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#ilgustofilogoestosicily…nel blu dipinto di blu


A ogni arrivo segue, necessariamente, una partenza. E’ sempre così, tranne nel nostro caso. Lasciata Ragusa si parte riparte verso Licata, non prima di aver visitato due cantine eccellenti di questo territorio:

L’azienda agricola Arianna Occhipinti, la vera “natural woman”, e l’Azienda Agricola COS dello zio di Arianna, Giusto Occhipinti. Siamo a Vittoria, l’una a pochi chilometri dall’altra. Il bellissimo paesaggio chiuso tra le colline e gli altipiani di Comiso, Ragusa e Vittoria, ospita queste due aziende che, nonostante il terroir comune, raccontano due storie diverse, entrambi affascinanti.

Arianna Occhipinti è la spinta moderna e avanguardista della Sicilia che produce. Jeans, t-shirt e stivali fanno di lei una ragazza sicura e convinta di quello che fa. L’azienda si trova al km 3.3 della SP68, la strada provinciale che da il nome ai suoi celebri vini base. Coltivazione rispettosa dell’ambiente, vinificazione naturale capace di esprimere al meglio le potenzialità delle uve autoctone, tanta passione e tanto duro lavoro. Ecco il ritratto di Arianna: una ragazza seria e preparata che sa il fatto suo e ogni giorno si impegna a lavorare nel migliore dei modi possibili. Sicilia’s got talent!

Giusto (az. agr. COS), invece, è la Sicilia classica, barocca e lussuosa. I suoi vini si rifanno allo stile della vinificazione della Magna-Grecia. Anfore e botti in una tenuta di lusso. Una cantina, ma non solo. Un posto dove alloggiare, dove vivere e respirare l’aria di questa porzione di Sicilia, fatta di bellezza e naturalezza.Qua si coltivano 23 ettari di terreno e le uve, perlopiù autoctone, vengono vinificate rispettando la salubrità del prodotto (Frappato, Nero d’avola, Inzolia, Grecanico per la maggiore) dando vita a vini unici (macerati anche per ben 8 mesi in anfora!).

Dopo questa pausa didattica la nostra Lancia Musa riprende la carreggiata in direzione Scoglitti per una sosta al ristorante Sakalleo (piazza Cavour, 12 – Scoglitti, RG – T. 0932 871688) dove ad attenderci ci sono diverse formule menu. Optiamo per la sveltina: solo 7 antipasti € 35 per persona. Piatti classici di mare, ambiente piuttosto infelice ma molto frequentato, cibi buoni e conto corretto. Proprio quel che cercavamo!

Due passi al porto, caffè e Repubblica, poi di nuovo auto verso Licata, meta ambita da tutti i gourmet del mondo. Se non fosse per Pino Cuttaia, nessuno avrebbe mai conosciuto l’esistenza di questa cittadina non presente sulle carte geografiche sino a pochi anni fa (battuta!). Ora Licata è sognata, ambita e amata dai tanti food-lovers. Qua la fatica, vale il viaggio. Siamo in fondo in fondo, lontani da tutto e da tutti, oltre il mare… l’Africa! Qua ci si può arrivare solo in un modo: apposta!

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#ilgustofilogoestosicily… in fondo al mar!


Eccoci arrivati a Ragusa. Stanchi e provati. Qua ci siam fermati una settimana intera.

Questa cittadina situata nel sud-est barocco della Sicilia, si trova a pochi chilometri di distanza dal nuovo aeroporto di Comiso. Ad attenderci c’è la Sig.ra Teresa, titolare del B&B Le Cinque Vie da noi prenotato grazie alla guida Slow Food (Locande d’Italia). La scelta è stata dura perchè, la nostra voglia di servizi, relax e comfort, ci ha fatto riflettere molto su dove alloggiare e l’Hotel Villa Carlotta, situato in prossimità della città “nuova” e dotato di un affermato ristorante, ci ha dato da pensare parecchio. Comunque siam cascati bene: posto favoloso e di recente ristrutturazione, ubicato in zona di campagna e dotato di tutti i comfort (disponibilità del personale, piscina e parcheggio). Stanza pulitissima (anche il bagno sottodimensionato) e curata nei particolari, colazione buona anche se poco tipica (nota positiva per la brioches con ricotta e cannella… da leccarsi i baffi!!!) e titolare socievole e molto disponibile. Si spendono 80 € a notte (+ tassa di soggiorno) e si godono tutti, dal primo all’ultimo centesimo!

