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Le mie vacanze, i miei progetti, le mie passioni!

La Puglia che vorrei


Trani dal mare: Cattedrale e Castello Svevo

Trani dal mare: Cattedrale e Castello Svevo

La Puglia che vorrei è quella di Trani… quella dove il bianco abbagliante dipinge il paesaggio rendendo le meraviglie architettoniche in piena sintonia con il celeste del cielo sovrastante e l’azzurro dintorno. La Puglia che non vorrei è quella dei rifiuti sulle strade, dei palazzoni abbandonati in cemento armato nelle periferie, delle aree dismesse e inquinate.

Vignanotica

Vignanotica (Gargano)

La Puglia che vorrei è quella degli ulivi, degli orti di Pietro Zito e Peppe Zullo, dei fornelli, dei vini eccellenti di Tormaresca, Cefalicchio, Michele Biancardi e Valentina Passalacqua, delle spiagge immacolate, dei siti archeologici, dei castelli e delle tante persone che qua vivono, ogni giorno, impegnandosi a far si che la Puglia del domani sia ancora migliore.

Con questo spirito cominciò la mia vacanza in Puglia. Con me la mia Smart (forTwo) e Greis, mia futura sposa.

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Girona Surround


2014-06-12 01.09.21

Ryanair perde il pelo ma non il vizio. Ora, alle mille burocrazie del giorno prima, se n’è aggiunta una:il check-in va fatto negli ultimi sette giorni… non prima, se no bisogna pagare una “penale” (anche se messa giù in modo diverso, ovvero come opportunità) di 10 €. La praticità degli aeroporti, questa volta, prende il sopravvento e scelgo, comunque, loro.
Bergamo – Girona la linea è diretta.
Polemiche a parte, la mia esperienza nel celebre ristorante el Celler de Can Roca in Girona è stata incredibilmente performante, capace di mettermi in contatto con il mondo dell’alta ristorazione e della famiglia Roca, vera attrazione della città catalana.
Spiego meglio: sono stato a Girona per motivi professionali, lavorando nella sala del miglior ristorante al mondo. L’esperienza mi ha fatto conoscere la storia di questo incredibile luogo del mangiar bene che riesce a servire 140 coperti al giorno , 70 a pranzo e 70 a cena, con uno stile senza paragoni, tre stelle Michelin sulle spalle, un’atmosfera rilassata e conviviale.

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…di fiasco in fiasco



Una mappa che racchiude luoghi già visti, e altri ancora da scoprire, in una Toscana lontana dalle  mete blasonate e di moda. Solo per Gustofili.

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L’esprit libre d’un cuisinier


Non è un viaggio di primavera ma potrebbe esserlo.  Cominciò così, tra confabulazioni e stanchezza, un week-end di mezza stagione. In sella alla mia Smart ForTwo grigia, galoppiamo verso ovest in direzione della frontiera francese. I chilometri scorrono velocemente, i colori della Val di Susa abbagliano ed il sole, in cielo, emana un caloroso bagliore di fine estate.

dal finestrino

Il traforo di Frejus ci accoglie dopo aver pagato pegno (39.40 € per il transito) e ci risputa in terra straniera sul far della sera. Più conveniente la tariffa di Andata e Ritorno € 49,10.  Grenoble ormai non è più lontana e la benzina comincia a costare meno (1,5 € al litro la verde) . Allo scoccare della quinta ora di viaggio, giungiamo a destinazione: Uriage Les Bains.

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La mia Elba


Un viaggio mai raccontato. Un viaggio perfetto nell’ultima settimana di un caldo Agosto di qualche anno fa. Traghettati dalle navi Moby-Lines sbarcammo sull’Elba. La più grande isola dell’arcipelago toscano. Un bellissimo ricordo.

Ecco a voi la mia mappa, tra spiagge, luoghi e trattorie.

Buona Vacanza!

NOTA: I segnaposto in rosso non sono stati visitati da me. Sono semplicemente consigliati sulle guide attuali! Continua a leggere

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Dopo due mesi a Barcellona… il resoconto


Non stampare la carta d’imbarco con ryanair, e recarsi al banco del check-in per imbarcare il bagaglio da stiva, comporta un costo di 40 €. Con easyjet no, non è obbligatorio fare il check in on-line se si devono imbarcare i bagagli. In ogni caso stampare un foglio non costa nulla, o comunque meno di 40 €! La lezione è stata imparata da subito dal mio compagno di viaggio Gerry.

Appena atterrati a Girona, si respira un’aria diversa. Le montagne, il verde e il cielo azzurro. Qualche minuto per i bagagli e via verso l’autobus che ci conduce a Barcellona (€ 12 solo andata). Arrivati in Estaciò Nord dopo un’ora di viaggio ci dirigiamo, a piedi, verso la vicina stazione della metropolitana Arc de Triompf. Da qua passa la linea rossa (L1). Proprio quella che serve a noi (10 corse 8,25 € – mensile 51 €). Cominciano le esperienze.

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In Tour(s) a Parigi…


Tours dista poco più di 200 km da Parigi.  Se si prenota con un anticipo di almeno 14 giorni sul sito tgv-europe.com è possibile trovare ottime offerte (prem’s: non rimborsabili e non cambiabili) che permettono di raggiungere la capitale con pochi €. Io ho speso 18 € per l’andata e 18 € per il ritorno. Partito da Tours alle 12:30 (con 30 minuti di ritardo) il Tgv ha percorso 240 km in poco più di un’ora. L’arrivo è a Paris Montparnasse. Sulla mia agenda c’è scritto: accompagnare Skate a casa e andare a prelevare Balella all’aeroporto CDG 2 alle ore 15!. Impossibile! Così chiamo Balella e gli spiego come raggiungere Gare du Nord con la RER B. Facile! E’ la prima volta che organizzo un viaggio servendomi del mio blog. Devo dire che in pochi minuti ho pianificato tutto quel che dovevo. L’albergo è ancora lo stesso della volta scorsa Etap Hotel (Avenue J-Juares Metro Juares/Laumiere). Il rapporto qualità/prezzo/posizione non regge confronti. 30 € al giorno a crapa in doppia. La stanza è decisamente più carina e confortevole della volta precedente. Comincia a scendere la sera, così io e Balella dopo una doccia tonificante, partiamo per una visita rapida alla città, tra mercatini, luci di Natale, artisti di strada, turisti e tanta gente. E’ la terza domenica dell’avvento. La città è affollata. Obbiettivo numero 1: mangiare qualcosa, dato che la giornata non ci ha ancora dato un momento di relax. Obbiettivo numero 2: camminare a zonzo per la città. Il primo problema lo risolviamo recandoci nel quartiere Le Marais, mangiandoci un falaffel nel locale più rinomato d’Europa per questa specialità: L’As du Fallafel (34, Rue des Rosiers, metro St. Paul). Una lunga fila di persone attende il suo turno davanti al botteghino. In pochi minuti veniamo serviti. (€ 5 per un falaffael + 3 € per una lattina di Birra).

