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In Tour(s) a Parigi…


Tours dista poco più di 200 km da Parigi.  Se si prenota con un anticipo di almeno 14 giorni sul sito tgv-europe.com è possibile trovare ottime offerte (prem’s: non rimborsabili e non cambiabili) che permettono di raggiungere la capitale con pochi €. Io ho speso 18 € per l’andata e 18 € per il ritorno. Partito da Tours alle 12:30 (con 30 minuti di ritardo) il Tgv ha percorso 240 km in poco più di un’ora. L’arrivo è a Paris Montparnasse. Sulla mia agenda c’è scritto: accompagnare Skate a casa e andare a prelevare Balella all’aeroporto CDG 2 alle ore 15!. Impossibile! Così chiamo Balella e gli spiego come raggiungere Gare du Nord con la RER B. Facile! E’ la prima volta che organizzo un viaggio servendomi del mio blog. Devo dire che in pochi minuti ho pianificato tutto quel che dovevo. L’albergo è ancora lo stesso della volta scorsa Etap Hotel (Avenue J-Juares Metro Juares/Laumiere). Il rapporto qualità/prezzo/posizione non regge confronti. 30 € al giorno a crapa in doppia. La stanza è decisamente più carina e confortevole della volta precedente. Comincia a scendere la sera, così io e Balella dopo una doccia tonificante, partiamo per una visita rapida alla città, tra mercatini, luci di Natale, artisti di strada, turisti e tanta gente. E’ la terza domenica dell’avvento. La città è affollata. Obbiettivo numero 1: mangiare qualcosa, dato che la giornata non ci ha ancora dato un momento di relax. Obbiettivo numero 2: camminare a zonzo per la città. Il primo problema lo risolviamo recandoci nel quartiere Le Marais, mangiandoci un falaffel nel locale più rinomato d’Europa per questa specialità: L’As du Fallafel (34, Rue des Rosiers, metro St. Paul). Una lunga fila di persone attende il suo turno davanti al botteghino. In pochi minuti veniamo serviti. (€ 5 per un falaffael + 3 € per una lattina di Birra).

Con la pancia soddisfatta ripartiamo in sella ai nostri piedi. Dopo una passeggiata per Notre Dame scendiamo in metro e via per quel che non ho visitato la volta precedente: Le Grande Arche de La Défense (metro 1 Esplanade de la Défense). Un quartiere capolavoro, simbolo di innovazione e tecnologia. Spazialità e modernità in simbiosi con l’ambiente. Meritava davvero la visita.

Successivamente porto Balilla sotto la Tour Eiffel per una passeggiata e poi per questioni di tempi non riusciamo a visitare Trocadero che riservo per la mia terza e prossima volta a Parigi. La stanchezza e un inconveniente ci riportano in albergo senza cena ma con un solo pasto a metà pomeriggio.

Il giorno seguente ci si vede con Skate e Zazina, entrambi soggiornano a Parigi prima di rientrare in Italia. Un croissant all’angolo poi giù in metro. L’appuntamento è per le 10 in Gare du Nord, poi metro per Porte de Clignancourt (metro linea 4): è Lunedì e c’è il mercato delle pulci. Arriviamo dopo circa 45 minuti, uno alla volta i negozi cominciano ad aprirsi ed espongono cose d’epoca di ogni tipo. Dall’abbigliamento vintage al mobilio, dalle scarpe ai 45 giri. Dalle locandine pubblicitarie ai libri. Si può trovare di tutto a prezzi tutto sommato normali. Io sono stato colpito da una cravatta in seta di Hermès (80 €). Non l’ho comprata. In questo posto si capisce l’importanza di quel che viene definito “il vecchio”.

Successivamente visitiamo Montmartre (metro Anvers)  e il famigerato Moulin Rouge . Poco distante, bastano infatti 10 minuti a piedi.

Questo locale offre spettacoli a partire da 90 € per persona, da 150 a 180 € con la cena. Turistico si, ma prima o poi ci porterò Grace Kelly. Il pranzo lo consumiamo nuovamente da L’as du falaffael in compagnia di Skate e Zazina. Questa volta ci sediamo dentro al tavolo. Tutto è uguale, a parte il prezzo: + 2€ su ogni cosa, 7 € il fallafel  + 5 € la lattina di Heineken (tot 12 € a testa).

