Archivi categoria: Viaggi di primavera

I miei viaggetti brevi per tenermi allenato con la lingua e scoprire qualche posticino nuovo dove mangiare. Questi viaggi sono solitamente da 3 o 4 notti al massimo (lun-ven), perchè poi il venerdì bisogna assolutamente rientrare al lavoro.

Val Camonica: il fiordo della Lombardia


Trattoria Visconti

Un pranzo alla Trattoria Visconti (T. +39 035 908 153), ad Ambivere in provincia di Bergamo, è sinonimo di relax, salute e piacere. Fu così che, anzichè tornare a casa, decidemmo di fare una deviazione in Val Camonica, percorrendo la sponda ovest del lago d’Iseo per poi risalire il corso del Fiume Oglio.

Lago d'Iseo, Monte Isola, Sulzano

Arrivati a Darfo Boario-Terme ci siam goduti un percorso benessere all’interno del nuovo centro termale “Terme di Boario” coccolati da un’atmosfera rilassata e profumata, per poi passare la notte presso l’Hotel Rizzi Aquacharme dove alla grande gentilezza e professionalità del personale si affianca un servizio ristorazione (colazione inclusa) obsoleto, il tutto in una cornice elegante e ben curata.

Prestorik

Continua a leggere

Commenti disabilitati su Val Camonica: il fiordo della Lombardia

Archiviato in Viaggi di primavera

Il Carso… Aprile 2013


Purtroppo il tempo stringe e quando la vacanzina si fa troppo “intensive” le cose da raccontare sono tante, forse tantissime. Premesso questo vi racconto il mio viaggio di lavoro/piacere attraverso una mappa. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione aggiuntiva in merito.

Perdonatemi la fretta!

2 commenti

Archiviato in Viaggi di primavera

L’esprit libre d’un cuisinier


Non è un viaggio di primavera ma potrebbe esserlo.  Cominciò così, tra confabulazioni e stanchezza, un week-end di mezza stagione. In sella alla mia Smart ForTwo grigia, galoppiamo verso ovest in direzione della frontiera francese. I chilometri scorrono velocemente, i colori della Val di Susa abbagliano ed il sole, in cielo, emana un caloroso bagliore di fine estate.

dal finestrino

Il traforo di Frejus ci accoglie dopo aver pagato pegno (39.40 € per il transito) e ci risputa in terra straniera sul far della sera. Più conveniente la tariffa di Andata e Ritorno € 49,10.  Grenoble ormai non è più lontana e la benzina comincia a costare meno (1,5 € al litro la verde) . Allo scoccare della quinta ora di viaggio, giungiamo a destinazione: Uriage Les Bains.

Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in GustosaMente, Vacanze fai da me, Viaggi di primavera

Caro amico ti scrivo… dal Portogallo


Per me che la puntualità non è un optional, alle 17:20 sono in aeroporto BGY. Parcheggiata la macchina all’Orio Parking (16 € per cinque giorni scoperti), la navetta mi conduce rapida alle partenze. Il volo partirà alle 19:50. Ho così il tempo per segnalare come Orio Parking non accetti mai i tagliandini di sconto che le commesse regalano ogni volta che si lascia l’auto da loro. Ho pagato il prezzo pieno € 16 per 4 giorni! Anche Grace Kelly me lo conferma. Ma questa volta Grace Kelly non c’è. Sono solo. Sfiga o fortuna? Continua a leggere

4 commenti

Archiviato in Viaggi di primavera

Dopo due mesi a Barcellona… il resoconto


Non stampare la carta d’imbarco con ryanair, e recarsi al banco del check-in per imbarcare il bagaglio da stiva, comporta un costo di 40 €. Con easyjet no, non è obbligatorio fare il check in on-line se si devono imbarcare i bagagli. In ogni caso stampare un foglio non costa nulla, o comunque meno di 40 €! La lezione è stata imparata da subito dal mio compagno di viaggio Gerry.

Appena atterrati a Girona, si respira un’aria diversa. Le montagne, il verde e il cielo azzurro. Qualche minuto per i bagagli e via verso l’autobus che ci conduce a Barcellona (€ 12 solo andata). Arrivati in Estaciò Nord dopo un’ora di viaggio ci dirigiamo, a piedi, verso la vicina stazione della metropolitana Arc de Triompf. Da qua passa la linea rossa (L1). Proprio quella che serve a noi (10 corse 8,25 € – mensile 51 €). Cominciano le esperienze.

Continua a leggere

2 commenti

Archiviato in Vacanze fai da me, Viaggi di primavera

In Tour(s) a Parigi…


Tours dista poco più di 200 km da Parigi.  Se si prenota con un anticipo di almeno 14 giorni sul sito tgv-europe.com è possibile trovare ottime offerte (prem’s: non rimborsabili e non cambiabili) che permettono di raggiungere la capitale con pochi €. Io ho speso 18 € per l’andata e 18 € per il ritorno. Partito da Tours alle 12:30 (con 30 minuti di ritardo) il Tgv ha percorso 240 km in poco più di un’ora. L’arrivo è a Paris Montparnasse. Sulla mia agenda c’è scritto: accompagnare Skate a casa e andare a prelevare Balella all’aeroporto CDG 2 alle ore 15!. Impossibile! Così chiamo Balella e gli spiego come raggiungere Gare du Nord con la RER B. Facile! E’ la prima volta che organizzo un viaggio servendomi del mio blog. Devo dire che in pochi minuti ho pianificato tutto quel che dovevo. L’albergo è ancora lo stesso della volta scorsa Etap Hotel (Avenue J-Juares Metro Juares/Laumiere). Il rapporto qualità/prezzo/posizione non regge confronti. 30 € al giorno a crapa in doppia. La stanza è decisamente più carina e confortevole della volta precedente. Comincia a scendere la sera, così io e Balella dopo una doccia tonificante, partiamo per una visita rapida alla città, tra mercatini, luci di Natale, artisti di strada, turisti e tanta gente. E’ la terza domenica dell’avvento. La città è affollata. Obbiettivo numero 1: mangiare qualcosa, dato che la giornata non ci ha ancora dato un momento di relax. Obbiettivo numero 2: camminare a zonzo per la città. Il primo problema lo risolviamo recandoci nel quartiere Le Marais, mangiandoci un falaffel nel locale più rinomato d’Europa per questa specialità: L’As du Fallafel (34, Rue des Rosiers, metro St. Paul). Una lunga fila di persone attende il suo turno davanti al botteghino. In pochi minuti veniamo serviti. (€ 5 per un falaffael + 3 € per una lattina di Birra).