Il mare Mediterraneo dista 10 minuti di macchina e le località più vicine sono: Punta Braccetto, Caucana, Marina di Ragusa e Punta secca (celebre per la casa di Montalbano). Lo Ionio dista invece 40 minuti di auto e qua abbiamo avuto modo di visitare diverse spiagge e baie:

  •  Faraglioni di punta Ciriga e l’Isola delle Correnti

Qua si incontrano i due mari, lo Ionio e il Mediterraneo. Luogo di fascino e di pensieri. Il forte vento ci ha concesso solo un break nel bellissimo lido Scialai (da provare la centrifuga Carota, arancia e zenzero € 4,00)

  • Isola di Capo Passero, Portopalo di Capo Passero

Nel piccolo centro di questo bellissimo paese di trova una piccola baia raggiungibile comodamente a piedi dove abbiamo avuto l’onore di incontrare e conoscere il Carrettino delle Delizie (Paolo Zuccarello T. 333 844 0588) dove la gentilezza, la maestria, la bontà, la serenità e l’ottimismo del mastro-gelataio insegnano a vivere e a valorizzare i prodotti del territorio. Una piacevole scoperta, oltre che un bellissimo mare. Consiglio vivamente di provare la cremolada fichi+ricotta di questo signore (€ 3,00)!!! Qua si trova anche il ristorante Scala (annesso all’albergo T. 0931 84 2701), il ristorante U Palangaru (T. 328 091 2044) e il B&B GialloLUMIA (T. 338 7863077)

  • Lido San Lorenzo + Cala Mosche

A nord di Marzamemi si trova la riserva naturale di Vendicari… qua il mare è bellissimo, selvaggio. Noi, per motivi pratici, abbiamo scelto ancora una volta il comfort e i servizi dell’Agua BeachResort (€ 20 ombrellone + lettino / V.le Miramare – San Lorenzo, Noto – SR). Cala Mosche invece è incontaminata, graziosa ed esclusiva.

Agua Beach Resort - San Lorenzo

Agua Beach Resort – San Lorenzo

Arriviamo ora a concentrarci sul cibo e sulle città, altra grande attrazione di questa terra:

  • Noto

Qua abbiamo cenato al Ristorante Crocifisso (T. 0931 571151). Locale moderno, bistrot con declinazioni “pop & cool”. Stile alla moda, tavoli di design senza tovaglia e personale sbrigativo. I piatti sono originali, buoni, curati  e serviti con la giusta tempistica: polpo al carbone (11 €), arancino di melanzane, pane panelle e gambero, lasagna di broccoletti e salsiccia (12 €), tunnina a cipuddada (ventresca di tonno con cipollata e peperoni grigliati), ombrina alla matalotta (€ 16), gelo al caffè (€ 5) e cannolo con ricotta. In abbinamento abbiamo scelto il Rosso Contadino di Cornelissen (32 €). Servono 45 € + 3 € di coperto + bevande. La famiglia Baglieri gestisce anche un altro ristorante a Noto: il Dammuso.

  • Marzamemi

Questo graziosissimo centro è meta unica e di rara bellezza. Un paesino di pescatori completamente rimodernato in grado di offrire atmosfere d’incanto e tranquillità d’altri tempi. Qua abbiamo cenato vista mare&luna alla “Cialoma” (T. 0931 841772) un ristorantino ubicato sulla piazza principale del borgo. Il pesce sempre freschissimo, viene cucinato in diverse maniere ogni giorno: calamaretti (15€), ghiotta di seppie (€ 18) etc etc etc… servono 55 € + 3 € + bevande a persona. A pochi passi si trova un altra meta gourmet: il Cortile Arabo. Per il parcheggio vi consiglio La Muciara in Piazza Giardinella per soli 2€.

Marzameni: il ristorante La Cialoma sulla piazza

Marzameni: il ristorante La Cialoma sulla piazza

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#ilGustofiloGoesToSicily


… an amazing journey accross the boot …

Anche per me si avvicina il tempo delle ferie e, per l’occasione, mi sono confezionato un godurioso viaggio lungo lo stivale. Questa vacanza necessita di una colonna sonora e, grazie a un marchingegno firmato Majestic,  sono riuscito a trasportare su chiavetta USB (formato mp3) le audiocassette che animavano l’opel kadett (mod. station wagon) che, da bambino, mi portava in vacanza con la famiglia.

