E luce fu, di nuovo.


A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu: voyelles,
Je dirai quelque jour vos naissances latentes:
A, noir corset velu des mouches éclatantes
Qui bombinent autour des puanteurs cruelles,

golfes d’ombre; E, candeurs des vapeurs et des tentes,
lances des glaciers fiers, rois blancs, frissons d’ombelles;
I, pourpres, sang craché, rire des lèvres belles
dans la colère ou les ivresses pénitentes;

U, cycles, vibrement divins des mers virides,
paix des pâtis semés d’animaux, paix des rides
que l’alchimie imprime aux grands fronts studieux;

O, suprême Clairon plein des strideurs étranges,
silences traversés des Mondes et des Anges:
– O l’Oméga, rayon violet de Ses Yeux!

Vocali, A. Rimbaud – 1874

RiLuce, SacraFamilia, Vini, OltrePo

Il Gustofilo

Di Giorgio Mercandelli e dei suoi vini ne avevo già parlato. Ora la storia ricomincia da zero in quel di Canneto Pavese. Dopo un periodo di nuovi studi e sperimentazioni presso l’Università di Riccagioia, Giorgio torna a produrre i suoi vini tanto amati quanto, ahimè, non capiti. Vigneti scoscesi, pendenze epiche e viti selvagge fanno di questa cantina un esempio da seguire per riuscire a produrre vini di ottima qualità. “Oggi l’agricoltura ha una forma militaresca e noi, esseri umani, non siamo più abituati a vedere le vigne libere. Si sente spesso parlare di terroir… ma che cosa è il terroir? Il terroir, al giorno d’oggi, non esiste. Io credo che sia stato semplicemente distrutto!” Con queste parole Giorgio Mercandelli, titolare dell’azienda agricola RiLuce, racconta che cosa lo ha spinto a seguire questa strada della “NATURA, SENZA COMPROMESSI”.

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“Oggi un agricoltore normale esegue circa venti trattamenti in vigna… ogni situazione genera problemi alla vite: se piove, se fa vento etc etc… Se è vero che il frutto è l’immagine del Terroir, quale frutto coglieremo da piante coltivate così ? Il vino è un prodotto egoistico, come altri del resto (esempio cucina), dove si lavora per costruire un gusto in modo che la gente si ricordi il gusto. Sono quarant’anni almeno che le cantine lavorano in questa direzione.” E’ deciso e convinto Giorgio quando affronta queste tematiche a lui, e a noi, molto care.

RiLuce

Giorgio Mercandelli

L’idea che giace alla base di RiLuce è una nuova concezione di vino, non più come elemento gustativo, non più come una mera bevanda, bensì come espressione autentica delle forze della natura che si concentrano nei suoi vigneti: la luce, l’acqua, la terra, i colori, i suoni.

“Il sole è alla base dell’energia presente su tutto il pianeta Terra. Il nostro metodo di produzione è un cammino così diverso che nel vino abbiamo solo frequenze, basti pensare che parliamo di 120 giorni di macerazione… solo così riusciamo a far tradurre il terroir alle nostre piante… esse funzionano, di fatto, come un tubo estrattore in grado di far ingerire l’energia della terra a noi umani! La macerazione è un processo in grado di raccogliere le frequenze del sole che sono stampate sulla buccia dell’uva.”

Rosso Pavia 2012, Etichetta Bianca

Franco Malinverno e il Rosso Pavia 2012 (etichetta bianca)

Concetti profondi, riflessioni serie e pensieri sottili costituiscono la mentalità produttrice di Giorgio che conclude la nostra visita in cantina così:

“Se noi non lavoriamo la terra nessun altro può fare il vino al posto nostro. Sappiatelo! Oggi si sente parlare di Orange-Wine, i quali talvolta provengono da miscele di rosso e bianco. Il mio vino è un paletto che serve agli altri, più che a me, per determinare un buon prodotto, un eccellente gusto. Nei miei vini le forze della natura sono presenti e si manifestano alla massima potenza.”

www.riluce.net 

Bianco, Pavia

E 2007, il vino che sa di tuono

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