#scarpedacameriere… tanti km dopo


Il tempo passa e i chilometri scorrono sotto i piedi che è un piacere. “Scarpe da Cameriere” è uno degli argomenti più seguiti sul mio blog e ancora oggi le Key Words che portano i lettori sul mio sito sono perlopiù racchiuse qua… nelle SCARPE DA CAMERIERE!

Eh si, lo so. Il problema rimane è annoso e non manca di catturare l’interesse e l’attenzione di chi, come me, ha la fortuna di svolgere il lavoro più bello del mondo! La scarpa, o meglio le scarpe giuste non sono facili da trovare e facilmente ci si fa abbindolare dal marchio, dall’estetica e dall’apparente comodità che suscitano guardandole. Comode il primo giorno, meno il secondo e odiose il terzo.

Leggi anche – – – > Scarpe da cameriere.

Talvolta l’eleganza cede il posto al comfort e viceversa… così, a distanza di 4 anni dal mio ultimo scritto in materia è giunto il momento di tornare sull’argomento e mi soffermerò brevemente su ogni modello, acquistato, goduto e vissuto:

  1. Paul Smith AUGUST Black: comode comode. Di fatto una scarpa da ginnastica in pelle scamosciata con eleganti finiture che ben accompagnano l’abito del servizio in sala più elegante. Suola comfortevole e dotata di una bella presa sul pavimento. Non scivola, facile da pulire e molto resistente. (€ 220)

  1. Adidas Los Angeles (Continental): L’eco-pelle e il design la rendono ideale per tutto il giorno, e il servizio in sala, se non fosse che la suola CONTINENTAL, essendo a pasta dura, è altamente scivolosa soprattutto su pavimenti unti e umidi come quelli delle cucine o della zona lavaggio. (€ 80)
  2. Reebook Work N Cushion 2.0: La tomaia in pelle offre comfort, resistenza e supporto. Il design low-cut offre ampia libertà di movimento. La struttura smussata del tallone ottimizza la falcata e gli intagli di flessione nell’avampiede garantiscono flessibilità a ogni passo. La suola antiscivolo dona il massimo grip anche sui pavimenti bagnati o unti mentri l’intersuola in memory-foam si adatta alla forma del piede per una calzata perfetta. E più elegante la versione a strappo. (€ 50)

Leggi anche – – – > #scarpedacameriere… vol 4

E poi ci sono le Scarpe, con la S maiuscola, per chi ama alla follia il proprio lavoro. Lidfort, scarpe artigianali MADE IN ITALY per una vestibilità al top… Le pantofole che vorresti sempre ai piedi, tanto son belle e tanto son comode!

#onlythebrave

 

Annunci

Commenti disabilitati su #scarpedacameriere… tanti km dopo

Archiviato in Camerieri

Autunno in Liguria… consigli utili per un weekend perfetto!


Se amate il mare ma non disdegnate la montagna, se vi piace mangiare bene e bere ancora meglio, se volete riposarvi senza troppi pensieri, se volete investire in scoperte i vostri risparmi… ecco allora che un giro a nel Levante Ligure può essere l’occasione giusta per portare a termine, in un solo weekend, i vostri buoni propositi. Servono gli amici giusti e la compagnia adatta… piuttosto, meglio soli (che mal accompagnati, ndr)!

Leggi anche – – – > In Liguria, in famiglia!

Arrivati a Chiavari una tappa al Bar Oasi (ex Ghibli in Corso ValParaiso, 128 – lungomare) non dovete perderla. Qua Simone Salti, barman neofita e architetto provetto, saprà accogliervi e consigliarvi il cocktail giusto che fa per voi. Il suo stile “sartoriale” fa si che tutti possano trovare il drink giusto al momento giusto (sia per l’aperitivo che per il dopocena!).

Necgroni, Cocktail, Liguria, Simone Salti

Negroni: Gin Plymouth, Vermouth Martelletti, Bitter 47 (home made)