Salutiamo le nostre amiche pronte a ripartire per l’Italia e ci concediamo una passeggiata lungo la Senna, una pausa nel centro Apple del Louvre, e una visita alla Cave Augé (116, Boulevard Haussmann, Metro Saint Augustin, RER Auber). L’ora della cena arriva velocemente. E’ la nostra prima cena parigina e seguendo i consigli di Isabelle, mi dirigo da Chez Michel (10 rue Belzunce, distretto 10, metro Gare du Nord tel +33 144 53 06 20). Per me Suop de Poisson èmulsionèe à l’huile d’olive et parmesan. Dos de cabillaud à la poèle, goulangére de topinambour et salade de cresson. Salade de Fruits de saison, glace au safran de Versièges.  Champagne Drappier come aperitivo, Poiré de St. Désir-De-Lisieux su tutto il resto (menu € 32 a persona + 8 € lo champagne + il sidro). Ottima la carta vini anche se i ricarichi elevati. Scarsa e costosa la proposta al calice. Piatti normali. A pochi passi (all’angolo opposto della strada) si trova un altro ristorante gestito dallo stesso ristoratore. Menu interessante, prezzo leggermente più basso. Soddisfatti rientriamo in albergo diretti.

E’ martedì mattina, arriva Pelo. La sera dobbiamo rientrare a Tours. Ore 10,00 siamo in Gare Du Nord a prelevare il nostro terzo e ultimo compagno di viaggio. Le valige sono state affidate alla portineria dell’albergo (Bonus). Un caffè in compagnia e via per la città. Conduco i miei ospiti a visitare le Torri di Notre Dame (Gratuite per gli under 26). Un’aria gelida ci soffia in volto. Appena scesi entriamo a visitare la chiesa dall’interno. Pelo ha con sè il bagaglio a mano, non può accedere. Passano zaini enormi ma  una semplice valigetta rossa e vuota non può entrare. Io aspetto fuori mentre loro visitano. Manca poco a mezzogiorno, allora partiamo a comperare le caramelle da portare a casa come “cadeaux” a Le bombon au Palais (19, rue Monge, tel 0033 178 561 572). Questa volta prendo le gelatine di frutta per MooM e i fiori caramellati per Grace Kelly.

Il passo si fa via via più veloce verso il ristorante, abbiam prenotato @ Le Baratin (3, rue Jouye-Rouve, metro Pyrènèes).

Il localino è curioso e interessante, ci viene affidato un tavolo misero che, guardando il lato positivo della cosa, non poteva far altro che favorire la nostra convivialità.  Dunque apprezziamo. Per me: Soup au croux et potiron aux lentilles, Terrina di cervella di vitello, Langue de Veau en cocotte, Pudding per me e Fromage blanc au miel per Pelo come dessert. Vino: Anjou 2007 Olivier Cousin. Totale € 82 in tre: 55 € + 27 € il vino. Decisamente soddisfatti riprendiamo la metro per l’albergo.

Prendiamo le valigie e di nuovo Montparnasse. Alle 16:15 parte il nostro TGV per Tours (18 € a persona).