Con la pancia soddisfatta ripartiamo in sella ai nostri piedi. Dopo una passeggiata per Notre Dame scendiamo in metro e via per quel che non ho visitato la volta precedente: Le Grande Arche de La Défense (metro 1 Esplanade de la Défense). Un quartiere capolavoro, simbolo di innovazione e tecnologia. Spazialità e modernità in simbiosi con l’ambiente. Meritava davvero la visita.

Successivamente porto Balilla sotto la Tour Eiffel per una passeggiata e poi per questioni di tempi non riusciamo a visitare Trocadero che riservo per la mia terza e prossima volta a Parigi. La stanchezza e un inconveniente ci riportano in albergo senza cena ma con un solo pasto a metà pomeriggio.

Il giorno seguente ci si vede con Skate e Zazina, entrambi soggiornano a Parigi prima di rientrare in Italia. Un croissant all’angolo poi giù in metro. L’appuntamento è per le 10 in Gare du Nord, poi metro per Porte de Clignancourt (metro linea 4): è Lunedì e c’è il mercato delle pulci. Arriviamo dopo circa 45 minuti, uno alla volta i negozi cominciano ad aprirsi ed espongono cose d’epoca di ogni tipo. Dall’abbigliamento vintage al mobilio, dalle scarpe ai 45 giri. Dalle locandine pubblicitarie ai libri. Si può trovare di tutto a prezzi tutto sommato normali. Io sono stato colpito da una cravatta in seta di Hermès (80 €). Non l’ho comprata. In questo posto si capisce l’importanza di quel che viene definito “il vecchio”.

Successivamente visitiamo Montmartre (metro Anvers)  e il famigerato Moulin Rouge . Poco distante, bastano infatti 10 minuti a piedi.

Questo locale offre spettacoli a partire da 90 € per persona, da 150 a 180 € con la cena. Turistico si, ma prima o poi ci porterò Grace Kelly. Il pranzo lo consumiamo nuovamente da L’as du falaffael in compagnia di Skate e Zazina. Questa volta ci sediamo dentro al tavolo. Tutto è uguale, a parte il prezzo: + 2€ su ogni cosa, 7 € il fallafel  + 5 € la lattina di Heineken (tot 12 € a testa).

Salutiamo le nostre amiche pronte a ripartire per l’Italia e ci concediamo una passeggiata lungo la Senna, una pausa nel centro Apple del Louvre, e una visita alla Cave Augé (116, Boulevard Haussmann, Metro Saint Augustin, RER Auber). L’ora della cena arriva velocemente. E’ la nostra prima cena parigina e seguendo i consigli di Isabelle, mi dirigo da Chez Michel (10 rue Belzunce, distretto 10, metro Gare du Nord tel +33 144 53 06 20). Per me Suop de Poisson èmulsionèe à l’huile d’olive et parmesan. Dos de cabillaud à la poèle, goulangére de topinambour et salade de cresson. Salade de Fruits de saison, glace au safran de Versièges.  Champagne Drappier come aperitivo, Poiré de St. Désir-De-Lisieux su tutto il resto (menu € 32 a persona + 8 € lo champagne + il sidro). Ottima la carta vini anche se i ricarichi elevati. Scarsa e costosa la proposta al calice. Piatti normali. A pochi passi (all’angolo opposto della strada) si trova un altro ristorante gestito dallo stesso ristoratore. Menu interessante, prezzo leggermente più basso. Soddisfatti rientriamo in albergo diretti.

E’ martedì mattina, arriva Pelo. La sera dobbiamo rientrare a Tours. Ore 10,00 siamo in Gare Du Nord a prelevare il nostro terzo e ultimo compagno di viaggio. Le valige sono state affidate alla portineria dell’albergo (Bonus). Un caffè in compagnia e via per la città. Conduco i miei ospiti a visitare le Torri di Notre Dame (Gratuite per gli under 26). Un’aria gelida ci soffia in volto. Appena scesi entriamo a visitare la chiesa dall’interno. Pelo ha con sè il bagaglio a mano, non può accedere. Passano zaini enormi ma  una semplice valigetta rossa e vuota non può entrare. Io aspetto fuori mentre loro visitano. Manca poco a mezzogiorno, allora partiamo a comperare le caramelle da portare a casa come “cadeaux” a Le bombon au Palais (19, rue Monge, tel 0033 178 561 572). Questa volta prendo le gelatine di frutta per MooM e i fiori caramellati per Grace Kelly.

Il passo si fa via via più veloce verso il ristorante, abbiam prenotato @ Le Baratin (3, rue Jouye-Rouve, metro Pyrènèes).

Il localino è curioso e interessante, ci viene affidato un tavolo misero che, guardando il lato positivo della cosa, non poteva far altro che favorire la nostra convivialità.  Dunque apprezziamo. Per me: Soup au croux et potiron aux lentilles, Terrina di cervella di vitello, Langue de Veau en cocotte, Pudding per me e Fromage blanc au miel per Pelo come dessert. Vino: Anjou 2007 Olivier Cousin. Totale € 82 in tre: 55 € + 27 € il vino. Decisamente soddisfatti riprendiamo la metro per l’albergo.

Prendiamo le valigie e di nuovo Montparnasse. Alle 16:15 parte il nostro TGV per Tours (18 € a persona).