Nel centro della cittadina, invece, si trova l’Enoteca/Cantina Bisson (corso Luigi Gianelli, 28) un locale storico dove Piergluigi Lugano dal 1978 vinifica i suoi vini ottenuti con uve coltivate tra Chiavari e Sestri Levante. Qua fermentano i mosti e il profumo dei tini inebria gli scaffali. Si vinificano le uve della zona con metodi tradizionali e “brevi macerazioni” (2 giorni per i bianchi, 5 giorni per i vini rossi e fino a 15 giorni per la il granaccia). Questa cantina è nota ai più per lo spumante Abissi (a Dicembre uscirà l’annata 2016 con la prima sboccatura di ottobre 2017!), un metodo classico fermentato e affinato nei fondali di Portofino Sestri Levante, al largo della Baia del Silenzio. Queste folcloristiche bottiglie rappresentano forse la migliore espressione di queste terre poichè riescono ad esprimere al meglio il territorio… alla salinità del mare si contrappone la mineralità dei terrazzamenti liguri. Disponibile in due versioni, Abissi è un prodotto ormai raro da trovare e sempre più richiesto dalla clientela e dai mercati (anche internazionali!). Bianchetta Genovese, Vermentino e Cimixia, in proporzioni variabili in base all’annata, fanno si che questo spumante mantenga una buona complessità sia olfattiva che gustativa mentre la granaccia e il ciliegiolo della versione Rosè donano corpo, colore e struttura al vino (€ 45 in enoteca, circa 60 € in cantina). Sicuramente da provare (e riprovare!).

Per passare la notte, l’entroterra, offre un sacco di opportunità silenziose, accoglienti e tranquille come Casa Acquarela (località San Salvatore di Cogorno in Val Graveglia – GE) situata a pochi chilometri dalla Trattoria La Brinca di Ne. Qua la famiglia Circella conduce sapientemente la sala e la cucina di questo ristorante locato in cima alla valle tra boschi, ruscelli, cinghiali e funghi.

La costa del golfo del Tigullio offre numerosi posti da non perdere come Portofino, Santa Margherita Ligure, Zoagli oppure Lavagna… belli tutto l’anno! Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in GustosaMente, Vacanze fai da me, Viaggi di primavera

Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso 2018… la cena


L’appuntamento romano è uno dei più attesi dai ristoratori di tutta la penisola. La Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso si conferma un punto di riferimento del mangiar bene e le tante categorie premiate all’interno sono in grado di diversificare la proposta (e i giudizi) a seconda della tipologia del locale. Bistrot, trattorie, ristoranti, winebar, etnici, birrerie, pizzerie premiati e contraddistinti da uno specifico simbolo che, da uno a tre, segnala le eccellenze in materia. La cerimonia ha premiato Ristoranti e Trattorie lasciando poi spazio alla cena di gala che ha portato in scena 10 piatti rappresentativi di alcuni locali premiati con le Tre Forchette.

Questo evento, per me, rappresenta l’occasione per far visita alla città eterna e godermi appieno l’atmosfera con gli amici, i colleghi e la buona cucina. Dopo aver lasciato le valigie in stanza (allo Sheraton in via del Pattinaggio – 76 €/notte senza colazione + 12 € Tassa di soggiorno e a 20 € dal centro città in Taxi) il dopo cena ci ha condotti alla scoperta del Jerry Thomas un noto secret-bar del centro (zona Campo dei Fiori – Vicolo Cellini, 30 ROMA). Pochi posti assegnati su prenotazione, un locale simpatico carino e originale che propone eccellenti cocktails preparati con i migliori liquori e distillati del mondo. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in GustosaMente, Taccuino, Uncategorized, Viaggi di primavera

Alla scoperta della Val Camonica con Marino Marini


Chi è ma soprattutto perchè sono preziosi i suoi consigli???

Marino Marini, ALMA, Colorno, Val Camonica, Fiume OglioEcco, Marino Marini, non è un bibliotecario… è il bibliotecario di ALMA, la scuola internazionale di cucina di Colorno, in provincia di Parma. Di origini bresciane è attivista e militante Slow Food, autore di numerosi libri e ricettari,  curatore di importanti volumi e grande esperto della cucina italiana (nelle sue più varie forme e profonde radici!). Bastano queste poche righe per farvi stampare questi appunti in grado di condurvi alla scoperta della Val Camonica più autentica e preziosa!

Leggi anche – – – > Val Camonica: il fiordo della Lombardia

“Nel salire ad Artogne giunti a Pisogne potete trovare i funghi della Val Palot in via San Marco.

Per quanto riguarda i vini camuni consiglio di provare il Lambrù che si produce a Darfo.

Potete pernottare presso l’Azienda Agrituristica Le Frise di Artogne ( Rive dei Balti T 0364 598298-598285) che alleva capre; producendo formaggi,  salumi caprini ed erbe di montagna (ref. Guaberto Martini).

A Breno da non perdere è la Macelleria Pedersoli per la Salsiccia di puro castrato, cercare la Spongada di Breno e pranzare presso l’Antica Trattoria Cà Bianca (Grazia Ducoli T. 0364 320059).