Con la pancia soddisfatta ripartiamo in sella ai nostri piedi. Dopo una passeggiata per Notre Dame scendiamo in metro e via per quel che non ho visitato la volta precedente: Le Grande Arche de La Défense (metro 1 Esplanade de la Défense). Un quartiere capolavoro, simbolo di innovazione e tecnologia. Spazialità e modernità in simbiosi con l’ambiente. Meritava davvero la visita.

Successivamente porto Balilla sotto la Tour Eiffel per una passeggiata e poi per questioni di tempi non riusciamo a visitare Trocadero che riservo per la mia terza e prossima volta a Parigi. La stanchezza e un inconveniente ci riportano in albergo senza cena ma con un solo pasto a metà pomeriggio.

Il giorno seguente ci si vede con Skate e Zazina, entrambi soggiornano a Parigi prima di rientrare in Italia. Un croissant all’angolo poi giù in metro. L’appuntamento è per le 10 in Gare du Nord, poi metro per Porte de Clignancourt (metro linea 4): è Lunedì e c’è il mercato delle pulci. Arriviamo dopo circa 45 minuti, uno alla volta i negozi cominciano ad aprirsi ed espongono cose d’epoca di ogni tipo. Dall’abbigliamento vintage al mobilio, dalle scarpe ai 45 giri. Dalle locandine pubblicitarie ai libri. Si può trovare di tutto a prezzi tutto sommato normali. Io sono stato colpito da una cravatta in seta di Hermès (80 €). Non l’ho comprata. In questo posto si capisce l’importanza di quel che viene definito “il vecchio”.

Successivamente visitiamo Montmartre (metro Anvers)  e il famigerato Moulin Rouge . Poco distante, bastano infatti 10 minuti a piedi.

Questo locale offre spettacoli a partire da 90 € per persona, da 150 a 180 € con la cena. Turistico si, ma prima o poi ci porterò Grace Kelly. Il pranzo lo consumiamo nuovamente da L’as du falaffael in compagnia di Skate e Zazina. Questa volta ci sediamo dentro al tavolo. Tutto è uguale, a parte il prezzo: + 2€ su ogni cosa, 7 € il fallafel  + 5 € la lattina di Heineken (tot 12 € a testa).

Salutiamo le nostre amiche pronte a ripartire per l’Italia e ci concediamo una passeggiata lungo la Senna, una pausa nel centro Apple del Louvre, e una visita alla Cave Augé (116, Boulevard Haussmann, Metro Saint Augustin, RER Auber). L’ora della cena arriva velocemente. E’ la nostra prima cena parigina e seguendo i consigli di Isabelle, mi dirigo da Chez Michel (10 rue Belzunce, distretto 10, metro Gare du Nord tel +33 144 53 06 20). Per me Suop de Poisson èmulsionèe à l’huile d’olive et parmesan. Dos de cabillaud à la poèle, goulangére de topinambour et salade de cresson. Salade de Fruits de saison, glace au safran de Versièges.  Champagne Drappier come aperitivo, Poiré de St. Désir-De-Lisieux su tutto il resto (menu € 32 a persona + 8 € lo champagne + il sidro). Ottima la carta vini anche se i ricarichi elevati. Scarsa e costosa la proposta al calice. Piatti normali. A pochi passi (all’angolo opposto della strada) si trova un altro ristorante gestito dallo stesso ristoratore. Menu interessante, prezzo leggermente più basso. Soddisfatti rientriamo in albergo diretti.

E’ martedì mattina, arriva Pelo. La sera dobbiamo rientrare a Tours. Ore 10,00 siamo in Gare Du Nord a prelevare il nostro terzo e ultimo compagno di viaggio. Le valige sono state affidate alla portineria dell’albergo (Bonus). Un caffè in compagnia e via per la città. Conduco i miei ospiti a visitare le Torri di Notre Dame (Gratuite per gli under 26). Un’aria gelida ci soffia in volto. Appena scesi entriamo a visitare la chiesa dall’interno. Pelo ha con sè il bagaglio a mano, non può accedere. Passano zaini enormi ma  una semplice valigetta rossa e vuota non può entrare. Io aspetto fuori mentre loro visitano. Manca poco a mezzogiorno, allora partiamo a comperare le caramelle da portare a casa come “cadeaux” a Le bombon au Palais (19, rue Monge, tel 0033 178 561 572). Questa volta prendo le gelatine di frutta per MooM e i fiori caramellati per Grace Kelly.

Il passo si fa via via più veloce verso il ristorante, abbiam prenotato @ Le Baratin (3, rue Jouye-Rouve, metro Pyrènèes).

Il localino è curioso e interessante, ci viene affidato un tavolo misero che, guardando il lato positivo della cosa, non poteva far altro che favorire la nostra convivialità.  Dunque apprezziamo. Per me: Soup au croux et potiron aux lentilles, Terrina di cervella di vitello, Langue de Veau en cocotte, Pudding per me e Fromage blanc au miel per Pelo come dessert. Vino: Anjou 2007 Olivier Cousin. Totale € 82 in tre: 55 € + 27 € il vino. Decisamente soddisfatti riprendiamo la metro per l’albergo.

Prendiamo le valigie e di nuovo Montparnasse. Alle 16:15 parte il nostro TGV per Tours (18 € a persona).

Arrivati puntuali, siamo di nuovo a Tours. Ci dirigiamo subito a prendere una buona bottiglia da L’Hedoniste poi rientriamo per una cena tranquilla in casa. Appena entrati, stappiamo subito la bottiglia di Vouvray petillant e ce la gustiamo d’aperitivo con un crottin di capra alla lavanda. Rimasti senza nettare di Bacco, prendo il telefono (Skype) e prenoto per tre persone da L’Hedoniste. Una splendida cena poi un digestivo al Bistrot 64 prima e dopo al Serpent Volant (accanto – rue du grand marché, Tours). Il giorno seguente visitiamo il mercato, poi mi concedo due passi tra una sponda e l’altra della Loira in tutta tranquillità. Pelo e Balella restano in casa. Il pomeriggio io visito una mostra fotografica al castello, mentre Pelo si concede una degustazione di Whisky da Glen Broody (vedi racconto su Tours). La sera cibo vietnamita de Les Halles Centrales. Poi un boccata d’ossigeno all’Oxigen Bar. Il giorno seguente prepariamo le valige, puliamo la casa, consegno le chiavi al proprietario, ringrazio e riparto definitivamente per l’Italia dopo due mesi di assenza. Il TGV delle 12:02 ci riporta a Paris Montparnasse (€ 18), poi metro(€ 1,70), poi RER B (€ 8,50) per l’aereoporto CDG 2. Da Tours è possibile servirsi di un TGV diretto per l’aereoporto ma il prezzo lo rende sconveniente. Costa almeno 50 € (il doppio). Se lo trovate a meno però, non rinunciatevi.  Dopo aver sistemato bene le valige per il check-in, alle 16:30 l’aereo EasyJet per Malpensa si alza in volo.