Arrivati puntuali, siamo di nuovo a Tours. Ci dirigiamo subito a prendere una buona bottiglia da L’Hedoniste poi rientriamo per una cena tranquilla in casa. Appena entrati, stappiamo subito la bottiglia di Vouvray petillant e ce la gustiamo d’aperitivo con un crottin di capra alla lavanda. Rimasti senza nettare di Bacco, prendo il telefono (Skype) e prenoto per tre persone da L’Hedoniste. Una splendida cena poi un digestivo al Bistrot 64 prima e dopo al Serpent Volant (accanto – rue du grand marché, Tours). Il giorno seguente visitiamo il mercato, poi mi concedo due passi tra una sponda e l’altra della Loira in tutta tranquillità. Pelo e Balella restano in casa. Il pomeriggio io visito una mostra fotografica al castello, mentre Pelo si concede una degustazione di Whisky da Glen Broody (vedi racconto su Tours). La sera cibo vietnamita de Les Halles Centrales. Poi un boccata d’ossigeno all’Oxigen Bar. Il giorno seguente prepariamo le valige, puliamo la casa, consegno le chiavi al proprietario, ringrazio e riparto definitivamente per l’Italia dopo due mesi di assenza. Il TGV delle 12:02 ci riporta a Paris Montparnasse (€ 18), poi metro(€ 1,70), poi RER B (€ 8,50) per l’aereoporto CDG 2. Da Tours è possibile servirsi di un TGV diretto per l’aereoporto ma il prezzo lo rende sconveniente. Costa almeno 50 € (il doppio). Se lo trovate a meno però, non rinunciatevi.  Dopo aver sistemato bene le valige per il check-in, alle 16:30 l’aereo EasyJet per Malpensa si alza in volo.

Consigli pratici

  1. Sostituire il nome di Grace Kelly sul sito EasyJet con quello di Balella mi è costato 120 €.
  2. Il bagaglio a mano con EasyJet non ha limiti di peso. Quello da stiva invece se eccede anche minimamente costa 12 € al kg.
  3. Non pagare il biglietto sulla metro costa 50 euri immediati. Ho visto dare multe senza se e senza ma.
  4. Il carnet completo per Metro, RER B e Autobus è sconveniente. Noi ci siam serviti di un pacco in due (5 a testa) al giorno di biglietti della metro, acquistabili al botteghino per 12 €. 5 biglietti bastano e avanzano. In 5 giorni Balella ha speso 17 € A/R per l’aereoporto + 18 € di Metro = 35 €. Il carnet da 5 giorni costa 50 €!
  5. Per avere maggiori informazioni su Tours cliccate qui. Per averne altre su Parigi cliccate esattamente qui.
  6. Le bottiglie in valigia da stiva per evitare di romperle, le ho avvolte singolarmente in un asciugamano da spiaggia prima e poi chiuse in una borsa di plastica.
  7. Consigli, domande, suggerimenti o indirizzi utili nel vano sottostante. Grazie!

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In tour @ Tours…


Raggiungere Tours è tutto sommato semplice.  Partiti da Malpensa (Terminal 2) con un volo Easyjet comperato per pochi euro ( + 11 € per 20 kg di bagaglio da stiva + 9 € assicurazione e imballaggio bagaglio), dopo un’ora e qualcosa di viaggio, Io e Skate, atterriamo a Parigi Charles de Gaulle (teminal 2B). Attendiamo i bagagli che arrivano puntuali e integri, poi via dritti verso la RER B che per 8,50 € ci conduce in centro città. Prima però tappa a ritirare i biglietti per l’intercity da noi prenotato su sncf.fr per poter raggiungere Tours (la carta di credito senza chip non funziona al self-service, dunque fila al botteghino!). Dopo 40 minuti di tragitto, abbandoniamo la RER B all’altezza di St-Michel Notre-Dame, acquistiamo un ticket per la metro (1,70 €) e via verso Gare D’Austerlitz (metro numero 10). Piombiamo “à la gare” nel periodo dello sciopero generale che ha bloccato la Francia per diverse settimane (in seguito alla riforma delle pensioni: 1 anno in più di lavoro!) e ci troviamo tutti i treni in ritardo. Mangiamo dunque un panino terribile in uno dei bar della stazione: il locale sporco, la cassiera tocca panini e soldi tranquillamente, i piccioni svolazzano sui tavoli affollati all’interno alla ricerca di briciole (presenti in quantità industriale!). Così alla stanchezza del viaggio si aggiunge questo. Attendere due ore in una stazione del genere, non conviene. Chiediamo all’ufficio informazioni e ci viene detto che possiamo partire quando vogliamo! Ricordate in caso di sciopero non ci sono controllori! Ormai però, noi abbiam già timbrato. Il treno parte e dopo un paio d’ore arriviamo a Tours.  Il biglietto l’ho pagato 33 €… abbastanza costoso ma se si prenota con almeno 14 giorni d’anticipo si spende davvero molto poco (Prem’s a partire da 16 €).