Visitare le Incisioni rupestri di Capodiponte è d’obbligo proprio come provare la cucina della Cantina di Esine (ref. Giacomo Bontempi e moglie Oriana T. 0364 466411-46317) e visitare il mulino di Tognali.

A Edolo potete provare l’Hostaria Corte di Bacco (ref. Marco Di Dedda T. 0364 72025-338 5282541) e farvi consigliare un buon albergo in paese.

Anche a Cevo, presso l’Azienda Enzo Maffeis di producono ottimi formaggi caprini come il fatulì, motelì ecc. (T. 0364 634659) mentre a Cimbergo c’è un antichissimo Mulino ad acqua ancora in funzione.

A Bienno, invece, c’è un antico Mulino a pietra di proprietà della Famiglia Denage Trombini. Salendo verso Pontedilegno è possibile pranzare (o cenare) al Cavallino a Cané di Vione (T. 0364 94188)

Ritornare a Edolo, scavalcando l’Aprica, facendo tappa a Morbegno per visitare l’Osteria del Crotto (T. 0342 614800 attenzione alle ferie dichiarate per settembre) soggiornando presso l’Hotel Parco Corteno Golgi sulla via Nazionale.

Al ritorno a Monte Isola, di fronte a Sulzano, trovate la Locanda al Lago (T. 030 9886472 – 347 9186478) dove è possibile mangiare il pescato del lago d’Iseo e le famose sardine di Montisola secche.”

Leggi anche – – – > Chioccioline lungo l’Oglio

Commenti disabilitati su Alla scoperta della Val Camonica con Marino Marini

Archiviato in Contributi

La casa di riposo dei cuochi… il nuovo progetto firmato Gualtiero Marchesi!


Il maestro-visionario della cucina italiana, all’indomani del discorso inaugurale dell’anno accademico 2017/2018 della scuola internazionale di Cucina ALMA (Colorno, PR) da lui presieduta, lascia il suo ruolo di Rettore e per dedicarsi al suo nuovo progetto: una casa di riposo per cuochi.  La sua carica fa spazio a un comitato scientifico che d’ora in poi guiderà la proposta formativa della scuola dove, oltre a lui, ci sarà anche Enzo Malanca, Andrea Sinigaglia e Matteo Berti.

Rileggiamo il suo discorso come fosse una lectio magistralis

Franco Malinverno, Gualtiero Marchesi, Isola Dovarese, Cremona, Vale un Viaggio, Beba Marsano, Gualtiero Marchesi, Cremona

Gualtiero Marchesi in visita al Caffè La Crepa di Isola Dovarese (Franco Malinverno a dx)

Cari studenti, cari docenti, cari amici,
posso dire, senza esagerare, ma con orgoglio, che se Alma è,
lo è anche per merito del sottoscritto.
Non so se è stato più un parto o una paternità. Forse le due cose insieme.
Mi sento madre e anche padre di questa bellissima scuola.

Qui, si viene a imparare le basi del mestiere, ad apprendere le tecniche con cui lavorare per rendere merito
e per fare grande la cucina italiana. Si può fare qualcosa di grande solo se si studia sodo e si pratica senza
sosta il mestiere. Lungi da me e lungi da noi, però, l’idea di creare esclusivamente dei tecnici.
La cucina a cui ho sempre aspirato è la cucina della forma e della materia., la cucina intesa come cultura
e come linguaggio per esprimere il meglio di se stessi.
Non basta la padronanza della tecnica, occorre anche una sensibilità per le cose belle e la curiosità per il mondo.
Vi auguro di conquistare quella per affermarvi attraverso le altre due. Continua a leggere

Commenti disabilitati su La casa di riposo dei cuochi… il nuovo progetto firmato Gualtiero Marchesi!

Archiviato in Taccuino

#SPYoungChef: La ricetta del finalista Vincenzo Dinatale


Lo scorso 11 Settembre 2017 si è svolta la finale italiana della San Pellegrino Young Chef. A giudicare i 10 giovani finalisti una giuria d’altissimo livello: Cristina Bowerman (Glass Hostaria, Roma), Caterina Ceraudo (Dattilo, Strongoli), Carlo Cracco (Cracco, Milano), Loretta Fanella (consulente pasticciera e Ristorante Borgo San Jacopo, Firenze), Anthony Genovese (Il Pagliaccio, Roma) e Ciccio Sultano (Duomo, Ragusa Ibla).

Alla competizione ha preso parte anche Vincenzo Dinatale , classe 1988 e di origini pugliesi, oggi Sous-Chef presso il ristorante Il Pellicano a Porto Ercole, in provincia di Grosseto. Questo giovane talento si è formato nella cucina de El Celler de Can Roca dove ci siamo conosciuti nel 2014.