Consigli pratici

  1. Sostituire il nome di Grace Kelly sul sito EasyJet con quello di Balella mi è costato 120 €.
  2. Il bagaglio a mano con EasyJet non ha limiti di peso. Quello da stiva invece se eccede anche minimamente costa 12 € al kg.
  3. Non pagare il biglietto sulla metro costa 50 euri immediati. Ho visto dare multe senza se e senza ma.
  4. Il carnet completo per Metro, RER B e Autobus è sconveniente. Noi ci siam serviti di un pacco in due (5 a testa) al giorno di biglietti della metro, acquistabili al botteghino per 12 €. 5 biglietti bastano e avanzano. In 5 giorni Balella ha speso 17 € A/R per l’aereoporto + 18 € di Metro = 35 €. Il carnet da 5 giorni costa 50 €!
  5. Per avere maggiori informazioni su Tours cliccate qui. Per averne altre su Parigi cliccate esattamente qui.
  6. Le bottiglie in valigia da stiva per evitare di romperle, le ho avvolte singolarmente in un asciugamano da spiaggia prima e poi chiuse in una borsa di plastica.
  7. Consigli, domande, suggerimenti o indirizzi utili nel vano sottostante. Grazie!

Lascia un commento

Archiviato in Vacanze fai da me, Viaggi di primavera

In tour @ Tours…


Raggiungere Tours è tutto sommato semplice.  Partiti da Malpensa (Terminal 2) con un volo Easyjet comperato per pochi euro ( + 11 € per 20 kg di bagaglio da stiva + 9 € assicurazione e imballaggio bagaglio), dopo un’ora e qualcosa di viaggio, Io e Skate, atterriamo a Parigi Charles de Gaulle (teminal 2B). Attendiamo i bagagli che arrivano puntuali e integri, poi via dritti verso la RER B che per 8,50 € ci conduce in centro città. Prima però tappa a ritirare i biglietti per l’intercity da noi prenotato su sncf.fr per poter raggiungere Tours (la carta di credito senza chip non funziona al self-service, dunque fila al botteghino!). Dopo 40 minuti di tragitto, abbandoniamo la RER B all’altezza di St-Michel Notre-Dame, acquistiamo un ticket per la metro (1,70 €) e via verso Gare D’Austerlitz (metro numero 10). Piombiamo “à la gare” nel periodo dello sciopero generale che ha bloccato la Francia per diverse settimane (in seguito alla riforma delle pensioni: 1 anno in più di lavoro!) e ci troviamo tutti i treni in ritardo. Mangiamo dunque un panino terribile in uno dei bar della stazione: il locale sporco, la cassiera tocca panini e soldi tranquillamente, i piccioni svolazzano sui tavoli affollati all’interno alla ricerca di briciole (presenti in quantità industriale!). Così alla stanchezza del viaggio si aggiunge questo. Attendere due ore in una stazione del genere, non conviene. Chiediamo all’ufficio informazioni e ci viene detto che possiamo partire quando vogliamo! Ricordate in caso di sciopero non ci sono controllori! Ormai però, noi abbiam già timbrato. Il treno parte e dopo un paio d’ore arriviamo a Tours.  Il biglietto l’ho pagato 33 €… abbastanza costoso ma se si prenota con almeno 14 giorni d’anticipo si spende davvero molto poco (Prem’s a partire da 16 €).

Tours si presenta una cittadina molto carina, acquistiamo una cartina in edicola per 4,50 € e a piedi con i nostri maxi-trolley partiamo alla ricerca dell’ostello Fuaj (rue Bretonneau) da noi riservato on-line per la prima settimana di permanenza. Il prezzo è di 19 € al giorno (in singola con colazione), 295 € per un mese, 165 € per metà mese e 7 € per la tessera obbligatoria. La quota esclude la connessione Wi-Fi (35 € al mese), il frigorifero personale e la lavanderia. Guardandolo dall’esterno il posto si presenta bene, appena si entra si comincia a cambiare idea, quando si vede la stanza le idee si rafforzano, quando si vede la cucina cominci a convincerti veramente, quando vedi il bagno vorresti scappare! Volente o nolente ci devo restare per almeno una settimana ( Tot 116,64 € notte e colazione) mentre trovo un’altra locazione. La ricerca da parte mia, si fa ossessiva e disperata, sistemarsi prima di cominciare le lezioni all’Université Francois Rabelais è per me un obbligo morale. Come consigliatomi da un’amica francese (Isabelle) sbircio su homelidays.com e tengo monitorata la situazione, prendo appuntamenti e dopo due giorni trovo un’ottima sistemazione a due passi dall’Università: un bilocale in pieno centro storico per 450 €  al mese (con wi-fi, lavatrice, cucina, Tv e tutti i comfort del caso, restano escluse le spese del gas e della corrente). Confermo l’appartamento, torno in Ostello, ricompongo le valige e mi faccio rimborsare le tre notti non ancora godute (58,32 €). La mia nuova locazione si trova in un palazzo signorile in pieno centro storico (Place de Joulins) e il proprietario George Delisle (tel 0033 685 01 30 00 – cel 0033 254 44 3261- geo.delisle@orange.fr) si mostra da subito disponibile e gentile (300 € di caparra). Se si parla di vacanze, tale residenza costa 150 € a settimana. Il parcheggio è gratuito su uno dei due lati di Rue de Tanneurs davanti.

La zona di Tours e la città in generale è molto interessante da diversi punti di vista, ci si trova esattamente a 250 km dalla foce della Loira e da 750 km dalla sorgente di questo grande fiume non navigabile, ma le sue rive sono interamente ciclabili. La città rappresenta il punto strategico da cui intraprendere viaggi eno-gastronomici nella valle della Loira, tra castelli e vigneti. Anche il castello di Tours merita una visita, esso ospita mostre ed esposizioni artistiche di vario genere in continuazione (Emile Zola + André Kertesz – photographe 28/Nov/10 – 29/Mai/11). A pochi passi dalla Cattedrale di Saint-Gatien (da non perdere assolutamente).