Arrivati puntuali, siamo di nuovo a Tours. Ci dirigiamo subito a prendere una buona bottiglia da L’Hedoniste poi rientriamo per una cena tranquilla in casa. Appena entrati, stappiamo subito la bottiglia di Vouvray petillant e ce la gustiamo d’aperitivo con un crottin di capra alla lavanda. Rimasti senza nettare di Bacco, prendo il telefono (Skype) e prenoto per tre persone da L’Hedoniste. Una splendida cena poi un digestivo al Bistrot 64 prima e dopo al Serpent Volant (accanto – rue du grand marché, Tours). Il giorno seguente visitiamo il mercato, poi mi concedo due passi tra una sponda e l’altra della Loira in tutta tranquillità. Pelo e Balella restano in casa. Il pomeriggio io visito una mostra fotografica al castello, mentre Pelo si concede una degustazione di Whisky da Glen Broody (vedi racconto su Tours). La sera cibo vietnamita de Les Halles Centrales. Poi un boccata d’ossigeno all’Oxigen Bar. Il giorno seguente prepariamo le valige, puliamo la casa, consegno le chiavi al proprietario, ringrazio e riparto definitivamente per l’Italia dopo due mesi di assenza. Il TGV delle 12:02 ci riporta a Paris Montparnasse (€ 18), poi metro(€ 1,70), poi RER B (€ 8,50) per l’aereoporto CDG 2. Da Tours è possibile servirsi di un TGV diretto per l’aereoporto ma il prezzo lo rende sconveniente. Costa almeno 50 € (il doppio). Se lo trovate a meno però, non rinunciatevi.  Dopo aver sistemato bene le valige per il check-in, alle 16:30 l’aereo EasyJet per Malpensa si alza in volo.

Consigli pratici

  1. Sostituire il nome di Grace Kelly sul sito EasyJet con quello di Balella mi è costato 120 €.
  2. Il bagaglio a mano con EasyJet non ha limiti di peso. Quello da stiva invece se eccede anche minimamente costa 12 € al kg.
  3. Non pagare il biglietto sulla metro costa 50 euri immediati. Ho visto dare multe senza se e senza ma.
  4. Il carnet completo per Metro, RER B e Autobus è sconveniente. Noi ci siam serviti di un pacco in due (5 a testa) al giorno di biglietti della metro, acquistabili al botteghino per 12 €. 5 biglietti bastano e avanzano. In 5 giorni Balella ha speso 17 € A/R per l’aereoporto + 18 € di Metro = 35 €. Il carnet da 5 giorni costa 50 €!
  5. Per avere maggiori informazioni su Tours cliccate qui. Per averne altre su Parigi cliccate esattamente qui.
  6. Le bottiglie in valigia da stiva per evitare di romperle, le ho avvolte singolarmente in un asciugamano da spiaggia prima e poi chiuse in una borsa di plastica.
  7. Consigli, domande, suggerimenti o indirizzi utili nel vano sottostante. Grazie!

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In tour @ Tours…


Raggiungere Tours è tutto sommato semplice.  Partiti da Malpensa (Terminal 2) con un volo Easyjet comperato per pochi euro ( + 11 € per 20 kg di bagaglio da stiva + 9 € assicurazione e imballaggio bagaglio), dopo un’ora e qualcosa di viaggio, Io e Skate, atterriamo a Parigi Charles de Gaulle (teminal 2B). Attendiamo i bagagli che arrivano puntuali e integri, poi via dritti verso la RER B che per 8,50 € ci conduce in centro città. Prima però tappa a ritirare i biglietti per l’intercity da noi prenotato su sncf.fr per poter raggiungere Tours (la carta di credito senza chip non funziona al self-service, dunque fila al botteghino!). Dopo 40 minuti di tragitto, abbandoniamo la RER B all’altezza di St-Michel Notre-Dame, acquistiamo un ticket per la metro (1,70 €) e via verso Gare D’Austerlitz (metro numero 10). Piombiamo “à la gare” nel periodo dello sciopero generale che ha bloccato la Francia per diverse settimane (in seguito alla riforma delle pensioni: 1 anno in più di lavoro!) e ci troviamo tutti i treni in ritardo. Mangiamo dunque un panino terribile in uno dei bar della stazione: il locale sporco, la cassiera tocca panini e soldi tranquillamente, i piccioni svolazzano sui tavoli affollati all’interno alla ricerca di briciole (presenti in quantità industriale!). Così alla stanchezza del viaggio si aggiunge questo. Attendere due ore in una stazione del genere, non conviene. Chiediamo all’ufficio informazioni e ci viene detto che possiamo partire quando vogliamo! Ricordate in caso di sciopero non ci sono controllori! Ormai però, noi abbiam già timbrato. Il treno parte e dopo un paio d’ore arriviamo a Tours.  Il biglietto l’ho pagato 33 €… abbastanza costoso ma se si prenota con almeno 14 giorni d’anticipo si spende davvero molto poco (Prem’s a partire da 16 €).

Tours si presenta una cittadina molto carina, acquistiamo una cartina in edicola per 4,50 € e a piedi con i nostri maxi-trolley partiamo alla ricerca dell’ostello Fuaj (rue Bretonneau) da noi riservato on-line per la prima settimana di permanenza. Il prezzo è di 19 € al giorno (in singola con colazione), 295 € per un mese, 165 € per metà mese e 7 € per la tessera obbligatoria. La quota esclude la connessione Wi-Fi (35 € al mese), il frigorifero personale e la lavanderia. Guardandolo dall’esterno il posto si presenta bene, appena si entra si comincia a cambiare idea, quando si vede la stanza le idee si rafforzano, quando si vede la cucina cominci a convincerti veramente, quando vedi il bagno vorresti scappare! Volente o nolente ci devo restare per almeno una settimana ( Tot 116,64 € notte e colazione) mentre trovo un’altra locazione. La ricerca da parte mia, si fa ossessiva e disperata, sistemarsi prima di cominciare le lezioni all’Université Francois Rabelais è per me un obbligo morale. Come consigliatomi da un’amica francese (Isabelle) sbircio su homelidays.com e tengo monitorata la situazione, prendo appuntamenti e dopo due giorni trovo un’ottima sistemazione a due passi dall’Università: un bilocale in pieno centro storico per 450 €  al mese (con wi-fi, lavatrice, cucina, Tv e tutti i comfort del caso, restano escluse le spese del gas e della corrente). Confermo l’appartamento, torno in Ostello, ricompongo le valige e mi faccio rimborsare le tre notti non ancora godute (58,32 €). La mia nuova locazione si trova in un palazzo signorile in pieno centro storico (Place de Joulins) e il proprietario George Delisle (tel 0033 685 01 30 00 – cel 0033 254 44 3261- geo.delisle@orange.fr) si mostra da subito disponibile e gentile (300 € di caparra). Se si parla di vacanze, tale residenza costa 150 € a settimana. Il parcheggio è gratuito su uno dei due lati di Rue de Tanneurs davanti.