Tours si presenta una cittadina molto carina, acquistiamo una cartina in edicola per 4,50 € e a piedi con i nostri maxi-trolley partiamo alla ricerca dell’ostello Fuaj (rue Bretonneau) da noi riservato on-line per la prima settimana di permanenza. Il prezzo è di 19 € al giorno (in singola con colazione), 295 € per un mese, 165 € per metà mese e 7 € per la tessera obbligatoria. La quota esclude la connessione Wi-Fi (35 € al mese), il frigorifero personale e la lavanderia. Guardandolo dall’esterno il posto si presenta bene, appena si entra si comincia a cambiare idea, quando si vede la stanza le idee si rafforzano, quando si vede la cucina cominci a convincerti veramente, quando vedi il bagno vorresti scappare! Volente o nolente ci devo restare per almeno una settimana ( Tot 116,64 € notte e colazione) mentre trovo un’altra locazione. La ricerca da parte mia, si fa ossessiva e disperata, sistemarsi prima di cominciare le lezioni all’Université Francois Rabelais è per me un obbligo morale. Come consigliatomi da un’amica francese (Isabelle) sbircio su homelidays.com e tengo monitorata la situazione, prendo appuntamenti e dopo due giorni trovo un’ottima sistemazione a due passi dall’Università: un bilocale in pieno centro storico per 450 €  al mese (con wi-fi, lavatrice, cucina, Tv e tutti i comfort del caso, restano escluse le spese del gas e della corrente). Confermo l’appartamento, torno in Ostello, ricompongo le valige e mi faccio rimborsare le tre notti non ancora godute (58,32 €). La mia nuova locazione si trova in un palazzo signorile in pieno centro storico (Place de Joulins) e il proprietario George Delisle (tel 0033 685 01 30 00 – cel 0033 254 44 3261- geo.delisle@orange.fr) si mostra da subito disponibile e gentile (300 € di caparra). Se si parla di vacanze, tale residenza costa 150 € a settimana. Il parcheggio è gratuito su uno dei due lati di Rue de Tanneurs davanti.

La zona di Tours e la città in generale è molto interessante da diversi punti di vista, ci si trova esattamente a 250 km dalla foce della Loira e da 750 km dalla sorgente di questo grande fiume non navigabile, ma le sue rive sono interamente ciclabili. La città rappresenta il punto strategico da cui intraprendere viaggi eno-gastronomici nella valle della Loira, tra castelli e vigneti. Anche il castello di Tours merita una visita, esso ospita mostre ed esposizioni artistiche di vario genere in continuazione (Emile Zola + André Kertesz – photographe 28/Nov/10 – 29/Mai/11). A pochi passi dalla Cattedrale di Saint-Gatien (da non perdere assolutamente).

E’ anche possibile visitare L’Etoile Bleue (15, rue di Champs de Mars) una ex casa chiusa salvata dalla distruzione e oggi divenuta un centro culturale con un certo stile. Mentre alle porte della città si trova il Bosco di Grandmont. Un area ricca di biodiversità che oggi rischia di scomparire. Un tempo si estendeva su una superficie piana di 100 ettari. Ora 20 soltanto. E’ però ancora popolato da molte specie di querce, orchidee e salamandre. Gli amanti della natura non possono mancare nemmeno una passeggiata, un pò di jogging o un pique-nique sulle rive della Loira a zonzo tra un ponte e l’altro, magari concedendosi un riposo sull’isola Simon, accessibile mediante la scala posta nel mezzo del Pont Napoleon.

Il centro storico è affascinante, la piazza Plumereau colma di locali affollati da giovani e turisti. Un locale sulla piazza che merita una visita è il Café du Vieux Murier.

Un locale tipicamente francese, Edith Piaf di sottofondo, tavoli d’epoca, champagne alla mescita (6,5 €) e così via. Turistico si, ma dotato di un’aura di autenticità.

