Val Camonica: il fiordo della Lombardia


Trattoria Visconti

Un pranzo alla Trattoria Visconti (T. +39 035 908 153), ad Ambivere in provincia di Bergamo, è sinonimo di relax, salute e piacere. Fu così che, anzichè tornare a casa, decidemmo di fare una deviazione in Val Camonica, percorrendo la sponda ovest del lago d’Iseo per poi risalire il corso del Fiume Oglio.

Lago d'Iseo, Monte Isola, Sulzano

Arrivati a Darfo Boario-Terme ci siam goduti un percorso benessere all’interno del nuovo centro termale “Terme di Boario” coccolati da un’atmosfera rilassata e profumata, per poi passare la notte presso l’Hotel Rizzi Aquacharme dove alla grande gentilezza e professionalità del personale si affianca un servizio ristorazione (colazione inclusa) obsoleto, il tutto in una cornice elegante e ben curata.

Prestorik

L’indomani la nostra voglia di addentare il territorio ci ha portato alla scoperta di PRESTORIK (T. 0364 52 98 60 – M. 338 8555440 ) un negozio d’abbigliamento moderno  e di oggettistica montanara davvero speciale. L’alta qualità dei prodotti, qua venduti e manufatti, è rafforzata da un design accattivante e da uno stile alpino-camuno davvero inconfondibile. Questa idea di marketing territoriale è avanguardista, in Italia, e rappresenta una possibile via di sviluppo e valorizzazione territoriale da prendere in seria considerazione anche in altre aree geografiche della penisola. Magliette “folk & cool”, coltelli rurali, zaini montagnini e berretti in lana rendono questo angolo di mondo una pentola di idee, capace di comunicare ed esportare uno stile autentico, sano e ben rappresentativo di questo territorio.

Erbanno

A pochi chilometri da qui si trova la frazione di Erbanno, dove un giovane viticoltore, Enrico Togni, coltiva sapientemente le sue viti e produce ottimi vini di montagna. Questa piccola frazione di Darfo-Boario Terme porta il nome di un antico vitigno autoctono, l’erbanno (lambrusco maestri), presente in ValCamonica ma poco utilizzato perchè sostituito dalle varietà più produttive richieste dal mercato. Questo vitigno, nonostante poco produttivo, è caratterizzato da una forte tolleranza nei confronti delle malattie più comuni che normalmente intaccano i vigneti: oidio e peronospora. Ritengo doveroso approfondire questo argomento in poche e semplici righe, giusto per capire meglio di cosa stiamo parlando. Queste due malattie, molto probabilmente sono giunte dagli USA nella seconda metà dell’Ottocento, rispettivamente nel 1850 e 1870 circa. La prima è caratterizzata da una muffa bianca sulle foglie, si manifesta a temperature basse attorno ai 3/4°C, e viene curata in modo “naturale” con zolfo in polvere (simbolo della tavolo periodica S, dal latino sulfur). Alcuni vitigni sono particolarmente resistenti a questa malattia e, oltre a quello in questione, possiamo annoverare anche il Croatina e il Merlot. La seconda, invece, è riconoscibile in quanto sulla superficie della foglia della vite compare una sorta di “macchia d’olio” e sotto di essa dei funghi. Particolarmente diffusa in primavera ed estate questa malattia si cura con il rame (Cu sulla tavola periodica degli elementi, dal latino cuprum), un metallo somministrato alle viti in diverse forme (in soluzione e/o poltiglia bordolese) e concesso anche dai disciplinari del biologico e del biodinamico. Questi interventi, per tanto naturali che siano, se usati in quantità massicce provocano depositi dannosi sia per l’ambiente che per la salute umana. Salvaguardare un vitigno come l’Erbanno rappresenta così un opera pia davvero ammirevole, sia per la salvaguardia della biodiversità che per la possibilità di coltivare, e produrre, meglio.

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Nel primo pomeriggio proseguiamo verso Ponte di Legno. Una piacevolissima strada tra siti rupestri (patrimonio UNESCO), borghi storici, allevamenti ittici e maestose centrali idroelettriche. L’ora presta ci ha concesso una sosta al Coren delle Fate (nei pressi di Sonico –  accesso libero e gratuito), un sito archeologico dove si possono ammirare  forme arcaiche di scrittura e un antico forno per la lavorazione dei metalli, tra boschi e panorami d’incanto.

Cavallino, Vione

Sul far della sera, raggiungiamo in poco tempo, la graziosa frazione di Vione chiamata Canè dove presso l’osteria Cavallino (segnalata dalla guida Slow Food – Tel +39 0364 94188 ) ci attendeva tanta neve, un’accessoriata stanza (mini-appartamento) e un’invitante cena: antipasti misti con scamorza affumicata e terrina di cervo, pizzoccheri con bitto e verza, capriolo in umido, costolette di cervo al ginepro e una carta vini semplice ma non banale. Il tutto per la giusta cifra di circa 160 € (cena + pernottamento + colazione). La grande ospitalità ricevuta è offuscata da una forte puzza di fumo passivo che, a un non fumatore come me, potrebbe dar fastidio. Gli altri sono solo complimenti.

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L’indomani il sole spunta e con lui anche la nostra voglia di sci ai piedi e, oggi giorno, è possibile raggiungere il passo del Tonale direttamente da Ponte di Legno ( prezzo skypass 4 ore – € 36). Nonostante la noia delle piste, per l’esibizionismo dei più e l’assordante musica dance dei chioschi sulla neve, la giornata si è rivelata tranquilla e non affollata, proprio come piace a noi. Il rientro, rapido e tranquillo, ci ha condotto sul lago d’Iseo in poco più di un’ora grazie ai nuovi collegamenti stradali.

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Dopo aver scattato alcune fotografie al tramonta a Sulzano, davanti a Monte Isola, le strade ci portano alla bellissima ALBERETA (Resort in Franciacorta). Un posto che mi piace frequentare per la sua capacità di mettere a proprio agio il cliente, qualsiasi tipo di cliente. L’arredamento semplice, curato e raffinato, fanno di questo posto una vera e propria eccellenza dell’ospitalità all’italiana (prezzi a partire da 320 € la doppia+colazione). Un’emozione da provare. Per la cena scegliamo una novità in Terra Moretti, ovvero Burro&Alici: locanda di mare. Un pezzo autentico di costiera amalfitana nel quale Gaetano e Pasquale Torrente replicano i loro piatti di punta abbinati a una carta vini davvero intelligente. Il nostro viaggio si conclude con un’interessante visita presso l’azienda agricola Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo, dove il Franciacorta trova una delle sue forme più naturali di espressione.

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