Il vino secondo lui… Lino Maga


Esiste a Broni, in provincia di Pavia, un cortile dove un vignaiolo, Lino Maga per alcuni e Maga Lino per altri, ha sempre il portone aperto della sua casa/cantina/bottega. Un luogo senza tempo dove l’incontro si fa ricco, vera esperienza. Quest’uomo, il Signor Barbacarlo, racconta così il suo vino, la sua passione, il suo lavoro

“Negli ultimi anni la vendemmia avviene con un mese di anticipo, caldo e siccità rendono questo lavoro ancora più difficile, soprattutto per me. Eravamo abituati a vendemmie quasi tardive… intorno al 20 ottobre.
Nel 2000 io e mio figlio Giuseppe abbiamo dato vita alla nuova cantina secondo le norme imposte dalle leggi e dallo stato italiano, nonchè dalla comunità europea. L’agricoltura è stata distrutta dalla burocrazia dimenticando il ruolo del contadino, come vero artefice della produzione.

I certificati, oggi, fanno la qualità. Non è più una questione di terra (terroir)… è una questione di marchi: DOP, DOC, IGT, IGP.

Così facendo è stato rovinato il mercato del vino e gli stranieri vengono in Italia a cercare quel tipo di prodotto… certificato e garantito… ma da chi?

Questa situazione ci ha resi tutti degli sconfitti… Luigi Veronelli compreso! Una sana politica avrebbe dovuto privilegiare i luoghi di produzione, le sue diversità e le sue peculiarità. L’omologazione è contro natura. Stimo il lavoro degli enologi ma non quando producono i vini tutti uguali.

Trovo che la figura dell’enologo, oggi soprattutto, sia più adatta a fare controlli che a produrre vino.

Io, ora seguo solo la vinificazione…. le pendenze al 75% delle nostre vigne mi rendono impossibile il lavoro manuale.

Io produco solo due vini: Barbacarlo e Montebuono. Qua tutti fanno Sangue di Giuda dolce… io no. Io faccio Barbacarlo e Montebuono. Stesso metodo e stesse uve… a seconda dell’annata… ah già l’annata. Questo concetto poco chiaro agli enologi e ai consumatori. Perchè dico questo?

Perchè lavorando naturalmente i vini cambiano…ad esempio, prendiamo (stappando, ndr) il Barbacarlo 2009 e il Barbacarlo 2015… due vini completamente diversi: il primo secco e amaro (si è mangiato tutti gli zuccheri!) il secondo grasso e goloso. Non è merito mio…o colpa!.  Io non ho fatto altro che seguire la tradizione, raccogliendo l’uva al momento giusto e imbottigliando la primavera successiva alla vendemmia… solo così hanno origine quelle bollicine finissime che caratterizzano il mio vino. Tutto qui, naturalmente così.

Questo è il motivo per cui il mio vino invecchia e l’altro no. Le bottiglie hanno il culo fatto così apposta (mostrando il fondo di una sua bottiglia, ndr)… al vino convenzionale non serve, il fondo piatto va benissimo.

Ricordatevi che il vino è cosa seria… E’ nutrizione e nutrimento!”

Bibliografia consigliata:

  • Lino Maga anzi Maga Lino, Il Signor Barbacarlo di Valerio Bergamini (raro)
  • Vini e Vinili, 33 giri di rosso, Arcana editore (disponibile su IBS)
  • Effervescenze di Massimo Zanichelli (leggi qui)

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