il sogno fragile e Champagne. Il sacrificio di un terroir. Leggiamo le sue parole, sempre misurate e precise, sulla Champagne, intesa come area di produzione vitivinicola in senso geografico, e sullo Champagne, inteso come prodotto agro-alimentare frutto della viticoltura e dell’enologia, con le quali introduce le argomentazioni che andrà a trattare sia nei suoi libri che nelle sue serate di degustazione.

Enoteca, La Crepa, Malinverno, Isola Dovarese

La produzione dello Champagne si scosta dalle logiche produttive di altre zone della Francia e possiamo, tranquillamente, parlare di agro-industrializzazione della Champagne (area geografica). Per uno come me che ha sperimentato la produzione, visto le tendenze, vissuto il cambiamento e che si occupa di Champagne da almeno dieci anni (dal 2004 in poi per l’esattezza!) è arrivato il momento di annunciare che è avvenuto (ed è ancora in corso!) un piccolo rinascimento. Dico piccolo perchè è piccolo nei numeri, però dico rinascimento perchè è un approccio e una rivoluzione nella maniera di concepire la viticoltura e la vinificazione (attenzione: ho detto vinificazione e non enologia) che sono un cambio di rotta, molto spesso una torsione a 180°, i cui autori (o meglio fautori!) di questo tipo di piccola-grande rivoluzione sono i piccoli: piccoli e indipendenti. L’indipendenza, che è quella che caratterizza la mia attività divulgativa e la mia casa editrice, ha un prezzo altissimo e rischi grossissimi… non è, perciò, molto allettante per chi la deve praticare. E’ come camminare, ve lo assicuro, senza rete e ciò significa che se cadi ti fai male, tanto. Detto questo esiste una serie di produttori, sempre crescente sia per numero che per convinzione e determinazione, che in Champagne sta mettendo in seria discussione lo status-quo… che sta tentando, un pò per convinzione e un pò anche per opportunismo, di riavvicinare quanto più possibile lo Champagne al vino. So che può apparire un concetto strano, bizzaro o contraddittorio… ma non lo è! Durante il corso che si svolgerà il prossimo anno (Gennaio, febbraio e marzo 2016 presso la delegazione AIS di Cremona/Lodi) affronteremo anche questo aspetto e cercheremo di includere tutta quella che è la, complessa e confusa, realtà dello Champagne. Confusa nel senso che chi acquista, il cliente, e chi beve, il bevitore (non amo il termine consumatore, perchè credo che le cose non si consumano… soprattutto il vino! Il vino si compra e si beve!) hanno bisogno entrambi di più informazioni. Non so se avete mai fatto caso alle etichette dello Champagne… esse danno poche, pochissime, informazioni per far capire e comprendere quale sia lo Champagne fatto bene. Lo Champagne ha una peculiarità: 300 milioni di bottiglie, di fattura diverse, raccolte tutte sotto lo stesso nome: Champagne, per l’appunto. Tutti, ma proprio tutti: dallo champagne più raro e pregiato del piccolissimo produttore il quale di quella cuvée fa 1000 bottiglie l’anno, fino allo Champagne più standardizzato e più di bassa lega che riempie, particolarmente in Francia, gli scaffali dei discount (il quale rappresenta oggi una produzione compresa tra i 4/5 milioni di bottiglie l’anno!), tutto totalmente eterogeneo raccolto sotto lo stesso nome: CHAMPAGNE. E’ per questo che i produttori (sia le grandi maison che i piccoli) che vogliono puntare in maniera determinata sulla qualità imbufaliscono quando vedono una bottiglia con su scritto CHAMPAGNE  a 9,99 € sullo scaffale di un supermercato. Ci sono e vi assicuro che a prima vista, magari durante una degustazione superficiale e distratta, possono pure trarre in inganno sulla qualità di quella bottiglia. A me l’hanno fatto! A me hanno fatto la prova di servirmi alla cieca un calice di un vino del genere dicendomi: dimmi cos’è e che cosa ne pensi?. Io risposi che secondo me era champagne e ne pensavo discretamente, direi benino (temperatura di servizio e degustazione 4°C). Sette minuti dopo ne pensavo un po’ meno bene… e dopo quindici minuti ne pensavo ancora meno bene di prima. Era uno Champagne a 9,99 €, eppure il mio primo approccio (che non sono esattamente novello in materia!!!) era stato abbastanza comprensivo.

Champ1 x web

Il corso che inizierà a Gennaio quindi cercherà di affrontare sia il la grande che la piccola produzione: la seconda e la terza lezione in particolare avranno come sottotitolo: LA DIMENSIONE ARTIGIANALE. E’ mia personale convinzione che la parte più interessante della produzione del mondo dello Champagne, sia legata a questa logica di riconquista di uno statuto di vino a pieno titolo: vino a 360°… il più vicino possibile alla terra e alla materia prima.

Dico questo perchè molto spesso, quasi sempre, per dire prodotto i francesi usano il termine Elaborée… questo non è un verbo  scelto a caso in quanto lo champagne è un prodotto estremamente elaborato e complesso. Alcune di queste fasi sono inevitabili, pertanto regolamentate sia dalla normativa che dall’esperienza e dalla tradizione. Però, e concludo, c’è modo e modo per ottenere e produrre un vino che parta dalla vigna (supporto geologico) per arrivare al bicchiere da bere e degustare. La degustazione alla cieca, dal punto di vista dell’apprendimento e della didattica, è molto più interessante e ci aiuterà a capire meglio questo mondo. Facciamolo insieme!

