La “guia” di Pelo – Pelo’s guide of Evora (Portugal)


Written by Pelo 

Il treno correva tra distese di ulivi e campi inaridti dall’eccessiva secchezza del caldo estivo. Il rosso terra, con la sua armonia, era il colore di questo viaggio. Passano tante piccole stazioni di altrettante piccole città e, sul finire, il treno si ferma in un’altra delle tante e invece no, è il capoluogo dell’Alentejo. E’ Evora.

Pelo a destra

Questa città, persa nell’interno del Portogallo, merita di essere visitata anche per ciò che di gastronomico può offrire. Infatti vi sono molti ristoranti, taverne e pasticcerie dallo stile e dai prezzi differenti sparsi per le strette vie di questo borgo, patrimonio dell’umanità.

Tra le osterie, nelle quali ho sostato per il desinare, mi limito a descriverne una, ora chiusa, chiamata la Taberna Porta Nova, per una questione di affetto. Puro affetto.

Purtroppo recentemente ha chiuso per problemi dovuti in parte alla crisi, ma vorrei ricordarla per valorizzare il lavoro di Luis e di sua mamma Carminda (la cuoca); una signora di quasi 90′ anni capace di allietare le mie serate con i suoi piatti specchio della vera cucina tradizionale Alentejana, complice la sua mano esperta che ha passato molti anni tra le fiamme dei fornelli.

Non è stato facile trovarla, in quanto l’entrata è una piccola porta nascosta nel muro e, per aprirla, bisogna accorgersi di una catenella. Così ho fatto, l’ho tirata, e quando sono entrato vengo accolto da un uomo senza età (Luis) con una vistosa sciarpa al collo. Gli ho chiesto se potevo mangiare (…cosa ti fà dire la formalità!!!) e mi ha risposto: “com certeza!”. Il locale è arredato fantasiosamente riutilizzando, e adattando, oggetti di famiglia e della tradizione contadina locale. Devo dire che, con creatività, si ottengono risultati ottimi senza spendere praticamente niente. I tavoli “spartani” non scadono nella banalità e ben si accoppiano con la buona musica diffusa nell’aria…

Qui ho avuto il piacere di gustare:

– Tra gli antipasti qualche fetta di Paio (un salame tipico.. ), del formaggio di capra e pecora, le uova di quaglia (molto delicate), il patè di tonno di zia Carminda e la viziosa maionese di pollo!! (consiglio: non mangiatela,potreste affezionarvi!!!). Il tutto può essere accompagnato o da vino rosso o dalla sangria speciale di Luis che ha riscosso molto successo tra gli amici che l’hanno bevuta. La ricetta è segreta, io la so e non ve la dico!!!

– Come primo ho assaggiato varie zuppe che, in Portogallo, sono una pietanza spesso consumata. Sì, perchè le zuppe, alcune ammodernate, sono un retaggio del passato povero e contadino di queste terre alentejane. Quindi ho provato la zuppa di pomodori, la zuppa di lattuga (alface) con uovo e formaggio intero all’interno, la Açorda alentejana che è una zuppa di baccalà con uovo e condimento di olio, cuentro (erba spontanea locale) e aglio, con pezzettini di pane che possono essere buttati dentro.

– Tra i secondi Luis mi ha servito la Feijoadas di gamberetti e calamari, la Bistecca di vacca accompagnata dalla crema di mela, la Migas (impasto cotto di farina e uova, a volte con aggiunta di carne di porco).

Poi si arriva finalmente alle dolci goloserie… tutte sono made in Taberna Porta Nova. I biscotti e le torte di Carminda quando ci sono sono sempre le benvenute… un consiglio è la mousse di cioccolato, che ha sbaragliato tutte le altre, con la dionisiaca crema di limone. Quando mi è stato regalato un barattolo di questa pensavo di diventare giallo da quanta ne ho mangiata!!!😛

Una sera, ospite di Luis e sua mamma, ho mangiato anche delle frittelle di zucca sia con cannella che con miele, affogate a piacere nella marmellata sempre di zucca, of course!