E’ anche possibile visitare L’Etoile Bleue (15, rue di Champs de Mars) una ex casa chiusa salvata dalla distruzione e oggi divenuta un centro culturale con un certo stile. Mentre alle porte della città si trova il Bosco di Grandmont. Un area ricca di biodiversità che oggi rischia di scomparire. Un tempo si estendeva su una superficie piana di 100 ettari. Ora 20 soltanto. E’ però ancora popolato da molte specie di querce, orchidee e salamandre. Gli amanti della natura non possono mancare nemmeno una passeggiata, un pò di jogging o un pique-nique sulle rive della Loira a zonzo tra un ponte e l’altro, magari concedendosi un riposo sull’isola Simon, accessibile mediante la scala posta nel mezzo del Pont Napoleon.

Il centro storico è affascinante, la piazza Plumereau colma di locali affollati da giovani e turisti. Un locale sulla piazza che merita una visita è il Café du Vieux Murier.

Un locale tipicamente francese, Edith Piaf di sottofondo, tavoli d’epoca, champagne alla mescita (6,5 €) e così via. Turistico si, ma dotato di un’aura di autenticità.

Per quanto riguarda i bar da me apprezzati e frequentati devo segnalare in primis il Bistrot 64 e Le Serpent Volant in Rue du Grand Marche. Buona  musica in entrambi i posti e buon rapporto Q/P. Il primo in particolare (Bistrot 64) propone un’ottima selezione di whisky a prezzi corretti (dai 4 agli 8 €) e tante altre proposte di qualità: come il Kir Petillant, classico aperitivo preparato con Vouvray e un ottimo Cassis per soli 3 € al calice.

Il centro storico è affollato di negozi interessanti dal punto di vista gastronomico:  in rue Bretonneau si trovano due boulangerie molto interessanti, io preferisco Hardouin. Più in là, in place du Grand Marché si trova Les Halles Centrales, un mercato aperto tutti i giorni, eccetto la domenica e il lunedì, nel quale potrete trovare tute le specialità di Francia. Selvaggine appena cacciate appese ai banconi, formaggi di tutte le qualità, vini, carni, pesci, docliiumi, frutta e verdure. Una meraviglia. In particolare ho familiarizzato con Magali et Cédric Rouablé, i quali gesticono Le Basse – Cour (Rosticceria, volatili e selvaggina tel 0033 247 38 61 78). Si può trovare inoltre la pregiata Gelline de Touraine, una qualità di gallina tipica dei dintorni di Tours. “Chez Cédric” in particolare ho appreso come fare il foie-gras, che ho comperato da loro e che poi ho cotto, dentro una terrina, a casa mia (€ 29,36 1/2 kg di foie gras de canard + 15,80 la terrine acuistata da Ultima in rue National). Per chi come me non cucina in casa per  più di due volte consecutive, può trovare in questo mercato coperto numerose soluzioni già pronte, per esempio una “quaglia in salsa di uva bianca” (€ 5 l’una) oppure ottimo cibo vietnamita appena cucinato!

Due volte a settimana (Mercoledì e Sabato) invece nella piazzola limitrofa, si svolge il mercato dei produttori locali, che arrivano dalle campagne e vendono i loro prodotti. Frutta, verdure, uova, funghi, pani, mieli, formaggi, carni, salumi e tanti altri doni della Natura. Se cercate una buona selezione di birre artigianali, non dovrete fare molti passi per raggiungere (sui lati de Les Halles Centrales) l’enoteca Cavavin. Altro negozio molto interessante è Glen Broody il quale vende solamente Whisky e Champagne d’exception con ricarichi corretti. Gli amanti del Vintage possono trovare quel che cercano in rue du Grand Marché (Pause Café). 

Per quel riguarda i ristoranti gourmet, a Tours si trovano 4 Bib gourmand. Tutti propongo piatti della tradizione francese e molte formule menu sia per il pranzo che per la cena. La Duvalière è il più centrale di questa categoria. Ho mangiato bene al prezzo giusto. Servizio buono per 40 € a testa (menu completo + vino Francois Pinon). Non mi ha entusiasmato perchè questo tipo di tradizione francese che propone su tutta la francia gli stessi piatti mi ha un po’ stancato. Il Maigret de Canard, le cappesante (Saint Jacques), il foie gras, il tortino al cioccolato con il cuore tenero e quant’altro mi hanno un poco assuefatto dopo due mesi di permanenza. Ogni Bib-Gourmant li propone.

Altro Bib della città è il “Bistrot de la Tranchée” ( 103 av. de la Tranchée – Tel 02 47 41 09 08) sull’altra sponda della Loira a 200 metri dal Pont Wilson. Un locale tipicamente francese, sia nell’arredo che nella proposta dei piatti. Buoni i prezzi dei menu (a partire da 18 €). Buono e giovane il servizio.

@ Se volete provare un eccellente esecuzione della cucina Tourangelle, non potete evitare la tappa a Le Petit Patrimoine (58, rue Colbert – tel 0033 247 66 05 81). Ottimi piatti a ottimi prezzi. Davvero nulla da dire. Secondo me una grande semplicità fatta come si deve per un totale di 21,70 € (menu completo + una birra Bio da 0,33 artigianale).

Da segnalare l’ottimo guanciale di maiale saltato in padella a secco. Eccellente!

@ Quando si parla di buona cucina e di buoni vini a Tours, non bisogna dimenticarsi L’Hedoniste (18, rue Lavoisier – tel 0033 247 05 20 40). Un ristorante dal design moderno e dall’atmosfera rilassante situato tra il Castello di Tours e la Cattedrale di Sain Gatien. Eccellente la proposta vini sia in carta che nella piccola botteghina a fianco. Ricarichi più che onesti. La cucina propone piatti eccellenti della cucina tradizionale, interpretati in modo originale. Qua non si sbaglia nemmeno un colpo. Tante le formule menu a partire da 24 € per arrivare a un massimo di 40 €!