La zona di Tours e la città in generale è molto interessante da diversi punti di vista, ci si trova esattamente a 250 km dalla foce della Loira e da 750 km dalla sorgente di questo grande fiume non navigabile, ma le sue rive sono interamente ciclabili. La città rappresenta il punto strategico da cui intraprendere viaggi eno-gastronomici nella valle della Loira, tra castelli e vigneti. Anche il castello di Tours merita una visita, esso ospita mostre ed esposizioni artistiche di vario genere in continuazione (Emile Zola + André Kertesz – photographe 28/Nov/10 – 29/Mai/11). A pochi passi dalla Cattedrale di Saint-Gatien (da non perdere assolutamente).

E’ anche possibile visitare L’Etoile Bleue (15, rue di Champs de Mars) una ex casa chiusa salvata dalla distruzione e oggi divenuta un centro culturale con un certo stile. Mentre alle porte della città si trova il Bosco di Grandmont. Un area ricca di biodiversità che oggi rischia di scomparire. Un tempo si estendeva su una superficie piana di 100 ettari. Ora 20 soltanto. E’ però ancora popolato da molte specie di querce, orchidee e salamandre. Gli amanti della natura non possono mancare nemmeno una passeggiata, un pò di jogging o un pique-nique sulle rive della Loira a zonzo tra un ponte e l’altro, magari concedendosi un riposo sull’isola Simon, accessibile mediante la scala posta nel mezzo del Pont Napoleon.

Il centro storico è affascinante, la piazza Plumereau colma di locali affollati da giovani e turisti. Un locale sulla piazza che merita una visita è il Café du Vieux Murier.

Un locale tipicamente francese, Edith Piaf di sottofondo, tavoli d’epoca, champagne alla mescita (6,5 €) e così via. Turistico si, ma dotato di un’aura di autenticità.

Per quanto riguarda i bar da me apprezzati e frequentati devo segnalare in primis il Bistrot 64 e Le Serpent Volant in Rue du Grand Marche. Buona  musica in entrambi i posti e buon rapporto Q/P. Il primo in particolare (Bistrot 64) propone un’ottima selezione di whisky a prezzi corretti (dai 4 agli 8 €) e tante altre proposte di qualità: come il Kir Petillant, classico aperitivo preparato con Vouvray e un ottimo Cassis per soli 3 € al calice.

Il centro storico è affollato di negozi interessanti dal punto di vista gastronomico:  in rue Bretonneau si trovano due boulangerie molto interessanti, io preferisco Hardouin. Più in là, in place du Grand Marché si trova Les Halles Centrales, un mercato aperto tutti i giorni, eccetto la domenica e il lunedì, nel quale potrete trovare tute le specialità di Francia. Selvaggine appena cacciate appese ai banconi, formaggi di tutte le qualità, vini, carni, pesci, docliiumi, frutta e verdure. Una meraviglia. In particolare ho familiarizzato con Magali et Cédric Rouablé, i quali gesticono Le Basse – Cour (Rosticceria, volatili e selvaggina tel 0033 247 38 61 78). Si può trovare inoltre la pregiata Gelline de Touraine, una qualità di gallina tipica dei dintorni di Tours. “Chez Cédric” in particolare ho appreso come fare il foie-gras, che ho comperato da loro e che poi ho cotto, dentro una terrina, a casa mia (€ 29,36 1/2 kg di foie gras de canard + 15,80 la terrine acuistata da Ultima in rue National). Per chi come me non cucina in casa per  più di due volte consecutive, può trovare in questo mercato coperto numerose soluzioni già pronte, per esempio una “quaglia in salsa di uva bianca” (€ 5 l’una) oppure ottimo cibo vietnamita appena cucinato!

Due volte a settimana (Mercoledì e Sabato) invece nella piazzola limitrofa, si svolge il mercato dei produttori locali, che arrivano dalle campagne e vendono i loro prodotti. Frutta, verdure, uova, funghi, pani, mieli, formaggi, carni, salumi e tanti altri doni della Natura. Se cercate una buona selezione di birre artigianali, non dovrete fare molti passi per raggiungere (sui lati de Les Halles Centrales) l’enoteca Cavavin. Altro negozio molto interessante è Glen Broody il quale vende solamente Whisky e Champagne d’exception con ricarichi corretti. Gli amanti del Vintage possono trovare quel che cercano in rue du Grand Marché (Pause Café). 

Per quel riguarda i ristoranti gourmet, a Tours si trovano 4 Bib gourmand. Tutti propongo piatti della tradizione francese e molte formule menu sia per il pranzo che per la cena. La Duvalière è il più centrale di questa categoria. Ho mangiato bene al prezzo giusto. Servizio buono per 40 € a testa (menu completo + vino Francois Pinon). Non mi ha entusiasmato perchè questo tipo di tradizione francese che propone su tutta la francia gli stessi piatti mi ha un po’ stancato. Il Maigret de Canard, le cappesante (Saint Jacques), il foie gras, il tortino al cioccolato con il cuore tenero e quant’altro mi hanno un poco assuefatto dopo due mesi di permanenza. Ogni Bib-Gourmant li propone.

Altro Bib della città è il “Bistrot de la Tranchée” ( 103 av. de la Tranchée – Tel 02 47 41 09 08) sull’altra sponda della Loira a 200 metri dal Pont Wilson. Un locale tipicamente francese, sia nell’arredo che nella proposta dei piatti. Buoni i prezzi dei menu (a partire da 18 €). Buono e giovane il servizio.

@ Se volete provare un eccellente esecuzione della cucina Tourangelle, non potete evitare la tappa a Le Petit Patrimoine (58, rue Colbert – tel 0033 247 66 05 81). Ottimi piatti a ottimi prezzi. Davvero nulla da dire. Secondo me una grande semplicità fatta come si deve per un totale di 21,70 € (menu completo + una birra Bio da 0,33 artigianale).

Da segnalare l’ottimo guanciale di maiale saltato in padella a secco. Eccellente!