Nelle serenate notturne che può offrire la città di Evora è bene aggiungere quiete a quiete ed, allora, entrare in questa Taberna rappresenta un momento di riconciliazione con le tradizioni locali dove la storia si spiega nelle pietanze che Carminda prepara.

Bando ai mielosismi..! Un grazie immenso a queste due persone che con la loro semplicità mi hanno emozionato.

Chissá se un giorno riaprirá… lo spero e se sì fatemelo sapere!

Tra le pastelerie, invece, menziono la Pasteleria Violeta ma soprattutto la Pasteleria Conventual Pao de Rala (già citata qua). Anche questo posto mi é rimasto caro poiché vi ho trascorso dei bei momenti. Seduto fuori, o dentro a seconda del tempo, mi sono gustato per mesi la mia fetta di torta accompagnata dal mai scortese caffé o da una tazza di té.

Questa pastelería la cerco dopo che mi é stata segnalata e la trovo in una via perpendicolare al Giardino Pubblico (Rua do Cicioso 47). Essa nasce, non molti anni fa, sulle spoglie di una autorimessa. La signora Ercilia, che la gestisce assieme al marito, crea questo vero e proprio angolo di dolcezza. “Fatte su le maniche” del suo camicione bianco inizia ad impastare seguendo le secolari ricette alentejane apportando qualche ritocco. Probabilmente le riminescenze del suo passato (osservando sua madre cucinare i dolci per autoconsumo familiare ed anche per la vendita diretta) l’hanno aiutata ad intraprendere l’attivitá.

Il locale esteriormente si presenta rustico e semplice ma invitante. Di fatti, una volta entrati, si schiude una sala nidiale (a volte anche troppo calda) profumata dalle torte appena sfornate.

Nella vetrina al banco si possono trovare dolci della tradizione alentejana sia di origine familiare ma soprattutto di origine conventuale, prodotti qua sin dal XVII secolo. Tra questi vi è un dolce evorano, il Pao de Rala da cui prende il nome la pasteleria. Assieme ad esso si possono assaporare l’encharcada, il toucinho, gli ovos moles, e qualche dolce preparato in settimana. (Una volta ho magiato una buonissima zuppa dorata tradotta in “soupa dourada”).

Serviti da Sonia e Sofia l’ambiente é ancor piú mellifluo..

Uno dei pochi esempi in cui si fá di necessitá virtú..complimenti!

Note:

Adega do Alentejano: ristorante rustico e ben tenuto, buon compromesso qualità- prezzo. Spesa media 15 euro, situato in via Gabriel Victor do Monte Pereira 21ª, a lato della piazza del teatro Garcia de Resende.

Vinho e Nos Dois: in Rua dos Penedos, ristorante nuovo e moderno nel quale lo chef Joao prepara piatti deliziosi e artistici. Ne godranno gli occhi ed il palato. Spesa media 25 euro.

– Se puntate sull’economico:

Restaurante Porta d’Aviz, mangiate buone porzioni di pollo (frango in portoghese) e spendete dai 6 ai 10 euro.

“O Lavrador”, trovate toast caserecci ed è un punto di rifocillazione per molti universitari. Spesa dai 3 ai 5 euro.

– Per i  vegetariani: all’interno di un giardino (jardim do chà) di una vecchia e affascinante casa posta dietro la cattedrale, troverete un locale sotto il pergolato, aperto solo il pranzo. Qui potrete mangiare tranquillamente nei tavolini del giardino avvolti da piante di limoni e mandarino e con la visita di qualche gatto, tra i quali vi è Saldanha che abita nella casa e con il quale ho avuto il piacere di dormire.

– Per un tè: “Tuareg” in piazza del teatro Garcia de Resende; amplia scelta di tè e tisane; stile marocchino; prezzi un pò sopra la media ma ottimo per la digestione…

– La sera vi sono diversi punti per passare una serata, differenti e piacevoli a seconda dei gusti. Ne segnalo due:

-Società Harmonia, piazza Giraldo (E’ come un appartamento dove trovate stanze per sedersi e bere, la stanza per giocare a biliardo e la sala ballo)

Molhobico, rua de aviz (6 giorni su 7 musica dal vivo)

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