Colonna Sonora, Estate, Vacanze,

Appresa la notizia del mio viaggio, un caro lettore, mi ha inviato un racconto fotografico della sua vacanza siciliana appena terminata. Non manco di condividere con voi altri le sue fotografie, le quali altro non sono che preziosissimi consigli!!!

Thanks to Giovanni Palumbo (photo)

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official hashtag #ilgustofilogoestosicily

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Sea-cilia 3: Favignana e Trapani


Dunque Favignana. Il cielo è ancora coperto e decidiamo di abbandonare l’opzione mare. Una colazione in piazza poi due passi a zonzo per il centro storico mentre si decide il da farsi. Ad un certo punto Greace Kelly propone:<<perchè non un giro in scooter a visitare tutte le cale dell’isola?>>… << Ma perchè no?>> rispondo a mia volta. Allora torniamo in prossimità del porto e ci fermiamo al Noleggio Plaia, in via Florio 4/5.  Scooter 125 Piaggio Liberty a 15 € al giorno… l’ideale per noi due.

 

Lo scooter ci viene consegnato a secco come d’accordo, e tale va riconsegnato. Perfetto. L’unico distributore dell’arcipelago è proprio dietro l’angolo. Via alla nostra esplorazione su due ruote. Prima Cala Rossa, poi Bue Marino, Cala Azzurra, Lido Burrone, Cala Grande, Punta Ferro, Punta Faraglione e le altre. Una pausa pranzo veloce ci riporta nel centro abitato per un trancio di pizza, una brioche con gelato e due caffè. L’idea era quella di recarsi a pranzo alla Bettola, ma l’ora tarda (2 pm) aveva già chiuso il ristorante. Il caffè, così come la colazione alla mattina, lo prendiamo nel bar gelateria sulla piazza. Il locale è vuoto, sono da poco passate le 2 pm, all’interno solo i tre camerieri. Ci sediamo, aspettiamo 20 minuti, poi entriamo a ordinare due caffè. I camerieri ci assicurano che comunque sarebbero venuti loro. Tranquilli. Ci vengono portati i caffè (€ 1,20 l’uno) con i cucchiaini sporchi (come la mattina del resto!) e due bicchierini di plastica contenenti acqua a parte (esattamente come la mattina)!. E’ora di andare a farci un bagnetto… al mattino abbiamo curiosato l’isola… ora abbiam scelto… il bagno lo faremo a Cala Rossa, quella che ci ha maggiormente colpito. Anche Bue marino non è male… ma Cala Rossa ci ha stregati.

Siamo a secco, aggiungere un paio di litri al serbatoio ci  permette di goderci più tranquillamente il pomeriggio. Sono le 3 pm ci rimettiamo in sella e giungiamo davanti al distributore, puntualmente chiuso. Tale esercizio riapre alle 16,00 così decidiamo di aspettare seduti sul molo del porto. Alle 15:45 arriva il giovane benzinaio…”recuperare un quarto d’ora non sarebbe male.. è prezioso il tempo, sopratutto quando se ne ha poco a disposizione.” Mai dire mai. Il giovane si chiude nel suo gabbiotto e si fuma tranquillamente una sigaretta. Nel frattempo cominciano ad accodarsi auto, scooter e camioncini… poi compila manualmente il tabellone dei prezzi, poi fa due chiacchere con gli amici, poi serve prima qualche conoscente, poi alle 4:20 pm ci fa benzina. Grazie! Ripartiamo in fretta e furia per la vicina Cala Rossa, via i vestiti, un bagno veloce un paio di fotografie e giù di nuovo in paese. Riconsegniamo gli scooter al noleggio Plaia, ci riprendiamo i bagagli e poi dritti al porto. Alle 5:25 parte l’aliscafo USTICAlines che ci conduce direttamente a Trapani (17,60 € a persona).

Scaricati al porto, sfodero la cartina e scopriamo che il  B&B Ai Lumi nel quale abbiam prenotato si trova in Corso Vittorio Emanuele esattamente nella via parallela alla nostra.