@ Quando si parla di buona cucina e di buoni vini a Tours, non bisogna dimenticarsi L’Hedoniste (18, rue Lavoisier – tel 0033 247 05 20 40). Un ristorante dal design moderno e dall’atmosfera rilassante situato tra il Castello di Tours e la Cattedrale di Sain Gatien. Eccellente la proposta vini sia in carta che nella piccola botteghina a fianco. Ricarichi più che onesti. La cucina propone piatti eccellenti della cucina tradizionale, interpretati in modo originale. Qua non si sbaglia nemmeno un colpo. Tante le formule menu a partire da 24 € per arrivare a un massimo di 40 €!

Un insieme di circostanze mi ha portato a cenare anche da Barju, un ristorante “presque” traditionnel ubicato a pochi passi da Place Plumereau (rue du Change – tel 02 47 64 91 12). Il menu degustazione “pique-nique” da noi scelto (unico disponibile) viene proposto a un prezzo più che ragionevole 48 €. Aperitivo prima, due bottiglie (una di Muscadet e una di Vouvray) più il menu portano il totale a un prezzo di 60 €! Direi più che corretto. Un uso smodato dell’affumicatore da forno ha rovinato alcuni piatti e ha standardizzato i sapori di numerose pietanze servite. Alle domande: “ci torneresti?” e “lo consiglieresti ad un amico?” risponderei in entrambi i casi No!

Se a Tours ci siete arrivati in auto, non mancate una o più visite fuori porta. Il Castello di Chambord vi attende per mostrarvi tutta la sua magnificenza (ingresso gratuito per i ragazzi della Comunità Europea sotto i 26 anni).

Se capitate invece in Dicembre, a Blois tutti gli anni si svolge un salone di vini naturali: Les Vins du Coin (ingresso 3 €).

Consigli pratici e annotazioni:

  1. Se avete la possibilità e l’occasione (almeno una settimana) andateci in auto, potrete godervi tutti i dintorni: cantine, boschi, castelli e quant’altro.
  2. Constato, mio malgrado, che la città di sera si riempi di ubriaconi. Urla e schiamazzi vari sono all’ordine “della notte”. Risse, vomitate e bottiglie rotte pure.
  3. Le scale che da Place de Joulins portano all’Università sono un vero e proprio ECO-MOSTRO!
  4. Per la prima volta ho usato le @ per segnalare i locali che più di tutti mi son piaciuti. Si tratta di una prova. Presto rivedrò anche i vecchi articoli e proverò a metterle anche in quelli.
  5. Non ho più parlato di Skate, comunque tranquilli si è sistemata bene anche lei.
  6. La Loira è una grande zona di produzione vitivinicola con ottime eccellenze. Scopritele a L’Hedoniste, ve ne innamorerete!
  7. Ho provato L’Oxigen Bar, un locale che somministra pozioni di ossigeno aromatizzato, tipo aerosol  (5 € – 15 minuti). Niente di che, tranquillamente evitabile!

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Sea-cilia 3: Favignana e Trapani


Dunque Favignana. Il cielo è ancora coperto e decidiamo di abbandonare l’opzione mare. Una colazione in piazza poi due passi a zonzo per il centro storico mentre si decide il da farsi. Ad un certo punto Greace Kelly propone:<<perchè non un giro in scooter a visitare tutte le cale dell’isola?>>… << Ma perchè no?>> rispondo a mia volta. Allora torniamo in prossimità del porto e ci fermiamo al Noleggio Plaia, in via Florio 4/5.  Scooter 125 Piaggio Liberty a 15 € al giorno… l’ideale per noi due.

 

Lo scooter ci viene consegnato a secco come d’accordo, e tale va riconsegnato. Perfetto. L’unico distributore dell’arcipelago è proprio dietro l’angolo. Via alla nostra esplorazione su due ruote. Prima Cala Rossa, poi Bue Marino, Cala Azzurra, Lido Burrone, Cala Grande, Punta Ferro, Punta Faraglione e le altre. Una pausa pranzo veloce ci riporta nel centro abitato per un trancio di pizza, una brioche con gelato e due caffè. L’idea era quella di recarsi a pranzo alla Bettola, ma l’ora tarda (2 pm) aveva già chiuso il ristorante. Il caffè, così come la colazione alla mattina, lo prendiamo nel bar gelateria sulla piazza. Il locale è vuoto, sono da poco passate le 2 pm, all’interno solo i tre camerieri. Ci sediamo, aspettiamo 20 minuti, poi entriamo a ordinare due caffè. I camerieri ci assicurano che comunque sarebbero venuti loro. Tranquilli. Ci vengono portati i caffè (€ 1,20 l’uno) con i cucchiaini sporchi (come la mattina del resto!) e due bicchierini di plastica contenenti acqua a parte (esattamente come la mattina)!. E’ora di andare a farci un bagnetto… al mattino abbiamo curiosato l’isola… ora abbiam scelto… il bagno lo faremo a Cala Rossa, quella che ci ha maggiormente colpito. Anche Bue marino non è male… ma Cala Rossa ci ha stregati.

Siamo a secco, aggiungere un paio di litri al serbatoio ci  permette di goderci più tranquillamente il pomeriggio. Sono le 3 pm ci rimettiamo in sella e giungiamo davanti al distributore, puntualmente chiuso. Tale esercizio riapre alle 16,00 così decidiamo di aspettare seduti sul molo del porto. Alle 15:45 arriva il giovane benzinaio…”recuperare un quarto d’ora non sarebbe male.. è prezioso il tempo, sopratutto quando se ne ha poco a disposizione.” Mai dire mai. Il giovane si chiude nel suo gabbiotto e si fuma tranquillamente una sigaretta. Nel frattempo cominciano ad accodarsi auto, scooter e camioncini… poi compila manualmente il tabellone dei prezzi, poi fa due chiacchere con gli amici, poi serve prima qualche conoscente, poi alle 4:20 pm ci fa benzina. Grazie! Ripartiamo in fretta e furia per la vicina Cala Rossa, via i vestiti, un bagno veloce un paio di fotografie e giù di nuovo in paese. Riconsegniamo gli scooter al noleggio Plaia, ci riprendiamo i bagagli e poi dritti al porto. Alle 5:25 parte l’aliscafo USTICAlines che ci conduce direttamente a Trapani (17,60 € a persona).