Un insieme di circostanze mi ha portato a cenare anche da Barju, un ristorante “presque” traditionnel ubicato a pochi passi da Place Plumereau (rue du Change – tel 02 47 64 91 12). Il menu degustazione “pique-nique” da noi scelto (unico disponibile) viene proposto a un prezzo più che ragionevole 48 €. Aperitivo prima, due bottiglie (una di Muscadet e una di Vouvray) più il menu portano il totale a un prezzo di 60 €! Direi più che corretto. Un uso smodato dell’affumicatore da forno ha rovinato alcuni piatti e ha standardizzato i sapori di numerose pietanze servite. Alle domande: “ci torneresti?” e “lo consiglieresti ad un amico?” risponderei in entrambi i casi No!

Se a Tours ci siete arrivati in auto, non mancate una o più visite fuori porta. Il Castello di Chambord vi attende per mostrarvi tutta la sua magnificenza (ingresso gratuito per i ragazzi della Comunità Europea sotto i 26 anni).

Se capitate invece in Dicembre, a Blois tutti gli anni si svolge un salone di vini naturali: Les Vins du Coin (ingresso 3 €).

Consigli pratici e annotazioni:

  1. Se avete la possibilità e l’occasione (almeno una settimana) andateci in auto, potrete godervi tutti i dintorni: cantine, boschi, castelli e quant’altro.
  2. Constato, mio malgrado, che la città di sera si riempi di ubriaconi. Urla e schiamazzi vari sono all’ordine “della notte”. Risse, vomitate e bottiglie rotte pure.
  3. Le scale che da Place de Joulins portano all’Università sono un vero e proprio ECO-MOSTRO!
  4. Per la prima volta ho usato le @ per segnalare i locali che più di tutti mi son piaciuti. Si tratta di una prova. Presto rivedrò anche i vecchi articoli e proverò a metterle anche in quelli.
  5. Non ho più parlato di Skate, comunque tranquilli si è sistemata bene anche lei.
  6. La Loira è una grande zona di produzione vitivinicola con ottime eccellenze. Scopritele a L’Hedoniste, ve ne innamorerete!
  7. Ho provato L’Oxigen Bar, un locale che somministra pozioni di ossigeno aromatizzato, tipo aerosol  (5 € – 15 minuti). Niente di che, tranquillamente evitabile!

1 Commento

Archiviato in Vacanze fai da me, Viaggi di primavera

Dublino e l’iniziazione…


E’ stato il primo viaggio di Primavera in compagnia di Grace Kelly. Maggio 2007: partiamo da Malpensa con un volo AerLingus. La sera del lunedì siamo a Dublino e ad attenderci all’aereporto c’è Sahara, una nostra amica trasferitasi appena finita la scuola alberghiera di Salsomaggiore Terme. Saliamo subito a bordo di un aircoach (6 €) che porta nel centro città e dopo circa circa un’ora siamo a casa di Sahara. Un’appartemento nella zona residenziale a sud di Dublino, Stillorgan. L’appartamento è grande e confortevole, la zona tranquilla, verde e abbastanza costosa. Due stanze da letto, una cucina, un bagno, un balcone e un tinello… il tutto per 1250 € al mese. Il giorno seguente cominciamo ad esplorare la città e abbiamo la brillante idea di servirci del Dublin Pass, una carta per turisti valida 2 giorni che ci permette di visitare tutti i musei della città e di ottenere sconti su altre attrazioni come lo zoo o le gite in barca sul Liffey, il fiume che attraversa la città. Questa idea costosa si rivela presto essere cattiva, essa infatti non include i trasporti con i mezzi pubblici (che qua sono cari!!!) e numerose delle principali attrazioni della città. Poco dopo aver speso 50 € a cranio per acquistarla, scopriamo che l’accesso alla maggior parte di musei è gratuito indipendentemente dalla carta. Nostante questo inconveniente, abbiam visitato la super turistica Guinness – Storehouse, The Old Jameson Distillery (€ 5,70with Dublin Pass Adult) , il Trinity College,  Dublin Zoo ed il National Museum of Ireland decorative arts & history.

 

 

Per quanto rigurada il cibo, abbiam fatto visita al negozio di formaggi degli Sheridan’s (11,south Anne st. traversa di Grafton ST.).

Sempre nel cuore della città abbiamo cenato allo Yamamori (George St.) un japponese a regola d’arte e abbiamo fatto una piacevole scoperta in Temple Bar: Quays Irish Restaurant (10-12 Temple Bar square, tel 01 679 1923 / 01 671 3922 ).  Qua ci siamo gustati un’ottimo Crispy fish & chips (light batter cod, home-made chips & tartar sauce € 14,95). Ottima anche la cheesecake finale with butterscotch sauce & cream (5,95 €).

In questa stessa piazza, sulla quale si affaccia il locale, ogni sabato mattina si tiene il Temple Bar Food Market, dove è possibile trovare formaggi biologici, ostriche e quant’altro per uno spuntino sano e veloce. Seguendo i consigli di un forumista del Gambero Rosso, il terzo giorno abbiamo preso la Dart (treno locale) e ci siamo fatti portare a Howth (la punta nord del golfo di Dublino).

Una gentilissima signora ci ha poi caricato in macchina e ci ha accompagnato a mangiare in un ristorantino nel centro del piccolo borgo. Il locale è Cibo (CIBO BAR AND GRILL | 4 East Pier, Howth, Co. Dublin, Ireland | Tel: +353-1-839634).

Dopo il pranzo siamo saliti “to the summit” per poi ridiscendere a piedi lungo un sentierino alto e roccioso, tra gabbiani e foche. Il porticciolo di Howth è abbastanza grande e pieno di pescherie che servono anche piatti crudi di pesce fresco appena pescato.

L’ultimo giorno dopo aver passeggiato tra un ponte e l’altro (Samuel Beckett Bridge didegnato da Calatrava e James Joyce Bridge in particolare), ci siamo concessi l’ultimo pranzo al Quays Irish Restaurant e siamo poi tornati in aereoporto.

Non manco di segnalarvi un recente articolo del Gambero Rosso che racconta la capitale Irlandese segnalando numerosi indirizzi utili: Dublin food Guide.