Per quanto riguarda i bar da me apprezzati e frequentati devo segnalare in primis il Bistrot 64 e Le Serpent Volant in Rue du Grand Marche. Buona  musica in entrambi i posti e buon rapporto Q/P. Il primo in particolare (Bistrot 64) propone un’ottima selezione di whisky a prezzi corretti (dai 4 agli 8 €) e tante altre proposte di qualità: come il Kir Petillant, classico aperitivo preparato con Vouvray e un ottimo Cassis per soli 3 € al calice.

Il centro storico è affollato di negozi interessanti dal punto di vista gastronomico:  in rue Bretonneau si trovano due boulangerie molto interessanti, io preferisco Hardouin. Più in là, in place du Grand Marché si trova Les Halles Centrales, un mercato aperto tutti i giorni, eccetto la domenica e il lunedì, nel quale potrete trovare tute le specialità di Francia. Selvaggine appena cacciate appese ai banconi, formaggi di tutte le qualità, vini, carni, pesci, docliiumi, frutta e verdure. Una meraviglia. In particolare ho familiarizzato con Magali et Cédric Rouablé, i quali gesticono Le Basse – Cour (Rosticceria, volatili e selvaggina tel 0033 247 38 61 78). Si può trovare inoltre la pregiata Gelline de Touraine, una qualità di gallina tipica dei dintorni di Tours. “Chez Cédric” in particolare ho appreso come fare il foie-gras, che ho comperato da loro e che poi ho cotto, dentro una terrina, a casa mia (€ 29,36 1/2 kg di foie gras de canard + 15,80 la terrine acuistata da Ultima in rue National). Per chi come me non cucina in casa per  più di due volte consecutive, può trovare in questo mercato coperto numerose soluzioni già pronte, per esempio una “quaglia in salsa di uva bianca” (€ 5 l’una) oppure ottimo cibo vietnamita appena cucinato!

Due volte a settimana (Mercoledì e Sabato) invece nella piazzola limitrofa, si svolge il mercato dei produttori locali, che arrivano dalle campagne e vendono i loro prodotti. Frutta, verdure, uova, funghi, pani, mieli, formaggi, carni, salumi e tanti altri doni della Natura. Se cercate una buona selezione di birre artigianali, non dovrete fare molti passi per raggiungere (sui lati de Les Halles Centrales) l’enoteca Cavavin. Altro negozio molto interessante è Glen Broody il quale vende solamente Whisky e Champagne d’exception con ricarichi corretti. Gli amanti del Vintage possono trovare quel che cercano in rue du Grand Marché (Pause Café). 

Per quel riguarda i ristoranti gourmet, a Tours si trovano 4 Bib gourmand. Tutti propongo piatti della tradizione francese e molte formule menu sia per il pranzo che per la cena. La Duvalière è il più centrale di questa categoria. Ho mangiato bene al prezzo giusto. Servizio buono per 40 € a testa (menu completo + vino Francois Pinon). Non mi ha entusiasmato perchè questo tipo di tradizione francese che propone su tutta la francia gli stessi piatti mi ha un po’ stancato. Il Maigret de Canard, le cappesante (Saint Jacques), il foie gras, il tortino al cioccolato con il cuore tenero e quant’altro mi hanno un poco assuefatto dopo due mesi di permanenza. Ogni Bib-Gourmant li propone.

Altro Bib della città è il “Bistrot de la Tranchée” ( 103 av. de la Tranchée – Tel 02 47 41 09 08) sull’altra sponda della Loira a 200 metri dal Pont Wilson. Un locale tipicamente francese, sia nell’arredo che nella proposta dei piatti. Buoni i prezzi dei menu (a partire da 18 €). Buono e giovane il servizio.

@ Se volete provare un eccellente esecuzione della cucina Tourangelle, non potete evitare la tappa a Le Petit Patrimoine (58, rue Colbert – tel 0033 247 66 05 81). Ottimi piatti a ottimi prezzi. Davvero nulla da dire. Secondo me una grande semplicità fatta come si deve per un totale di 21,70 € (menu completo + una birra Bio da 0,33 artigianale).

Da segnalare l’ottimo guanciale di maiale saltato in padella a secco. Eccellente!