Scaricati al porto, sfodero la cartina e scopriamo che il  B&B Ai Lumi nel quale abbiam prenotato si trova in Corso Vittorio Emanuele esattamente nella via parallela alla nostra.

L’alberghetto si trova all’interno di Palazzo Berardo Ferro, un’imponente costruzione del XVIII secolo. La reception all’interno del cortile, ci accoglie in modo gentile e amichevole. Tutta un’altra storia. Ci viene affidata la stanza 35, la più remota ma una volta aperta la porta… constatiamo che si tratta della più bella. Molto più di un B&B, questa è pulitissima e dotata di tanti comfort extra. Cucina, 3 divani, frigo con acqua in bottiglia gratis e vino (Tenute Adragna, a pagamento). Un gran bel posto.

Non esiste ascensore alcuna che ci salga i bagagli (3 rampe di scale). Solo il giorno dopo scopriamo che esiste invece una carrucola nel cortiletto che facilita questo lavoro. Un poco ristrette le dimensioni del bagno, sproporzionate rispetto all’ampiezza e all’eleganza delle altre sale. Comunque si respira un’aria di charme. Riposino poi doccia tonificante. Nei pressi dell’albergo si trova La Tavernetta Ai Lumi (stessa proprietà e gestione) e un’altra osteria chiamata La Bettolaccia (Via Gen. E. Fardella, 25, Trapani, Sicilia, Italia tel 0923 21695) entrambi segnalate dalla guida Slow Food.

Noi abbiam scelto di seguire il Gambero Rosso stavolta, sperando almeno l’ultima sera di chiudere in bellezza!.  La guida parla chiaro, avverte della lentezza del servizio ma ciò ormai non ci stupisce più. Dunque @ Cantina Siciliana (via Giudecca, 36 tel 0923-28673). Questa osteria collocata al centro del quartiere ebraico di Trapani è un posto grazioso, ben tenuto e ben frequentato. Il padrone di casa ci accoglie con gentilezza e garbo, stessa cosa fa la cameriera che ci accompagna al tavolo.  Il locale è particolarmente affollato e questo aumenta un poco la lentezza del servizio, capiamo e attendiamo con calma. Finalmente un pasto come si deve. Non ci facciamo mancare niente. Antipasto, primo, secondo e dolce (+ marsala). Buono anche il servizio, lento per ovvi motivi. Complimenti. Il vino consigliatomi non mi ha convinto, ma la proposta è comunque buona e interessante.

Antipasto misto di mare, spaghetti rotti in brodo di pesce (ottimi!), involtini di pesce spada (squisiti!), insalata mista alla siciliana (con capperi e olive!) e cassata fatta in casa, davvero splendida. Il conto totale è di 78 € in due!.

Sazi e soddisfatti rientriamo passeggiando beatamente verso il B&B Ai Lumi di proprietà della signora Francesca, titolare assieme al marito sia del B&B che delle Tenute Adragna.

L’indomani una ricca colazione ci viene servita nella tavernetta al piano terra dello storico Palazzo. Paghiamo pegno, 90 € a notte “la doppia” e scrocchiamo un paio di suggerimenti per come raggiungere Erice con i mezzi pubblici.

Ci portiamo in strada e cominciamo a camminare verso Via XXX Gennaio dove ferma la linea 21 che ci avrebbe condotto alla funivia che sale a Erice. Dopo circa 25 minuti di viaggio giungiamo alla nostra meta. La funivia sale regolarmente, acquistiamo i biglietti (6 € A/R a testa) e partiamo. Il panorama si fa sorprendente, ai nostri piedi la città di Trapani si tuffa nel mare, davanti a noi riposano le Egadi, a sud invece si vedono le saline.

Erice è una piccola città posta in cima all’omonimo monte a ridosso di Trapani. Numerose cartine fisse, guidano i turisti alla scoperta delle sue bellezze. Nel frattempo si avvicina l’ora del pranzo. La cittadina è molto affollata, sbirciamo ogni menu ma nulla ci attrae. Troppo turistica è la situazione.

Consiglio vivamente una visita al giardino del Balio e al Castello di Venere. Due luoghi che offrono meravigliosi scorci.

Da segnalare che nei pressi del comune si trova il secondo negozio di LIBERA TERRA di Sicilia. Uno spazio aperto grazie alla gentile concessione che l’attuale amministrazione comunale ha effettuato alla Cooperativa, che ha così potuto aprire il suo secondo spaccio in Sicilia. Vasta la gamma proposta ai clienti, tali prodotti derivano da coltivazioni BIO di diverse località del sud-italia (Puglia, Campania e Sicilia per l’appunto). Tali aziende sono state un tempo confiscate alla mafia ed ora riattivate nell’ambito della legalità da ragazzi giovani e preparati. Ottimo il rapporto Q/P dei loro prodotti.

L’ora del pranzo si avvicina e non ci resta che sfogliare la guida del Gambero Rosso 2010, che segnala un locale a Erice (mare) e ne parla molto bene. Si tratta del ristorante dell’Hotel Tirreno, un locale chiuso dal 2007 e ancora recensito dalla guida 2010 (sparito nella guida 2011). Pazienza capitano anche questi inconvenienti. La nuova guida GR 2011, uscita in questi giorni, segnala invece un certo Nannì (fraz. Casa Santa tel 0923 555811). Dunque di nuovo città. Ci serviamo nuovamente dei mezzi pubblici per raggiungere il centro. Scendiamo in via XXX Gennaio, ci portiamo sul lungo mare (via Ammiraglio Staiti) e come consigliatoci si fa tappa da Angelino. Un ristorantino originale che prepara ottimi arancini e deliziosi dolci di ricotta, a pochi passi dal porto (tel 0923 26922).

Purtroppo abbiam mancato una pizzeria che pare essere storica qua a Trapani, essa si chiama Da Calvino (Via Nunzio Nasi, 91100 Trapani, Sicilia, Italia tel 0923 21464) Un antico bordello adibito a pizzeria. Sarà per la prossima volta!

Con questo pasto si conclude la nostra prima vacanza in Sicilia, puntualmente dal cielo rispunta il sole alle 6 pm, ora in cui noi saliamo a bordo del pullman che ci riporta all’Aereoporto di Birgi (€ 4,50). La fermata dell’autobus è esattamente lì, dove il giorno prima ci aveva scaricato l’aliscafo alle spalle del B&B Ai Lumi.

