Basta(va) poco


basta poco
per esser furbi
basta poco oh!
basta pensare che son tutti deficienti

Vasco Rossi

La fortuna e il successo di tanti piccoli paesi che popolano l’Italia è, talvolta, in mano alle Pro-Loco e alle amministrazioni comunali, alle quali spetta il difficilissimo compito di capire quale strada percorrere. Ecco perchè il turismo in Italia, ancora oggi rappresenta una vera e propria risorsa da salvaguardare e da sviluppare. Esso ha bisogno di investimenti, umani ed economici, di savoir faire, di umiltà, di organizzazione e di una comunicazione adeguata. Molte volte ci si concentra sul numero di partecipanti, sulla piazza piena, sull’incasso e sulla mole di lavoro senza capire bene quale sia il lascito, positivo o negativo, di tali eventi. Ecco che torna doveroso parafrasare una pagina importante di “uno che la sa lunga” sull’argomento.

Un anno fa mi occupai di sagre, Pro-Loco e feste paesane per un’iniziativa editoriale del Sole 24 Ore al fianco di Davide Paolini, noto ai più come “il Gastronauta“. Insieme cercammo di capire, selezionare e premiare le feste che, inserite in determinati contesti, fossero in grado di valorizzare e promuovere veramente un luogo, una tradizione, un prodotto italiano. Così, passo dopo passo, abbiamo stilato una lista di “Feste e Sagre Gastronomiche”, più di duecento, capaci di parlare e lavorare al fianco delle aziende italiane per “fare impresa” con il solo obbiettivo di creare “business”, turismo vero e cultura, quella con la “C” maiuscola.

Nella prefazione al dodicesimo volume della collana “Le guide del Gastronauta”  (nelle edicole l’8 Dicembre 2012) viene dedicato molto spazio al concetto di sagra, intesa come “un luogo in cui gli aspetti costitutivi di un territorio si amalgamano in un tutt’uno, essendo complementari gli uni agli altri. La sagra deve essere parte integrante dell’identità storica di una comunità e di un paese; un connubio perfetto tra l’autenticità gastronomica e le tradizioni del territorio da cui questa proviene. La sagra è l’espressione della cultura materiale del territorio e deve avere come obiettivo la salvaguardia, la diffusione e la promozione del patrimonio territoriale: in essa si intrecciano gastronomia, cultura, tradizione ed economia. (…) La Sagra in quanto espressione dell’identità e della tradizione di un territorio deve avere come protagonista un prodotto che ha origine nel territorio sede della manifestazione, che ha dei profondi legami con la manualità, la sapienza dei suoi abitanti. Insomma la sagra non deve promuovere prodotti o piatti che non abbiano radici nel posto o siano molto diffusi in tanti altri territori. La sagra inoltre non deve avere quale principale finalità quella speculativa, ma deve essere un veicolo di valorizzazione della comunità e diventare, per questa, anche un momento di riflessione sulle proprie origini e sulle possibile risorse.”

Bastano poche righe a Davide Paolini per spiegare al mondo cosa significa fare promozione turistica e locale, pro-loco per l’appunto, un discorso ampio e complesso tante volte sottovalutato nei piccoli comuni, i quali ignorano l’importanza dell’argomento e non riescono a vedere il loro futuro all’interno di tali circuiti.

Non stupisce dunque l’episodio accaduto a Isola Dovarese, lo scorso sabato 17 Agosto, dove, durante i preparativi per la festa paesana, è stato commesso un “atto vandalico” nei confronti di tre turisti, forse i primi, che avevano deciso di passare in questo lembo di terra l’ultimo week-end prima del rientro al lavoro, tra gastronomia, mountain-bike e natura.

Cosa è successo? Niente… semplicemente è stata loro rimossa l’auto senza alcun permesso, senza i mezzi adatti, senza chiedere agli esercenti se avevano informazioni su quell’auto. Uno scenario aberrante che ha lasciato senza parole tanti passanti che increduli assistevano alla scena. Io, tra loro. E’ bastato un muletto e l’euforia di dominare la piazza a far perdere la testa ad alcuni funzionari comunali e ad alcuni “giovani” della pro-loco. Un’occasione sprecata per l’intera comunità di Isola Dovarese che ancora fatica a credere in un turismo vero, e sano, e in una collaborazione attiva tra enti, attività e esercizi locali. Bastava umiltà e rispetto perchè Isola Dovarese le potenzialità le ha e perchè é “un bel paese, con una bellissima piazza (di origine cinquecentesche, dei Gonzaga), ordinata, dove la vita scorre tranquilla senza scossoni, senza traffico.” Così Francesco Arrigoni, noto giornalista del Corriere della Sera, la descriveva ai suoi lettori.

(…) d’altronde è questa qua
la realtà di questa vita
di questa bella civiltà
così nobile e così antica (…)

Vasco Rossi

Per esempio a Vaglio, in Basilicata, fanno così: coinvolgono tutto il paese, distribuendo l’evento in tutte le vie, facendo scoprire ai partecipanti le bellezze artistiche del paese, le sue ricchezze e le sue attività creando diversi percorsi tematici all’interno. Tre giorni di festa per tutto il paese.

Vaglio2013

2 commenti

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2 risposte a “Basta(va) poco

  1. flagwaver85

    Come ti capisco, abito anche io in un piccolo paese in cui la piazza diventa ogni anno teatro di una rievocazione storica molto affascinante. Fino a un paio di anni fa ero impegnato attivamente nel gruppo degli sbandieratori locali, finchè un giorno non ho reagito a seguito di un maltrattamento gratuito subito durante i lavori in piazza da parte di alcuni funzionari comunali e alcuni “giovani”. A seguito della mia reazione sono stato ricattato: “o le scuse pubbliche o la non partecipazione allo spettacolo”. Ed è così che mi sono ritirato dal gruppo consapevole che entrambi abbiamo subito una grande perdita, ma è stata una decisione assolutamente necessaria. purtroppo vedo che ancora oggi non ha portato i frutti che speravo: far ragionare sui propri comportamenti… delusione.

  2. Pig

    più il paese è piccolo, più i suoi funzionari pubblici lo sono.
    l’ottusità e la poca lungimiranza sono mali difficili da estirpare, non per questo si deve smettere di combatterli.

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