1 Commento

Archiviato in Viaggi di primavera

Per le vie di Parigi…


Questa volta è Stelvio il copilota della mia Smart. Ore 10,30 am parcheggiamo l’auto a Malpensa (€ 43 lun-ven, sconto Easyjet 10 % – TOT € 38,70) e ci dirigiamo verso l’entrata dell’aereoporto. Controlli di sicurezza e con 40 minuti di anticipo siamo al gate. Il volo è previsto per le 11:40. Partiremo invece un’ora dopo. Nessun altro problema e l’arrivo a Parigi Charles de Gaulle (terminal 2B) avviene alle ore 2,10 pm. Il volo è EasyJet e ci costa 65 € A/R. Da buoni turisti si fa tappa al Tourist information dell’Aereporto, dove acquistiamo l’abbonamento completo per i mezzi pubblici (metro, RER e bus). Scegliamo l’abbonamento da 5 giorni perchè da 4 non esiste. Il prezzo è di 49,40 € ed in ogni caso si rivela a noi conveniente se si considera che il solo treno (RER B) per raggiungere la città (Gare Du Nord) costa 17 € A/R. In circa 30 minuti siamo in Gare du Nord, via subito verso la Metro  (linea gialla 5, Dir Bobigny, fer Laumiére) che in breve tempo ci porta in Hotel. L’albergo appartiene alla catena Etap Hotel (Paris La Villette 19éme, Avenue Jean Jaurés) e con 30,50 € a testa, alloggiamo in buona posizione ed in una confortevole e essenziale stanza. La scelta mi è stata suggerita su zingarate.com . Sistemiamo le valige in camera e alle 6 pm ci prepariamo per il concerto dei Modena City Ramblers (Bella Ciao, European Tour 2010), al contempo scusa e motivo della nostra trasferta. La fame ci fa fare tappa in una boulangerie sotto l’albergo dove acquisto una quiche (+ dessert + bibita € 6,90) da godermi nel vicino Parc des Buttes Chaumont, “il più grande all’inteno della città!” ci dice una passante.
Il concerto si svolge in un centro sociale attivissimo della banlieu parigina, a pochi passi dalla Citè des Sciences e dalla Cité de la Musique. Il locale si chiama GlazArt (Metro Linea 7, dir La Courneuve, fer Porte de la Villette) e l’inizio del concerto è previsto per le 9,45 pm, quindi ci accorgiamo che c’è il tempo per permetterci un qualche passo nella Citè, così di nuovo metro e via verso Rue de Rivoli, una camminatina veloce da una sponda all’altra della Senna passando per il Pont Neuf, un paio di fotografie alle torri di Notre Dame finendo poi il breve tour all’Hotel de Ville.


Alle 8,30 pm siamo alla biglietteria del GlazArt, acquistiamo i biglietti per € 15 cadauno. Lasciate le giacche al guardaroba, due minuti dopo siamo in maniche corte a scambiare due chiacchere con Francesco Moneti (alias FRY) della band.


Poi il concerto inizia, la sala è gremita di studenti (Erasmus e non) che cantano a squarciagola le Canzoni del mitico complesso emiliano. La scaletta è piena di pezzi forti della band, da “Libera Terra” ai “100 passi”, da “Figli del Vento” a “Ebano”, da”Bella Ciao” a “Fischia il Vento” (extra), da “In un giorno di pioggia” ad una commovente “Ninna Nanna”. Finito il concerto, finita la serata.

Il quartiere non è il massimo, vie larghe e palazzoni
qui non abita nessuno di famoso.
niente attori, nè politici, stilisti nè modelle
musicisti si ma solo quelli poveri. (MCR – Clan Banlieu)
Parigi e la villette (19° distretto) ci accolgono la mattina e subito dopo la metro ci porta al Cimitiere du Père Lachaise (linea 2 blu – fer Père Lachaise), dove sono sepolti i personaggi famosi della città e non solo. Prima ci dirigiamo all’ingresso principale a ritirare una cartina del cimitero, poi in silenzio cominciamo la nostra esplorazione.

In poco più di 3 ore riesco a visitare le tombe che più mi stanno a cuore, Brillant Savarin (politico e importante gastronomo), Ferdinand de Lesseps (progettista del canale di Suez), Alfred Russel Wallace (co-scopritore della Teoria dell’evoluzione di Darwin), Edith Piaf (cantante francese), Oscar Wilde, Molière e lo scrittore di fiabe, Jean de La Fontaine.
Nello stesso cimitero sono sepolte altre celebrità internazionali, dalla nostra Maria Callas al fisico Joseph Louis Gay-Lussac, da Frédéric Chopin al regista Georges Méliés.
La fame comincia a farsi sentire ed è finalmente giunta l’ora del nostro primo pasto parigino. La scelta cade sul nome più famoso della Parigi del 2010, Le Chateaubriand (129, Av. Parmentier tel 0033 143 574 595), classificatosi all’undicesimo posto della The World’s 50 Best Restaurant Awards. Purtroppo la nostra corsa finisce nel trovare il locale chiuso, in quanto il servizio è effettuato solo alla sera. Quella stessa sera il locale è comunque completo, ma gentilmente il maitre ci invita a tornare alle 9,30 pm, promettendoci di offrirci il primo tavolo libero. Grazie ma la sera risulterà poi difficile tornare! Sono le 13,30 mi affretto così a telefonare al Le Baratin (3, rue Jouye-Rouve, tel 0033 143 493 970), ma per l’ennesima volta mi risponde la segreteria, così decidiamo di lasciar perdere… tentare il tragitto significa rischiare di saltare il pranzo. Allora abbandonati questi celebri nomi della “ville lumière”, sfilo dalla giacca l’articolo di Emmanuel Tresmontant ( viamichelin.it – gennaio 2010 ) e parto alla ricerca di questi nuova generazione di ristoranti parigini. Inaspettatamente vicino si trova Chez Marie et Louise (11, rue Marie et Louise tel +33 153 190204). Una telefonata e alle ore 14,00 siamo seduti al tavolino di questo ristorantino. Buona proposta di vini Bio disponibili anche “au verre”. L’impressione è davvero buona, calda l’accoglienza ed il locale confortevole. Io scelgo: Terrine de foie de vollaille et pistaches maison ( niente di che, 7 €) , Ravioles de St. Jacques fraiches au persil plat ( buoni, 16 €) e per finire Millfeuille à la vanille Marie Louise ( buono, 8 €).
Per Stelvio invece: Millefeuille tiède aux aubergines, ricotta e tomate confit (8 €), Dorade royale entière rotie au four (€ 16,00) e Crostillant de banane sauce au caramel laitier (€ 7,50). Tutto bene anche se non mi ha pienamente soddisfatto. I vini serviti al calice non mi sono mai stati versati al tavolo, trovandomi così nell’impossibilità di appuntare nomi e cantine. Questo fatto si è rivelato di uso comune in tutti i ristoranti da me visitati nell’arco del mio soggiorno.