Considerazioni finali:

  1. Sicuramente tornerò (forse anche presto) a Trapani e a Marettimo, probabilente eviterò di fare tappa a Marsala e a Favignana. Visiterò inveceLevanzo.
  2. Sono rimasto impressionato e spiacevolmente sorpreso dalla quantità di plastica che mi è stata servita nei bar, nei ristoranti e nelle gelaterie. L’uso del bicchiere di plastica lo ritengo assurdo sopratutto su un isola come Marettimo o Favignana dove poi, tali rifiuti, risultano difficili da smaltire.
  3. Sono stato invece colpito dalla volontà e dalla forza degli anziani, sempre pronti ad aiutarti e a darti ottimi consigli. Sopratutto a Marettimo essi rappresentano il vero motore dell’isola.
  4. Si spende qualche cosina in meno ma si ha anche meno. Talvolta buone le materie prime. Abbondanti le porzioni, ma un servizio vero e proprio (inteso come arte!) non esiste. Esistono ragazzi che ti portano al tavolo quel che ordini. Sarei ben contento di pagare qualche spicciolo in più e godermi meglio i miei pasti e i miei momenti di relax.
  5. A Trapani non ho trovato nemmeno un bar e nemmeno una gelateria seria degna di nota. L’unica pasticceria segnalata dal GR era chiusa. Un locale storico di tutto rispetto, dove gustare un buon caffè con ottimi dolci fatti in casa, serviti come un grande bar dovrebbe saper servire, non l’ho trovato. Nemmeno uno.

Accetto consigli e dritte… prima o poi tornerò!

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Sea-cilia 2: Marettimo, le Dolomiti in mezzo al mare.


Marettimo, la più lontana delle tre Isole che compongono l’arcipelago delle Egadi, è facilmente raggiungibile da Marsala e da Trapani, dopo un’oretta abbondante di aliscafo. Marettimo è sia il nome dell’isola che il nome del paese. Un piccolo villaggio a misura d’uomo dotato di tutti i comfort e di tutti servizi di cui un viaggiatore ha bisogno: guardia medica, farmacia, internet-point, poste, noleggio barche, bancomat, bar, ristoranti e pizzerie.

Appena scesi al porticciolo del paesino, ci si trova in un’atmosfera davvero rilassante. I pescatori della zona ti accolgono calorosamente e per 15 € a persona ti propongo la maggior attrazione dell’Isola: il giro in barca. Un giro che permette di scoprire tutte le calette più esclusive dell’isola in circa tre ore (Rosario Aliotti, tel 0923 923116 – 338 6385198).

Come accordo telefonico con la signora del B&B La Terrazza (Via G. Pepe – tel 0923 923252 – cel 368 7681571) proseguiamo lungo il muro che costeggia il porto per circa 200 metri e all’angolo incontriamo la padrona di casa, Cristina Aliotti, che con simpatia e cordialità ci accompagna alla nostra stanza. La camera si presenta bene, pulita e confortevole. Unico problema la veneziana del balcone rotta. Il bagno privato (non in comune!!!) a pochi passi nel corridoio.
Sin dal momento della prenotazione la signora Cristina si è sempre dimostrata cordiale e disponibile. Solo conoscendola di persona ci si accorge quanto sia importante avere a che fare con un persona così: ogni giorno propone ai suoi clienti soluzioni ottimali per vivere e scoprire al meglio l’isola e i suoi segreti. La sua ex-esperienza da guida turistica, vi permetterà di averla a disposizione sempre.

Ho trovato questo indirizzo su TripAdvisor, le recensioni ne parlano bene e lo collocano in cima alla classifica dei B&B dell’Isola. Buono anche il rapporto Q/P: 50 € a notte la doppia con colazione, 45 € senza colazione. Le pulizie in stanza vengono fatte ogni 3 o 4 giorni.

Dopo aver scambiato due chiacchiere siamo pronti per il mare. Prima però uno spuntino è d’obbligo. Ci rechiamo così dall’unico fornaio dell’isola. Cosa c’è di meglio di un pane cunzato (pomodorini, acciughe, aglio e origano € 2,00) fatto a regola d’arte??? Niente.

La giornata è bellissima e Praia Nacchi facilmente raggiungibile a piedi in soli 15 minuti. Questa piccola spiaggia di sassi fini si trova appena dopo il cimitero del paese ed è l’ideale per rilassarsi.

Unico problema è l’esposizione al sole.  La mattina sempre ben assolata, il pomeriggio verso le 4 pm passa in ombra. Così raccolto il nostro materiale, rientriamo in paese lentamente, ma un cartello mi induce in tentazione: Punta Bassano 30 min.

Così comincio a salire e dopo circa 25 minuti mi trovo in cresta e colgo pertanto l’occasione per vedere il versante opposto dell’isola.

Raggiungere Punta Bassano è semplice, ma la prudenza mi ha fatto fermare poco prima. L’ideale sarebbe percorrere l’ultimo pezzo di cresta in conserva, ovvero legati due a due. Sappiamo bene che in montagna non si scherza! In ogni caso si può godere di un panorama splendido anche dall’anticima.

Rientrati in paese ci concediamo un aperitivo al Bar Tramontana poi una cena al Ristorante “Il Veliero” (segnalato dalla guida Slow-Food 2010, Via Umberto 22, Marettimo). Buona la cena, in particolare gli spaghetti alla Palermitana (acciughe, pinoli etc…). Il servizio di basso livello. Non si spende tanto, ma non si deve nemmeno pretendere nulla di più. Tovagliolo in carta e sorbettino finale servito nel bicchiere di plastica. Il conto finale normale (2 coperti 4 €, 2 antipasti a buffet € 14,00, 2 primi 20 €, Acqua in plastica 2 €, 1/4 di vino alla spina € 4, TOT 44 €).

Il giorno seguente la giornata si presenta così e così, ma dopo la colazione in terrazza (pezzo forte del B&B), la signora Crisitina ha sempre a portata di mano un consiglio per noi:  andare al Castello (Punta Troia) è la soluzione migliore. Là  si trova una piccola baia riparata dalle onde e dal vento. Prima della partenza un giretto a comprare i viveri per il pranzo. Tappa alla Cambusa un piccolo negozietto con tanti prodotti tipici siciliani di qualità.

