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Camerieri alè!


Riflessioni di fine servizio

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Al termine di uno stage, ho salutato così due promettenti e appassionati giovani che si stanno avvicinando a questo mestiere. Alcune considerazioni doverose e una spassionata dichiarazione d’amore nei confronti di quello che è il lavoro più bello del mondo: il cameriere!

“La sala è vostra, la sala è di chi ci lavora. La sala appartiene solo a due persone a voi e al cliente. Quest’ultimo viene per stare bene, per riposarsi, per rilassarsi, per mangiare (bene, ovviamente!), per passare un buon momento con voi o senza di voi… sta a voi capirlo. La sala va amata, bisogna esserne gelosi. La sala va scoperta e ascoltata perchè ogni giorno ha qualcosa di nuovo da dirvi, un lato nuovo da mostrarvi. Il vostro è un lavoro difficile ma bello e, soprattutto, importante. La gioia con cui svolgete questa professione corrisponde alla felicità con la quale il cliente vi saluterà. Da voi dipende tutto, o comunque tanto. La sala ha poche regole… tre in particolare:

  1. non fare agli altri (clienti, colleghi) quello che non vorresti sia fatto a te
  2. fai come fossi a casa tua e curala con lo stesso amore
  3. Sii orgoglioso del tuo lavoro e svolgilo nel migliore dei modi possibili, ogni volta e ogni giorno!

La sala vi parla con la bocca del cliente e vi guarda con il suo sguardo desideroso… Parlate piano e rimanete in ascolto.

Sorridete… Gli spari sopra applausi sono (anche) per voi!

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Emergenza professionalità: serve la conoscenza!


2014-10-17 22.10.16

Lo spontaneismo ereditato dalla matrice del Boom deve lasciare il passo a un canone di imprenditore più riflessivo e analitico, più meditato e razionale. La gestione dell’impresa non può più essere appannaggio del singolo. La complessità è tale che, ormai, quel vecchio metodo non è più valido. Deve evolvere l’imprenditore, la cui correttezza e trasparenza private sono, insieme alla capacità nel business, fattori essenziali per la rinascita del Paese, che ha bisogno al contempo di una rifondazione etica e di un rilancio economico. Ma deve evolvere anche la società: occorre un lavoro serio e approfondito di espansione della consapevolezza della cultura dell’impresa e della centralità dell’imprenditore! (Fonte ilSole24Ore)

Stiamo vivendo non tanto un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca.

 

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E se il futuro della sala fosse in mano ai robot?


Si è appena concluso il Philip Kotler Marketing Forum (ascolta il video messaggio) presso l’Università Bicocca di Milano e già si comincia a ragionare sulla strada che, uno “stratega” del genere, può aver tracciato. Più di mille persone si sono contate nell’aula quando il noto professor Kotler, padre fondatore del marketing management, è salito sul palco davanti a studiosi e professionisti del settore.

Una delle frasi che ha fatto scrosciare gli applausi è stata questa:

“Non vedo l’ora che venga inventato un maggiordomo robot”

che dire… noi camerieri di sala e cantina? Cosa ci riserva il futuro?

Personalmente non mi sento nè un robot nè un maggiordomo, pertanto non sono in competizione con loro. Vero è che, se il cameriere non saprà far bene il suo dovere, esso correrà il rischio di venir sostituito da un robot. Pericolo latente se non imminente. Non si tratta di portare un vassoio, quello sarà in grado di farlo  benissimo anche l’intelligenza artificiale, a noi spetta il difficile compito di coniugare la sala con la cucina, dettare i tempi migliori del servizio, seguire il cliente anche quando quello non parla, capirne le esigenze anche quando non le manifesta… compiti questi difficili, duri e delicati in grado di fare la differenza.

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Su le maniche, il futuro è già cominciato!


fonte Ninja Marketing

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Qualche volta le sorprese si nascondono dietro un sorriso


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Ogni tanto è utile, doveroso e necessario, sedersi al tavolo del ristorante in cui normalmente si passa l’intera giornata (a servire gli altri!!!) e provare l’emozione di guardare il mondo circostante da un altro punto di vista: quello del cliente. Analizzare il piatto, la mise, la sala con occhio critico, crudele e attento per capire cosa, come e dove migliorarsi. Un momento di crescita e un applauso per chi si è impegnato, al posto mio, per farmi star bene!

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