Alla ricerca del chiodo d’oro


La Val Sabbia, collocata nell’alta Lombardia, tra il lago d’Iseo e quello di Garda, è una valle tutta da scoprire. Qua si può incontrare la natura selvaggia, la cultura territoriale e la buona gastronomia. Un luogo da esplorare fatto di spazi verdi incontaminati e percorsi tranquilli capaci di riconciliare l’uomo con l’ambiente circostante.

Raggiungere la Val Sabbia in auto è agevole e, una volta abbandonato il Lago di Garda, ci si inerpica in questa valle che in pochi chilometri vi conduce al Lago d’Idro, un lago da salvaguardare per la bellezza dei suoi colori e per gli innumerevoli scorci che regala ai visitatori.

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Monte Pizza, Chiesa di San Gervasio

Se volete farvi una cultura generale sulla flora e sulla fauna del luogo non dovete mancare di visitare l’Azienda Agricola Naturalistica “Il Daino” in via Romanterra 23/A  a Bagolino. Qua, dove l’obbiettivo principale dei gestori è quello di mettere in contatto gli animali con gli umani in modo naturale rispetto agli zoo, potrete vedere daini (sia il melanico di colore grigio scuro che l’isabellino maculato), fagiani, caprioli, pernici e scoprire le numerose varietà di erbe mediche e aromatiche che popolano questi boschi:   uva spina, erba cipollina, agrifoglio, stelle alpine, ginepro, ribes, malva bianca (altea), ruta, melissa, radicchio selvatico (radicchio/insalata dell’orso), comede (spinaci di montagna), crescione selvatico etc etc etc L’azienda si trova a pochi passi dall’importante sito geologico “Romanterra” dove si trova uno dei celebri chiodi d’oro (golden spike) sparsi sulla crosta terrestre, capaci di identificare le età geologiche di due affioramenti rocciosi. Questo chiodo posto nel bel mezzo del fiume Caffaro segna il limite tra il piano roccioso Anisico (242,5 milioni di anni fa) e quello Ladinico (240,5 milioni di anni fa).

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Tutta questa bellezza si trova ai piedi del Monte Pizza, il quale con la Chiesa di San Gervasio posta sulla cima, rappresenta il simbolo di questa cittadina protetta dai monti.

Non è possibile parlare di Bagolino senza citare il celebre formaggio Bagoss (presidio Slow Food) che qua si produce. Una rarità unica che si ottiene con ben 350 litri di latte per ogni forma. Il tipico colore giallo oro è dato dalla qualità del latte d’alpeggio e dallo zafferano. La sua preparazione segue un rituale unico al mondo e la salatura a freddo lo rende inconfondibile (non in salamoia). Per salvaguardare questo formaggio, tra i più nutrienti al mondo, è nata una cooperativa il cui obbiettivo principale è quello di ridurre la filiera, promuovendone la vendita e il consumo.

Bagolino, per la provincia di Brescia, rappresenta il comune più esteso con i suoi 109 km quadrati. L’unico dotato di un porto e di ben due stazioni sciistiche (Gaver e Maniva). Il centro storico del borgo è suddiviso in due rioni, Osna e Cavril, che con i loro portici disegnano geometrie davvero piacevoli in sintonia con il paesaggio circostante. La Cattedrale posta al centro è ricca di opere artistiche di grande pregio e meta ambita da turisti e appassionati.

Cattedrale di San Giorgio - Bagolino

Cattedrale di San Giorgio – Bagolino

Seguendo il corso del fiume Caffaro, confine geografico tra Lombardia e Trentino Alto Adige, si giunge in località Borgo San Giacomo (Ponte Caffaro) sul Lago d’Idro, dove è possibile visitare la chiesetta medievale (costruita attorno all’anno mille), la riproduzione in legno del celebre carnevale dello Scultore Gaetano Salvini (1988) e la scuola del legno dove lo scultore Abele Flocchini concepisce le sue opere. Le arti fanno di questo luogo un posto speciale. La scultura artistica ha dato il via anche a una scuola di liuteria. Qua entra in scena la musica, come si può ammirare negli affreschi della chiesetta, si insegna lo stile e la poetica del maestro Gasparo da Salò, liutaio al quale la scuola fa onore.

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Chiesa di Borgo San Giacomo

La visita in Val Sabbia è stata l’occasione giusta per cercare riparo e ristoro sul Lago d’Idro: La Casa del Lago B&B ad Anfo ci ha aperto le porte e ci ha accolto nel suo loft (in anteprima assoluta). Un posto incantevole gestito con cura, e restaurato con armonia, dalla famiglia Paltrinieri. Irene, con il fratello Carlo, si prendono cura di voi in uno scenario d’incanto affacciato sui monti e sul lago.

Tutto è pronto: la primavera/estate 2015 vi aspetta!

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