L’alberghetto si trova all’interno di Palazzo Berardo Ferro, un’imponente costruzione del XVIII secolo. La reception all’interno del cortile, ci accoglie in modo gentile e amichevole. Tutta un’altra storia. Ci viene affidata la stanza 35, la più remota ma una volta aperta la porta… constatiamo che si tratta della più bella. Molto più di un B&B, questa è pulitissima e dotata di tanti comfort extra. Cucina, 3 divani, frigo con acqua in bottiglia gratis e vino (Tenute Adragna, a pagamento). Un gran bel posto.

Non esiste ascensore alcuna che ci salga i bagagli (3 rampe di scale). Solo il giorno dopo scopriamo che esiste invece una carrucola nel cortiletto che facilita questo lavoro. Un poco ristrette le dimensioni del bagno, sproporzionate rispetto all’ampiezza e all’eleganza delle altre sale. Comunque si respira un’aria di charme. Riposino poi doccia tonificante. Nei pressi dell’albergo si trova La Tavernetta Ai Lumi (stessa proprietà e gestione) e un’altra osteria chiamata La Bettolaccia (Via Gen. E. Fardella, 25, Trapani, Sicilia, Italia tel 0923 21695) entrambi segnalate dalla guida Slow Food.

Noi abbiam scelto di seguire il Gambero Rosso stavolta, sperando almeno l’ultima sera di chiudere in bellezza!.  La guida parla chiaro, avverte della lentezza del servizio ma ciò ormai non ci stupisce più. Dunque @ Cantina Siciliana (via Giudecca, 36 tel 0923-28673). Questa osteria collocata al centro del quartiere ebraico di Trapani è un posto grazioso, ben tenuto e ben frequentato. Il padrone di casa ci accoglie con gentilezza e garbo, stessa cosa fa la cameriera che ci accompagna al tavolo.  Il locale è particolarmente affollato e questo aumenta un poco la lentezza del servizio, capiamo e attendiamo con calma. Finalmente un pasto come si deve. Non ci facciamo mancare niente. Antipasto, primo, secondo e dolce (+ marsala). Buono anche il servizio, lento per ovvi motivi. Complimenti. Il vino consigliatomi non mi ha convinto, ma la proposta è comunque buona e interessante.

Antipasto misto di mare, spaghetti rotti in brodo di pesce (ottimi!), involtini di pesce spada (squisiti!), insalata mista alla siciliana (con capperi e olive!) e cassata fatta in casa, davvero splendida. Il conto totale è di 78 € in due!.

Sazi e soddisfatti rientriamo passeggiando beatamente verso il B&B Ai Lumi di proprietà della signora Francesca, titolare assieme al marito sia del B&B che delle Tenute Adragna.

L’indomani una ricca colazione ci viene servita nella tavernetta al piano terra dello storico Palazzo. Paghiamo pegno, 90 € a notte “la doppia” e scrocchiamo un paio di suggerimenti per come raggiungere Erice con i mezzi pubblici.

Ci portiamo in strada e cominciamo a camminare verso Via XXX Gennaio dove ferma la linea 21 che ci avrebbe condotto alla funivia che sale a Erice. Dopo circa 25 minuti di viaggio giungiamo alla nostra meta. La funivia sale regolarmente, acquistiamo i biglietti (6 € A/R a testa) e partiamo. Il panorama si fa sorprendente, ai nostri piedi la città di Trapani si tuffa nel mare, davanti a noi riposano le Egadi, a sud invece si vedono le saline.

Erice è una piccola città posta in cima all’omonimo monte a ridosso di Trapani. Numerose cartine fisse, guidano i turisti alla scoperta delle sue bellezze. Nel frattempo si avvicina l’ora del pranzo. La cittadina è molto affollata, sbirciamo ogni menu ma nulla ci attrae. Troppo turistica è la situazione.

Consiglio vivamente una visita al giardino del Balio e al Castello di Venere. Due luoghi che offrono meravigliosi scorci.

Da segnalare che nei pressi del comune si trova il secondo negozio di LIBERA TERRA di Sicilia. Uno spazio aperto grazie alla gentile concessione che l’attuale amministrazione comunale ha effettuato alla Cooperativa, che ha così potuto aprire il suo secondo spaccio in Sicilia. Vasta la gamma proposta ai clienti, tali prodotti derivano da coltivazioni BIO di diverse località del sud-italia (Puglia, Campania e Sicilia per l’appunto). Tali aziende sono state un tempo confiscate alla mafia ed ora riattivate nell’ambito della legalità da ragazzi giovani e preparati. Ottimo il rapporto Q/P dei loro prodotti.