Per noi un panino con capocollo di maiale nero di Sicilia, primo sale di pecora e pan pizza trapanese cotto in forno a legna (antica ricetta araba).

Il castello è facilmente raggiungibile (circa un’ora a piedi) seguendo la strada che costeggia il porto vecchio.  A metà via una piccola fonte di acqua fresca.
La sera di nuovo tappa al Tramontana per una birra e dopo la doccia, la cena “Al Carrubo” (C/da Pelosa,3 tel 0923 – 923132) a pochi passi dal B&B. Anche qua vale lo stesso discorso: buono tutto ma niente di più. I dolci meritano una nota e in particolare il cannolo rotto con gocce di cioccolato… da leccarsi i baffi!

Il terzo giorno a Marettimo ci si conosce già tutti, per strada si respira aria di familiarità. Questa volta la signora Cristina ci propone di andare a fare il bagno a Punta Libeccio (Cala Nera) dalla parte opposta dell’isola. Il sentiero è agevole e in meno di due ore, tranquilli tranquilli, abbiam raggiunto la destinazione nei pressi del faro.

Per il ritorno abbiam percorso una variante che ci ha condotto sino a punta Ansini e da li fatti ridiscendere verso Case Romane. Un sentiero (1 h e 15 min) non impegnativo anche se a tratti difficile. A renderlo più avventuroso ci han pensato le nuvole sopraggiunte in serata. Dalla punta siamo poi ridiscesi verso  Case Romane, un sito archeologico dove si trova una chiesa normanna, alle spalle del nostro B&B.

La sera stanchi e provati, puntiamo verso un’altro ristorante: Il Pirata in via Scalo Vecchio. Qua il servizio migliora un poco. I piatti sempre buoni e abbondanti. Interessanti le mie fritelle di neonata (Comunista!!! dirà qualcuno…) anche se davvero troppe. Stavolta però ci siamo concessi primo, secondo e dolce: 78 € in due.

Ogni giorno una caletta diversa, così il quarto ci viene consigliato di andare a Zotta Muletti. Si percorre lo stesso sentiero per Punta Libeccio sino alla Carcaredda, poi si scende seguendo il sentiero sulla sinistra per Zotta Muletti  appunto (circa 20 minuti).

Una vera e propria calettina riservata e riparata. Oltre a noi solo altre due persone. Il fondale è meraviglioso, dunque con tanto di pinne e maschera (perfettamente insalivata) si farà fatica a uscire dall’acqua. Il sole però è davvero cocente, perciò alle 4 pm rientriamo provati in paese.

Risaliti alla Carcaredda imbocchiamo un sentiero panoramico che conduce sino alle Case Romane in 30 minuti circa.

Da lì alla nostra “Terrazza”. L’ora presta ci permette un piccolo aperitivo in terrazza con le ricottine della Cambusa e una bottiglia di Grillo di Sicilia.
Dando retta ad una coppia di turisti di Torino alloggiati con noi nella camera a fianco, ci rechiamo alla Baia del Sole (piazza Umberto, 5 – Marettimo) per un aperitivo.

Grace Kelly si accomoda ai tavolini fuori ed io invece vado, come consigliatoci, nella pescheria (La Torre) dirimpetto ad ordinare due piattini d’aperitivo per noi. Dopo pochi minuti Enzo ci prepara: acciughe e triglie marinate e uno splendido assortimento di prodotti di tonnara (bottarga, cuore di tonno, mosciame, spada e tonno affumicato). A seguire una splendida frittura di acciughe fresche. Tutto per soli 10 € a testa (troppo poco!!!). Il vino e il dolce invece ce lo servono le ragazze del bar. A nostro parere questa è stata la migliore cena consumata in Sicilia fino a quel momento.

Presi dall’euforia il giorno seguente passiamo di buon mattino da Enzo della pescheria a comunicargli la nostra intenzione di fermarci anche per la cena di questo quinto giorno. Colazione al bar “La Scaletta” sul porto con tanto di spagnoletta alla ricotta e granita siciliana al caffè, rigorosamente in bicchieri e piatti di plastica!!!
Chiediamo poi un passaggio a un pescatore il quale ci conduce nuovamente a Zotta Muletti in barca. La forma a porticciolo della caletta permette facilmente lo scalo.
Prima di arrivare facciamo tappa in una calettina meravigliosa, irraggiungibile a piedi, dove l’acqua è splendida e il mare sotto di noi trasparente. L’ombra della barca si staglia sul fondale a 15 metri di profondità.
E’ il nostro ultimo giorno di mare completo. L’indomani le previsioni prevedono una giornata ancor più bella di quella odierna, avremo a disposizione soltanto una mezza giornata poi l’aliscafo ci riporterà sulla terra ferma… dunque il giro in barca è l’ideale…. la ciliegina sulla torta. Stavolta siamo soli in spiaggia e ci rimaniamo fino al tramonto, perchè poi sull’altro versante si fa buio presto. La cena da Enzo è diversa: Orata cruda marinata ai profumi di Marettimo (Buonissima!!!) e Cous Cous di pesce. L’assaggio di fritturina di questa sera non ha nulla a che vedere con quello della serata precedente. Peccato! Nonostante la notevole diversità, il conto è più che raddoppiato: 50 € in due vini esclusi. Sproporzionato rispetto alla “cena” precedente. Dunque molto meno entusiasti.

Nel centro del paese, in fronte al porto vecchio, si trova anche un piccolo “Museo del mare, delle attività e tradizioni marinare e dell’emigrazione”. Situato in via Campi,6 viene gestito dagli anziani pescatori dell’isola, vera forza e motore del borgo. (Associazione Culturale, Sportiva, Ricreativa, Turistica “Marettimo” tel/fax 0923 923000).

L’indomani il cielo è totalmente coperto e noi dobbiamo rinunciare al giro in barca, la maggiore attrazione dell’isola. “La prossima volta lo faremo subito appena arrivati! Ancor prima di appoggiare i bagagli!” esclama Grace Kelly. Ebbene si, purtroppo ci tocca rimandare.

Decidiamo così di ripartire subito con l’aliscafo Siremar delle 9:30 am (10,40 € a persona) improvvisando poi una tappa a Favignana per il resto della giornata.

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