E voi cosa avete stappato per accogliere l’anno nuovo?

Champagne XWEB

Buon Anno!

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#abusodipotere: il futuro sta nell’esempio!


Cercando su Twitter il tag #abusodipotere capito in questo tweet di  @francifra79 la quale denuncia, ahimé invano, un cattivo esempio dato dalla polizia locale di Roma il 15 ottobre 2015.

CRXxOxSUYAEFW4q

Oggi, invece, alle 12:45 capita a me e denuncio il fatto su FaceBook:

“‪‎Nebbia‬, linea continua, incrocio pericoloso, limite dei 70 km/h e lavori ancora in corso sul lato opposto… Un ‪#‎suv‬ Dacia/Tata della polizia locale (bianco con fianchi verdi) mi viene dietro e ostenta divisa e potere sorpassandomi (senza sirene, né lampeggianti) proprio lì dove solitamente loro, i vigili urbani, danno ‪‎multe‬ a gogò”

NOTE: il veicolo viaggiava (almeno 80 km/h) alle 12:45 in direzione Mantova sulla via Mantova – Località Sant’Antonio (Pessina Cremonese, CR). Alla guida un uomo di mezza età panciuto, capelli corti, non molto alto.

Servirà a qualcosa questa denuncia?

Speriamo che si, noi del web ci crediamo!

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#ilgustofilogoestosicily… A Vico è sempre festa!!!


Questa volta il viaggio si compie in sella a una LANCIA MUSA (1.3 MultiJet) con Greis in dolce attesa. Il viaggio che ci aspetta è lungo ma al tempo stesso formativo ed entusiasmante. Partiamo di buon mattino con il preciso intento di arrivare entro “pranzo” a Vico Equense (penisola sorrentina) per goderci la buona cucina e il mare.

Vesuvio, Napoli

Il Vesuvio e il mare

Detto fatto. L’autostrada scivola via senza intoppi (solo qualche solito rallentamento tra Bologna e Firenze), il sole si alza nel cielo e il mare si avvicina. Con me diverse guide gastronomiche, immancabili compagne di viaggio:

  • Osterie d’Italia 2015 Slow Food (dotata di cartine con segnalati i posti!!!)
  • Ristoranti d’Italia 2015 del Gambero Rosso (dove sono finite le cartine???)
  • Locande d’Italia 2011 Slow Food
  • Street Food del Gambero Rosso (diponibile anche un’app versione FREE)
  • Pizzerie d’Italia de Il Gastronauta

La presenza della cartina sulla guida SLOW FOOD è di fondamentale importanza per chi viaggia in auto, come noi!

Orientandoci dunque con le cartine presenti in guida Slow prenotiamo la trattoria TORRE FERANO a Vico Equense. Ubicato all’interno di una torre posta sopra il promontorio che sovrasta Vico si trova questo locale poli-funzionale: cantina, trattoria, wine-bar e alla sera disco-bar. Il ristorante si presenta pulito, curato e molto accogliente. I titolari ci accolgono alle 15:00 con tranquillità e serenità. Scegliamo due piatti ciascuno e una bottiglia di vino senza pretese. Per me Peperone ripieno (9 €) e Ziti spezzati alla genovese (11 €) , a seguire. Colpo! Nonostante il caldo da serra della verandina e la mia stanchezza (dopo 8 ore di guida!!!) mi sono goduto questo pranzo al 100% (totale € 54 in due)… gli ziti con le loro cipolle, con la loro succulenza e con la mia fame si sono stampati nella mia memoria e han fatto si che la vacanza abbia preso il via nel migliore dei modi possibili! Il Resort LE AXIDIE (Tel.: +39 081 802 85 62  – info@leaxidie.it ) ci attende nel pomeriggio. Un ombrellone e due lettini in spiaggia ci donano pace e relax.

L’hotel è ubicato in un angolo carino di Vico Equense a lato del porto, in fronte al Vesuvio. La stagione ci ha permesso di usufruire di ottime tariffe e poca gente: 117 € (+ tassa di soggiorno) a notte per una matrimoniale con spiaggia e colazione internazionale (avrei preferito qualche specialità locale come una buona sfogliatella e un aiuto nello scaricare le valige).

Per i pasti il resort offre un servizio bistrot mentre nel piccolo centro di Marina d’AEqua alcune pizzerie: l’una vale l’altra.

L’indomani, a pranzo, ci aspetta LA TORRE DEL SARACINO il ristorante di Gennaro Esposito, lui assente per via della nuova serie di MASTERCHEF. Il ristorante vuoto ci offre la possibilità di scegliere il tavolo migliore della veranda. Vista l’assenza dello chef optiamo per solo tre piatti ciascuno alla carta (antipasti 32 € , primi 33 € , secondi 34 € , dessert 18 €).

Millefoglie di seppia e sauro, con zuppetta di sedano e tartufi di mare

Trancio di scorfano gratinato, scampi e caponata di melanzane

Tiramisù, mascarpone fresco di bufala e caffè espresso

Totale € 206 (103 € a testa, vino incluso) per un momento VIP che alcuni cari amici ci han regalato.

Hamburger, Fishburger, Gennaro Esposito, La Torre del Saracino

Hamburger di dentice, cremoso all’aglio e crescione d’acqua (scelto da Greis)

Gennaro Esposito, Predessert

Predessert: gelato allo yogurt con frutta

Torneremo per visitare altre tappe gourmet in zona!

Questa era solo una pausa verso la Sicilia… (continua)

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