L’ora del pranzo si avvicina e non ci resta che sfogliare la guida del Gambero Rosso 2010, che segnala un locale a Erice (mare) e ne parla molto bene. Si tratta del ristorante dell’Hotel Tirreno, un locale chiuso dal 2007 e ancora recensito dalla guida 2010 (sparito nella guida 2011). Pazienza capitano anche questi inconvenienti. La nuova guida GR 2011, uscita in questi giorni, segnala invece un certo Nannì (fraz. Casa Santa tel 0923 555811). Dunque di nuovo città. Ci serviamo nuovamente dei mezzi pubblici per raggiungere il centro. Scendiamo in via XXX Gennaio, ci portiamo sul lungo mare (via Ammiraglio Staiti) e come consigliatoci si fa tappa da Angelino. Un ristorantino originale che prepara ottimi arancini e deliziosi dolci di ricotta, a pochi passi dal porto (tel 0923 26922).

Purtroppo abbiam mancato una pizzeria che pare essere storica qua a Trapani, essa si chiama Da Calvino (Via Nunzio Nasi, 91100 Trapani, Sicilia, Italia tel 0923 21464) Un antico bordello adibito a pizzeria. Sarà per la prossima volta!

Con questo pasto si conclude la nostra prima vacanza in Sicilia, puntualmente dal cielo rispunta il sole alle 6 pm, ora in cui noi saliamo a bordo del pullman che ci riporta all’Aereoporto di Birgi (€ 4,50). La fermata dell’autobus è esattamente lì, dove il giorno prima ci aveva scaricato l’aliscafo alle spalle del B&B Ai Lumi.

Considerazioni finali:

  1. Sicuramente tornerò (forse anche presto) a Trapani e a Marettimo, probabilente eviterò di fare tappa a Marsala e a Favignana. Visiterò inveceLevanzo.
  2. Sono rimasto impressionato e spiacevolmente sorpreso dalla quantità di plastica che mi è stata servita nei bar, nei ristoranti e nelle gelaterie. L’uso del bicchiere di plastica lo ritengo assurdo sopratutto su un isola come Marettimo o Favignana dove poi, tali rifiuti, risultano difficili da smaltire.
  3. Sono stato invece colpito dalla volontà e dalla forza degli anziani, sempre pronti ad aiutarti e a darti ottimi consigli. Sopratutto a Marettimo essi rappresentano il vero motore dell’isola.
  4. Si spende qualche cosina in meno ma si ha anche meno. Talvolta buone le materie prime. Abbondanti le porzioni, ma un servizio vero e proprio (inteso come arte!) non esiste. Esistono ragazzi che ti portano al tavolo quel che ordini. Sarei ben contento di pagare qualche spicciolo in più e godermi meglio i miei pasti e i miei momenti di relax.
  5. A Trapani non ho trovato nemmeno un bar e nemmeno una gelateria seria degna di nota. L’unica pasticceria segnalata dal GR era chiusa. Un locale storico di tutto rispetto, dove gustare un buon caffè con ottimi dolci fatti in casa, serviti come un grande bar dovrebbe saper servire, non l’ho trovato. Nemmeno uno.

Accetto consigli e dritte… prima o poi tornerò!