 

Pancia di capretto, cicala “gonfiata” al bergamotto, lampascione, mosto cotto di fichi e cilantro

  • Ingredienti per 8 persone:

Per la pancia: 4 selle di capretto, Timo, Rosmarino, Olio XV

Per le cicale e la biscque di cicala: 2 kg di cicale, 1kg pomodori di diversa tipologia

Per la spugna di cilantro: 200g coriandolo, 200g cipolla, 150g isomalto, 260g uova, 40g farina Plankton

Per il gel di bergamotto: 20 bergamotto, 7 g agar agar, 200g acqua

Per il mosto cotto di fichi: 3 kg fichi, Acqua

Per i lampascioni: 2 kg lampascioni, 1 lAceto di lampone, 1 l acqua, Menta, Prezzemolo, Aglio, Olio XV, 100g Zucchero di canna

  • Esecuzione: 

Procedimento per le pance di capretto: Disossare le selle di capretto e ricavare solo le pance. Immergere le pance in una salamoia (1:10) per 15 min circa. Sovrapporre le pance, cospargere le spezie e l’olio ex vergine d’oliva e chiuderle in buste sottovuoto. Cuocere a 90 gradi per 4 ore.

Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Ricette

Un’idea di sviluppo: le microeconomie locali


“Tutti i beni eran per loro, la fertile terra
dava spontaneamente molti e copiosi frutti
ed essi tranquilli e contenti si godevano
i loro beni, tra molte gioie”
Esiodo
Le opere e i giorni

Come difendersi dalla fake-news sul food? Come reagire ai falsi allarmi sul cibo? Come evitare pretenziosi vegani, falsi vegetariani e improvvisati opinion leader in cucina? Ora il cibo è dittatura, mediatica soprattutto! Siamo diventati schiavi dei suoi usi, dei suoi sprechi e dei suoi consumi. Mangiamo sempre e male, tutto il giorno. Ogni programma è farcito di preziosi ingredienti, improbabili diete, consigli malvagi… Ne parla pure Giovanni Floris (diMartedì, La7), non si astiene nemmeno Corrado Formigli (Piazza Pulita, La7), si cede la parola persino a Red Ronnie o altri analfabeti in materia. La parola di un premio nobel contro quella di una velina anoressica, entrambi, sullo stesso piano. Il gioco si fa mediatico, il pubblico tifa per l’uno piuttosto che per l’altro. I contenuti passano in secondo piano e l’audience aumenta. Cresce l’interesse e cala la spesa pro-capite. Ci si informa di più e si è disposti a spendere sempre meno. Ecco che il sistema ha generato un mostro… e ora?

La gastronomia, così come la filosofia, è un campo democratico del sapere… ognuno vuol dire la sua e pensa di avere la verità in tasca!

Già nel 2009 ho provato a far luce in questa giungla (allora eran solo germogli, ndr) scrivendo una tesi su come è cambiato il mondo alimentare e il nostro approccio ad esso… mi sono concentrato sulla modernità analizzando come l’agricoltura, o meglio il sistema agricolo, sia passata da generatrice di risorse a fonte di spreco assoluto. Un lasso di tempo breve e ristretto, duecento anni soltanto, in grado di far precipitare le economie e portare il pianeta terra sull’orlo di una catastrofe sempre più imminente.

Questo testo non manca oggi di mostrare l’attualità dei contenuti e la grande ambizione contenuta nelle sue pagine. Il cibo e le nostre scelte alimentari influenzano, più che mai, le politiche mondiali. Non farci mangiare dal cibo è
possibile (cit. Carlo Petrini) basta pensare a un mondo centrato su microeconomie locali che rispetti il territorio, l’ambiente e il paesaggio in simbiosi e armonia con tutto il creato. Questo è sempre più necessario. I fatti che quotidianamente compaiono e si leggono sui giornali, parlano di calamità naturali, disastri ecologici, dissesti idrogeologici, cementificazioni ed erosione di suoli sempre più gravi e dannose per l’ambiente naturale.

Al giorno d’oggi la situazione agricola pare aver preso una piega positiva nel verso giusto, quel che pare andare in senso contrario è che, nell’obbiettivo mondiale di raggiungere il 20% di energie rinnovabili entro il 2020, si stanno commettendo gravi danni ai nostri paesaggi. Se usate nel giusto modo le energie rinnovabili rappresentano un toccasana per l’ambiente, se usate indiscriminatamente per speculazioni e facili guadagni esse diventano dannosissime. Al sogno di un energia rilocalizzata, ipotizzato nell’ultimo capitolo del mio testo, va ora prendendo piede una prospettiva magra e pericolosa. 