Nel primo pomeriggio riprendiamo il cammino tra i palazzi ed i boulevard de Paris, metro e Arco di Trionfo (linea 2 blu – ferm Charles de Gaulle Etoile) poi percorriamo a piedi gli Champs Elysees, alcune fotografie al Petit e al Grand Palais, poi Place de la Concorde per finire nei giardini des Tuileries e ritrovarci infine davanti alle piramidi del Louvre.

Il forte vento gelido non ci dà tregua, così ci dirigiamo subito in Rue de Rivoli alla nostra sinistra. La direzione è quella dell’Opéra National de Paris Garnier ma il freddo ed il vento (8°C ) ci costringono a rifugiarci nella vicina Galeries La Fayette, dove visitiamo la Bibliothèque du vin e pianifichiamo la cena. Stavolta puntiamo su un Bib-gourmand della rossa Michelin, il Suan Thai (41, rue Ste-Croix de la Bretonniere – metro linea 11 fer Rambuteau) a pochi passi dal Centre Pompidou (disegnato dal nostro Renzo Piano). Il locale è affollatissimo, ma noi avendo prenotato abbiamo la possibilità di accomodarci al piano sottostante, decisamente più tranqullo e rilassante.

Il menu ci appare invitante e curato, io scelgo inolvtini primavera come entrèe e poi punto sul Chu Chi Phet, ovvero Magret de canard au curry rouge et lichees (€ 19,00) Da bere, Bière Thai Singha (l 0,33 – 5 €). Il dessert lo prende solo Stelvio: Sorbetto esotico per lui. Dopo averlo mangiato afferma: “Con un Solero all’oratorio, ottenevo lo stesso risultato!”. Infatti non un gran chè… anche se i cibi sono autenticamente cucinati in stile thai e preparati con buone materie prime, data la rapidità della digestione che ci ha permesso di dormire tranquilli e beati. Nelle vicinanze si trova un’altro ristorante segnalato dall’articolo di viamichelin.it, si chiama La Gaigne (12, rue Pecquay, tel 0033 144 598 672, € 30 bevande escluse) al quale non manchiamo di far visita dopo cena.

A Parigi, a Parigi. Che si vada per divertimento o per il puro desiderio di toccare con mano bellezza e sogno, una visita a Les Puces de Paris Saint-Ouen non può mancare. Così il terzo giorno appena svegli, ci prendiamo un croissant caldo nella boulangerie all’angolo e poi via in metro verso Porte de Clignancourt (linea 4 – fer Porte de Clignancourt) dove si trova questo quartiere dedicato ai mercatini delle pulci, il quarto luogo più visitato di Francia (11 milioni di visitatori l’anno) e il secondo a Parigi, con chilometri di vetrine, 1500 gallerie tra antiquari e brocanteur. Un posto dove si può trovare di tutto, tra le viettine ed i vicolini. Frequentato anche dal noto chef Alain Ducasse, il quale si dice disposto a pagare cifre da capogiro per un portascarpe Louis Vuitton degli anni Trenta. Dunque qua si trova di tutto, dai mappamondi in legno, alle valige vintage, dai mobili all’argenteria. Tra le tante cose che si possono trovare, si può trovare anche chiuso. Questo è quel che abbiam trovato noi, infatti questo quartiere è aperto solo il fine settimana, per l’esattezza il sabato, la domenica ed il lunedì dalle 7 am alle 4 pm. Sarà per la prossima volta.
Di nuovo metro e di nuovo centro (linea 4 – fer Cité) due passi in zona, poi tentiamo di salire le torri di Notre Dame, ma il forte vento gelido ci fa passare la voglia, riteniamo buona idea quella di concederci un pasto al riparo dalle intemperie. Così una telefonata e via per il Restaurant Clèmentine (5, rue Saint Marc, tel 0033 140 410565) vicino alla Bourse (metro linea 3, fer Bourse).

Saucisson Pistaché avec salade de pomme de terre

Il locale accogliente e molto familiare. Interessante la carta vini che propone vini al calice e “a consumo”, ovvero paghi quanto bevi di una bottiglia! Mi lascio consigliare e scelgo: Saucisson Pistaché avec salade de pomme de terre (€ 7,50), Cuisse de Canard Braisé aux olives (€ 16,00), Profiteroles, glace vanille e chocolat chaud (€ 8). Da bere scelgo, Kir avec les boulles d’aperitivo, Syrah 2008 Cuilleron al consumo (11 € mezza bottiglia) e con il dessert un calice di Jurancon. Posso dire di essere stato normalmente bene.

Dato che ci sono, pianifico il pomeriggio e la rispettiva cena. Prenotiamo dunque un tavolo per due persone a La Gazetta vicino a Place de la Bastille. All’uscita ci dirigiamo verso Dehillerin (18,20 rue Coquillière, tel 0033 142 365313) uno storico negozio di materiale per cucina, nel quale si può trovare di tutto: dalle pentole ai coltelli, dagli anelli da crostata a fantasiosi beccucci per sac à poche. Con direzione Louvre, proseguiamo attraversando le Jardin du forum des Halles, facciamo una sosta alla Bibliothèque du cinema e poco dopo siamo dinnanzi alla piramide centrale del noto museo. L’ingresso è gratuito per i giovani (under 26) residenti nella Comunità Europea. Una visita non poteva mancare.


Alle ore 20,30 siamo in Place de la Bastille e ci dirigiamo a piedi verso La Gazzetta (29, rue de Cotte, 0033 143 474 705). Un locale elegante e classicamente francese, atmosfera professionale e rilassata. Un buona impressione. Il menù è a prezzo fisso: 38 € 5 portate, 50 € 7 portate. Optiamo per le 5 portate.
Cabillaud et Huitre, concombre et pistache.
Nouvelles P.D.T. et purée d’orties, aneth et radis.
Seiche et encre, chou pointu et pomelos.
Ageau de lait des Pyrénées et asperges, cresson et sardine.

Tarte de rhubarbes – amandes, sorbet de crème crue. Meringue et reves (!), gariguettes et sucre.

Il menu davvero ottimo… merluzzo, ostriche e agnello in particolare. Tempi d’attesa un poco lunghi ma regolari. I vini che mi sono stati consigliati lasciavano desiderare, inoltre non mi sono mai stati serviti al tavolo. Ottimo il rapporto Q/P delle vivande, quello dei vini un pò meno. Il menu da 50 € includeva:
Homard breton et oignons noveaux, boudin et lardo
Saint Marcellin et noix, carottes et miel
Sarà per la prossima volta.