@ Quando si parla di buona cucina e di buoni vini a Tours, non bisogna dimenticarsi L’Hedoniste (18, rue Lavoisier – tel 0033 247 05 20 40). Un ristorante dal design moderno e dall’atmosfera rilassante situato tra il Castello di Tours e la Cattedrale di Sain Gatien. Eccellente la proposta vini sia in carta che nella piccola botteghina a fianco. Ricarichi più che onesti. La cucina propone piatti eccellenti della cucina tradizionale, interpretati in modo originale. Qua non si sbaglia nemmeno un colpo. Tante le formule menu a partire da 24 € per arrivare a un massimo di 40 €!

Un insieme di circostanze mi ha portato a cenare anche da Barju, un ristorante “presque” traditionnel ubicato a pochi passi da Place Plumereau (rue du Change – tel 02 47 64 91 12). Il menu degustazione “pique-nique” da noi scelto (unico disponibile) viene proposto a un prezzo più che ragionevole 48 €. Aperitivo prima, due bottiglie (una di Muscadet e una di Vouvray) più il menu portano il totale a un prezzo di 60 €! Direi più che corretto. Un uso smodato dell’affumicatore da forno ha rovinato alcuni piatti e ha standardizzato i sapori di numerose pietanze servite. Alle domande: “ci torneresti?” e “lo consiglieresti ad un amico?” risponderei in entrambi i casi No!

Se a Tours ci siete arrivati in auto, non mancate una o più visite fuori porta. Il Castello di Chambord vi attende per mostrarvi tutta la sua magnificenza (ingresso gratuito per i ragazzi della Comunità Europea sotto i 26 anni).

Se capitate invece in Dicembre, a Blois tutti gli anni si svolge un salone di vini naturali: Les Vins du Coin (ingresso 3 €).

Consigli pratici e annotazioni:

  1. Se avete la possibilità e l’occasione (almeno una settimana) andateci in auto, potrete godervi tutti i dintorni: cantine, boschi, castelli e quant’altro.
  2. Constato, mio malgrado, che la città di sera si riempi di ubriaconi. Urla e schiamazzi vari sono all’ordine “della notte”. Risse, vomitate e bottiglie rotte pure.
  3. Le scale che da Place de Joulins portano all’Università sono un vero e proprio ECO-MOSTRO!
  4. Per la prima volta ho usato le @ per segnalare i locali che più di tutti mi son piaciuti. Si tratta di una prova. Presto rivedrò anche i vecchi articoli e proverò a metterle anche in quelli.
  5. Non ho più parlato di Skate, comunque tranquilli si è sistemata bene anche lei.
  6. La Loira è una grande zona di produzione vitivinicola con ottime eccellenze. Scopritele a L’Hedoniste, ve ne innamorerete!
  7. Ho provato L’Oxigen Bar, un locale che somministra pozioni di ossigeno aromatizzato, tipo aerosol  (5 € – 15 minuti). Niente di che, tranquillamente evitabile!

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Dublino e l’iniziazione…


E’ stato il primo viaggio di Primavera in compagnia di Grace Kelly. Maggio 2007: partiamo da Malpensa con un volo AerLingus. La sera del lunedì siamo a Dublino e ad attenderci all’aereporto c’è Sahara, una nostra amica trasferitasi appena finita la scuola alberghiera di Salsomaggiore Terme. Saliamo subito a bordo di un aircoach (6 €) che porta nel centro città e dopo circa circa un’ora siamo a casa di Sahara. Un’appartemento nella zona residenziale a sud di Dublino, Stillorgan. L’appartamento è grande e confortevole, la zona tranquilla, verde e abbastanza costosa. Due stanze da letto, una cucina, un bagno, un balcone e un tinello… il tutto per 1250 € al mese. Il giorno seguente cominciamo ad esplorare la città e abbiamo la brillante idea di servirci del Dublin Pass, una carta per turisti valida 2 giorni che ci permette di visitare tutti i musei della città e di ottenere sconti su altre attrazioni come lo zoo o le gite in barca sul Liffey, il fiume che attraversa la città. Questa idea costosa si rivela presto essere cattiva, essa infatti non include i trasporti con i mezzi pubblici (che qua sono cari!!!) e numerose delle principali attrazioni della città. Poco dopo aver speso 50 € a cranio per acquistarla, scopriamo che l’accesso alla maggior parte di musei è gratuito indipendentemente dalla carta. Nostante questo inconveniente, abbiam visitato la super turistica Guinness – Storehouse, The Old Jameson Distillery (€ 5,70with Dublin Pass Adult) , il Trinity College,  Dublin Zoo ed il National Museum of Ireland decorative arts & history.