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Un’idea di sviluppo: le microeconomie locali

Archiviato in Contributi, Uncategorized

In Liguria, in famiglia!


Ecco che anche per me è venuto il momento di scegliere mete family friendly per potersi godere la prole, riposarsi e divertirsi. Questa estate ho cominciato a studiare itinerari per famiglie che non trascurassero il piacere per il mangiar bene e il visitare… ecco che, allora, ho scelto la Liguria di ponente a colpo sicuro!

Osteria, Acquasanta, terme, genova, Mele

Con l’auto (FORD B-MAX) abbandono la pianura padana, scavalco i colli tortonesi e approdo a Genova Prà imbottigliato tra auto, suv e moto. Così, guide alla mano, abbandono l’autostrada e mi dirigo verso Mele, sulle montagne che circondano la città blaugrana. Qua, ad Acquasanta, si trova un’antica località termale, un museo che racconta la vocazione cartaria della valle, un centro sociale/ricreativo, un santuario e una trattoria. Ovviamente scegliamo la trattoria chiamata proprio Osteria dell’Acquasanta (T. 010638035)Dopo una passeggiata, tra sequoie e cedri del Libano, ci rimettiamo in moto e nel pomeriggio raggiungiamo Arma di Taggia sul litorale a pochi chilometri da San Remo e Bussana Vecchia. Qua ci attende Renato titolare dell’Albergo Vita Serena, nel pieno centro storico affacciato sul mare. La gentilezza del patron e la sua passione per i vini naturali ha reso la permanenza davvero interessante, nonchè didattica dal punto di vista enologico. Camere pulite e arredate con gusto. La cittadina offre tranquillità, divertimento, numerose spiagge attrezzate (noi abbiamo scelto i Bagni Meridiana – prenotazione consigliata!) e tante possibilità per pranzi veloci (La Fortezza di Manin, focacceria) o stellati (La Conchiglia NON PROVATO).

Albergo Vita Serena, Arma di Taggia, Imperia, Liguria, Ponente, Pensione

Il ritorno ci riporta verso casa non prima di una tappa alla Trattoria La Brinca di Ne nel levante genovese. Un’istituzione da non perdere, mai!

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Chi è Gravner? Come lavora? Dove?… ma soprattutto da quando e perché?


Finalmente ci siamo! E’ una timida giornata di appena primavera. Visitare il Carso Goriziano e i suoi produttori è sempre bello e stimolante. Questa volta andiamo alla scoperta della Ribolla Gialla di Oslavia. Sono 7 i produttori di cui potremmo parlare: Silvan e Marco Primosic, Dario Princic, Stanko Radikon, Nicolò Bensa de La Castellada, Rinaldo Fiegl, Josko e Mateja Gravner e Franco Sosol de Il Carpino. Perchè la Ribolla Gialla di Oslavia è fatta anche di volti e di mani, non solo di uva. Uno di questi produttori ha intrapreso un percorso suo, un’esperienza che si scosta dalla tradizione carsica e punta alle influenze caucasiche. Questo produttore è Josko Gravner che, coaudiuvato dalla famiglia, cerca in questa sua personale interpretazione di distinguersi e dare una diversa identità al suo prodotto.

Anfore Gravner

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Chi è Gravner? Come lavora? Dove?… ma soprattutto da quando e perché?

Archiviato in Taccuino

Pronti, attenti… servizio!


Da sinistra: Maurizio Saccani, Marco Reintano, Matteo Lunelli, Paolo Marchi, William Drew, Massimo Bottura, Umberto Bombana e Soren Ledet

Identità Golose Milano 2017 è stato un momento importante non solo per gli chef di tutto il mondo ma anche per i maitre delle più importanti sale internazionali. La mattinata di Lunedì 6 marzo si è conclusa con la sala auditorium colma di addetti al settore accorsi per ascoltare le testimonianze, i consigli e le opinioni delle figure più importanti che gravitano attorno alla nuova ristorazione contemporanea. In questo frangente non è più possibile escludere la sala poiché la nuova sala è parte integrante di un ristorante d’avanguardia. La contemporaneità passa da un innalzamento del livello medio del servizio fatto di professionisti, fatica e fiducia. Un ristorante, parafrasando l’intervento di Paolo Lopriore, si fonda su un concetto triangolare di gestione: il triangolo delle 3C, dove “C” sta per cameriere, cuoco e cliente.

Cameriere, Cuoco, Sala, Cliente, Chef,

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Pronti, attenti… servizio!

Archiviato in Camerieri