L’ultimo giorno sveglia presto (9 am), prepariamo le valige e le lasciamo in custodia al portinaio dell’albergo, solito croissant, caffè d’asporto e via verso la Tour Eiffel (linea 6, fer Bir-Hakeim). La giornata è davvero bella, sole caldo e poco vento. Questo spiega perchè la fila per salire sulla torre più famosa del mondo fosse interminabile, così optiamo per farci una bella passeggiata a piedi su Champ de Mars, scattiamo alcune fotografie di rito, poi di nuovo metro e via verso il quartiere Latino. Scendiamo alla Sorbona (linea 10 – fer La Sorbonne) e non possiamo mancare di entrare a visitare questo tempio del sapere. Vicino si trova anche la Sainte Chapelle ed il Panthéon. Giunta l’ora del Pranzo puntiamo per un bib-gourmand della zona, L’épigramme (9, rue l’éperon – tel 0033 144 410 009). La mia voglia assoluta di foie gras, senza se e senza ma, mi fa evitare la prenotazione. Come accordato con Stelvio, andiamo davanti al locale, leggiamo il menu e se presente il foie gras ci si ferma, se no si tenta alla Ribouldingue (10, rue St. Julien le Pauvre tel 0033 146 33 98 80, metro Maubert Mutualità) famoso per saper cucinare benissimo le interiora degli animali. L’épigramme ed il suo foie gras non si fanno attendere. Dunque:
Foie gras en terrine

Lapin farci au Porchetta, petites Legumes et mousse

Tarte Tatin (€ 32 bevande escluse)

per me.

Stelvio sceglie invece Croustillant de Langue, Vitello alla piastra e crostata in coppa col mascarpone (€ 28,00 bevande escluse).
Buona la proposta dei vini, confortevole anche il localino, moderno e ben curato.
Dopo il pasto comincia il conto alla rovescia e si cerca di accelerare il passo. Prima meta sono le Torri di Notre Dame. Anche qua l’ingresso è gratuito per gli under 26 della Comunità Europea e dopo 45 minuti di attesa, cominciamo la salita. Quasi 400 gradini, l’ideale per smaltire il pranzo.

La vista è davvero molto bella e suggestivi sono i gargoilles che controllano la città dall’alto. Scattiamo alcune fotografie e verso le 4 pm siamo di nuovo sotto la statua di Carlo Magno antistante la chiesa gotica. Un caffè al volo e via per il rush finale, ci restano poco più di due ore, l’intento è quello di far visita alla Maison des trois thes in rue Saint Medard, e poi quello di comperare una confezione di Macarons da Pierre Hermè in Rue Bonaparte (72) la prima storica pasticceria da lui aperta. Nel percorrere Rue Monge incappiamo in una confiserie d’haute gamme, dove vengono selezionate le migliori caramelle (Bonbons) di Francia. Al Le bonbon au Palais (19, rue Monge, tel 0033 178 561 572) acquisto un’etto di fiori caramellati da portare a casa come souvenir, viole, rose, petali di rosa, mimosa e limoncella (€ 13,80 / hg). Di nuovo in strada proseguiamo per La Maison des trois thes, dove ci aspetta una calorosa accoglienza. La fretta ci impedisce di avviare una degustazione guidata di thè, ma l’occasione ci permette di scoprire nuovi thè e nuovi metodi di infusione. Di nuovo sui nostri passi ci dirigiamo verso rue Bonaparte passando per il Pantheon, dove scopriamo che è possibile salire alla cupopla senza fare lunghe code e godendosi liberamente il panorama su Parigi senza limiti di tempo. Attraversiamo le Jardin du Luxembourg e imbocchiamo Rue Bonaparte. Una scatolina di Macarons al volo (7 macarons € 16,00) e la nostra visita a Parigi si conclude con la metro in Saint Germain des Prés che ci riconduce all’albergo per ritirare le valigie e poi in Gare du Nord dove ci attende la Rer per l’aereoporto Charles de Gaulle. Giunti in aereporto, riusciamo a rivendere i nostri abbonamenti ai mezzi pubblici (validi ancora per 2 giorni) per 5 € a due turisti. L’imbarco è aperto dunque tutto è pronto per ripartire.

Manca da visitare:

  • Ribouldingue, 10 r. St-Julien-le-Pauvre – 75005 Paris 05 tel 01 46 33 98 80 Vicino Notre Dame, Metro Maubert Mutualità
  • Roseval nel 20 arrondissement.
  • Mirroir, 94 r des Martirs 75018 Paris tel 01 46 06 50 73 Nei pressi della Basilique Sacrè Coeur, Metro Pigalle
  • La Table du Lancaster, 7 r. de Berri 75008 Paris tel 01 40 76 40 18 Una traversa degli Champs-Elysées ospita questo Hotel-Ristorante, Metro George V

Lascia un commento

Archiviato in Viaggi di primavera

Sarà Berlino.


Saliti di buon mattino a bordo della mia Smart forTwo, io e Grace Kelly ci dirigemmo verso l’aereoporto di Milano Orio al Serio (ovvero Bergamo BGY). Il volo era Ryanair e la partenza alle 06:35 am. La scelta del volo fu dovuta al fatto che, avendo poco tempo per rimanere a Berlino, partire presto significava godersi una giornata in più, in realtà non andò proprio così. Ryan Air comunque seppe farsi perdonare e con 40 € tondi permise a entrambi di volare su Berlino andata e ritorno. Puntualemte arrivati a destinazione, ci rivolgemmo all’ufficio turistico per chiedere una cartina della città e alcune indicazioni per raggiungere il centro (acquistammo la Berlin Welcome Card al costo di 34,50 €, la quale ci consentì l’uso illimitato di Tram, treno S, e metro U). Dalla limitrofa stazione ferroviaria, prendemmo il treno ed in poco più di 20 minuti fummo portati in Alexander Platz.  Questo viaggetto in treno si rivelò molto carino e bello. Costeggiando la Sprea, il canale che attraversa Berlino, ci mostrò da subito il Molecula Men, la scultura contemporanea immersa nella Sprea proprio nel punto in cui si incrociano i tre quartieri di Treptow, Friedrichshain e Kreuzberg. Poco dopo la torre di Alexander Platz cominciò a farsi sempre più vicina. Continua a leggere

3 commenti

Archiviato in Viaggi di primavera