 

 

Per quanto rigurada il cibo, abbiam fatto visita al negozio di formaggi degli Sheridan’s (11,south Anne st. traversa di Grafton ST.).

Sempre nel cuore della città abbiamo cenato allo Yamamori (George St.) un japponese a regola d’arte e abbiamo fatto una piacevole scoperta in Temple Bar: Quays Irish Restaurant (10-12 Temple Bar square, tel 01 679 1923 / 01 671 3922 ).  Qua ci siamo gustati un’ottimo Crispy fish & chips (light batter cod, home-made chips & tartar sauce € 14,95). Ottima anche la cheesecake finale with butterscotch sauce & cream (5,95 €).

In questa stessa piazza, sulla quale si affaccia il locale, ogni sabato mattina si tiene il Temple Bar Food Market, dove è possibile trovare formaggi biologici, ostriche e quant’altro per uno spuntino sano e veloce. Seguendo i consigli di un forumista del Gambero Rosso, il terzo giorno abbiamo preso la Dart (treno locale) e ci siamo fatti portare a Howth (la punta nord del golfo di Dublino).

Una gentilissima signora ci ha poi caricato in macchina e ci ha accompagnato a mangiare in un ristorantino nel centro del piccolo borgo. Il locale è Cibo (CIBO BAR AND GRILL | 4 East Pier, Howth, Co. Dublin, Ireland | Tel: +353-1-839634).

Dopo il pranzo siamo saliti “to the summit” per poi ridiscendere a piedi lungo un sentierino alto e roccioso, tra gabbiani e foche. Il porticciolo di Howth è abbastanza grande e pieno di pescherie che servono anche piatti crudi di pesce fresco appena pescato.

L’ultimo giorno dopo aver passeggiato tra un ponte e l’altro (Samuel Beckett Bridge didegnato da Calatrava e James Joyce Bridge in particolare), ci siamo concessi l’ultimo pranzo al Quays Irish Restaurant e siamo poi tornati in aereoporto.

Non manco di segnalarvi un recente articolo del Gambero Rosso che racconta la capitale Irlandese segnalando numerosi indirizzi utili: Dublin food Guide.

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Sarà Berlino.


Saliti di buon mattino a bordo della mia Smart forTwo, io e Grace Kelly ci dirigemmo verso l’aereoporto di Milano Orio al Serio (ovvero Bergamo BGY). Il volo era Ryanair e la partenza alle 06:35 am. La scelta del volo fu dovuta al fatto che, avendo poco tempo per rimanere a Berlino, partire presto significava godersi una giornata in più, in realtà non andò proprio così. Ryan Air comunque seppe farsi perdonare e con 40 € tondi permise a entrambi di volare su Berlino andata e ritorno. Puntualemte arrivati a destinazione, ci rivolgemmo all’ufficio turistico per chiedere una cartina della città e alcune indicazioni per raggiungere il centro (acquistammo la Berlin Welcome Card al costo di 34,50 €, la quale ci consentì l’uso illimitato di Tram, treno S, e metro U). Dalla limitrofa stazione ferroviaria, prendemmo il treno ed in poco più di 20 minuti fummo portati in Alexander Platz.  Questo viaggetto in treno si rivelò molto carino e bello. Costeggiando la Sprea, il canale che attraversa Berlino, ci mostrò da subito il Molecula Men, la scultura contemporanea immersa nella Sprea proprio nel punto in cui si incrociano i tre quartieri di Treptow, Friedrichshain e Kreuzberg. Poco dopo la torre di Alexander Platz cominciò a farsi sempre più vicina. Continua a leggere

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