A cena da Gualtiero Marchesi


Al telefono:

Lei: Buonasera…sono XXXX, mi dica?

Io: Salve cara XXXX, vorrei sapere se stasera siete aperti?

Certo che siamo aperti!

Fino a che ore servite?

Fino alle 11:00 come tutte le sere.

Ah! come tutte le sere? Bene…grazie. Avete posto per due persone?

Certo, ma non accettiamo prenotazioni!

No? Bene, allora arriviamo! Grazie per la disponibilità.

Si figuri, a più tardi!

(Mah… guarda te… vado nel ristorante del Cuoco più famoso d’Italia e… non accettano prenotazioni???… Va bè, mi ha garantito la disponibilità!)

Chiamo Grace Kelly che si stava preparando per l’occasione, sforno la mia Smart dal garage e via, si parte!

Arriviamo. La location è molto luminosa e facilmente raggiungibile, si trova infatti a pochi metri dalla rotonda della circonvallazione, poco più avanti del distributore di benzina. Il parcheggio è scoperto all’ingresso del locale. La struttura in vetro permette di sbirciare subito dall’interno e immaginare quale sarà il nostro tavolo. Contro tutte le aspettative, il locale non è affollato. Solo 3 tavoli sono occupati e ben distanziati l’uno dall’altro (circa 3 metri). Entriamo e le luci al neon, anni settanta, ci abbagliano. La cucina è a vista e il profumo di olio inebria le nostre menti.

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Nessuno che ci accoglie, ci dirigiamo così verso la cucina e vediamo spuntare dai fornelli e dalle fumanti friggitrici una giovane chef che, con un caloroso sorriso, ci chiede cosa desideriamo.

Puntiamo per il menu degustazione a 9,70 €.

Entrée, Plat e dessert!

Ci accomodiamo su un tavolino a ridosso della grande vetrata panoramica, lo sguardo può così spaziare tra le auto in corsa sulla statale e quelle immobili nel parcheggio buio all’esterno!

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L’entrée è a dir poco interessante. Bella la presentazione e divertente la situazione. Le Fries, patate fritte nell’olio (top secret il produttore!) lasciano le dita lucide e salate. I più golosi non resisteranno alla tentazione di infilarsele in bocca subito. Curiosa anche la mise en place: tavoletta rossa, style mense americane (che trovata!) e abbondanti tovagliolini di carta.

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A cottura ultimata veniamo chiamati direttamente dalla giovane chef che ci serve il Vivace, piatto forte del locale che racchiude tutta l’esperienza del grande Cuoco (assente quella sera!)

Il Minuetto finale allieta il palato prima della partenza.

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(rivisitazione del tiramisù, preparato con panettone impregnato di caffè, ricoperto da crema al mascarpone e canditi)

1 Commento

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Una risposta a “A cena da Gualtiero Marchesi

  1. IO

    ahahahah fortissimo..
    ma la carta vini?

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