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Sea-cilia 1: Marsala



Parcheggiata l’auto all’ Orio Parking di Azzano San Paolo per soli 19,90 € a settimana, con un rapido servizio transfert siamo in areoporto alle 7.15 am. Il Volo è Ryan Air e parte alle 8.30 am, per accedere ai gate una lunga fila di gente. Il volo per Trapani (Birgi), andata e ritorno, l’abbiam pagato 70 € con il solo bagaglio a mano. Al momento dell’acquisto on line però ci è stata riservata una sorpresa, ovvero un sovrapprezzo di 5 € a tratta per persona dovuto al pagamento con carta. Cosa mai accaduta, la mia Postepay Visa Electron non ha mai avuto questo tipo di problemi. Ebbene si in totale il conto lievita di 20 €. Alzati in volo puntuali, dopo pochi minuti sotto di noi si apre uno scorcio davvero mozzafiato: la food valley è sotto i nostri piedi e completamente visibile ai nostri occhi. Il bagaglio a mano è però troppo lontano da me e ciò mi impedisce di immortalare la valle del Po con uno scatto. Peccato. Il volo è tranquillo e con particolare precisione alle ore 10.15 atterriamo in terra siciliana. L’aria ha un profumo diverso. Intensa. Il sole scalda diversamente. Ad attenderci all’areoporto c’è Giuseppe, impiegato dell’azienda agricola Cantine Vinci di Marsala. Saliamo a bordo della sua auto e in una calda mattinata settembrina, imbocchiamo la SP21 che conduce a Marsala passando dalle Saline. Due chiacchiere e dopo circa 20 minuti arriviamo in azienda. Il Dott. Alagna, padrone di casa, ci ospita nel suo ufficio poi ci affida al giovane figliolo Vincenzo che ci mostra la cantina.

Senza troppi indugi, lasciamo lavorare la famiglia Alagna e gentilmente veniamo accompagnati all’Hotel Centrale (in via Salinisti, 17 tel 0923/951777) in pieno centro a Marsala a due passi da via XI Maggio (Cassero).

Ci viene affidata una stanza molto bella, ordinata e pulita. Dotata di tutti i comfort (bagno con ampia doccia, climatizzatore, Tv). Depositati i bagagli ci affrettiamo a visitare il centro, cercando di concederci un pranzo autentico che ci possa far assaporare i sapori veri di questa terra. Sorvolo.

Il pomeriggio dopo aver acquistato una crema solare in Farmacia esposta a 11 € e pagata 18 €, decidiamo di concederci un riposino. Poi un giretto: visitiamo il tribunale nel quale lavorava Borsellino, la Porta Nuova, Porta Garibaldi, il mercato Ittico, la Chiesa Madre e il palazzo VII Aprile.

Il centro storico è accogliente e ben tenuto, appena si imbocca una via laterale o una traversa si scopre però un altro volto della città. Il lungo mare sporco e degradato. Il monumento dedicato allo sbarco dei mille pare abbandonato, così il campetto da minigolf accanto.

Il parco Archeologico era invece chiuso. Camminiamo fino a capo Boeo dove l’intenzione di farci un bagnetto ce la porta via il vento. Altre spiagge si trovano a circa 4 o 5 km dal centro: la spiaggia del Signorino e Tiburon beach (Spiaggia dello Squalo). Dopo lo sgradevole pranzo (consigliatoci da tutti!!!), decidiamo di saltare la cena. Unico locale segnalato sulla guida Slow Food è “Il gallo e l’innamorata” in via Bilardello. Il Gambero Rosso (Sicilia de Il Sole 24 Ore) riporta invece una pizzeria, La Trave (Contrada Dammusello) a pochi passi dalle Cantine Vinci. Il primo chiuso per lavori, la seconda irraggiungibile per la mancanza di Taxi! Dunque pasticceria. Guida alla mano cominciamo a girovagare per la città alla ricerca di un’autentica pasticceria. Tre sono le segnalate: Enzo & Nino, Gianfranco Vivona, Antica Pasticceria da Gaetano. La prima chiusa per turno, la seconda solo asporto, la terza (piazza Mameli,8 tel 0923 713331) invece ha un piccolo dehor che ci permette di star seduti e rilassati una buona mezz’oretta.

Il servizio non esiste: bisogna entrare, chiedere, prendersi la roba e tornare fuori sperando che nessuno ti abbia rubato il posto a sedere. I bicchieri rigorosamente di plastica. I dolci buoni. Cassatina e Cannolo (il migliore secondo noi!).
Stanchi e sazi di dolci, rientriamo in hotel e ci concediamo una partita a briscola con le carte piacentine acquistate nella nuova area shopping dell’areoporto di Orio Al Serio (9,50 €). All’indomani decidiamo di partire subito per Marettimo senza fermarci ulteriormente in questa città.

La colazione viene servita in uno dei due bar convenzionati con l’Hotel Centrale (70 € doppia con colazione). Alle 9:15 ci imbarchiamo su un aliscafo USTICAlines con una sola direzione: Marettimo (17,30 € per persona).

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