Cala il sipario… l’anno zero può cominciare!


“Cambia todo en este mundo”

Mercedes Sosa – Todo Cambia

Ha chiuso! Ferran Adrià a chiuso il suo ristorante. El Bulli. Nel 2007 si contavano ben 1461 ricette create dal noto chef. Ora 1846. L’ultima ispirata dalla pesca melba di Escoffier. Il ritorno alle origini. L’eterno ritorno. L’inizio e la fine. L’alfa e l’omega.

Ho avuto modo di incontrare, conoscere e  parlare con Ferran Adrià a Barcellona alla presentazione del suo ultimo film-documentario, realizzato con il preciso intento di dar vita a un documento da consegnare alla storia.

“Quando mi chiederanno che cos’è stato El Bulli, risponderò questo:  guardatelo!”

Ferran Adrià – Barcellona – 13 marzo 2011

“Ferran has marked the gastronomic world history with a radical philosophy, now followed by many. This is the future of food.”

Davide Paolini in Food for thought, thought for food
edited by Richard Hamilton & Vincent Todolì

Riporto, qua di seguito, l’ultimo articolo apparso sul sito de Il Gastronauta che trattava di tale argomento.

In questi giorni tutti i riflettori sono puntati su Cala Montjoi e sulla sua ricetta numero 1846 dedicata a Escoffier, storico cuoco francese. Stiamo parlando del più grande chef del mondo e della sua ultima creazione, Ferran Adrià e la pesca melba. Adrià che dal 31 luglio saluta tutti e mette la parola fine alla storia del celebre ristorante El Bulli. Una bella storia e come tutte le belle storie, quando finiscono, lasciano l’amaro in bocca e si sentono le farfalle svolazzare nel cuore.
Ma i protagonisti delle belle storie non sono sempre gli stessi. Contemporaneamente a El Bulli, a Canneto Sull’Oglio, si ferma in silenzio la cucina del ristorante Alla Torre e anche l’impresa di Dino e Iole Vescovi volge al termine, perché così alcuni acciacchi fisici ha deciso per loro.
 Le presine di Iole saranno appese al chiodo. Il vassoio di Dino pure. Capostipiti di una zona che ha sfornato ristoranti e ristoratori. Personaggi che hanno animato e guidato un quadrilatero gastronomico chiuso tra le acque del fiume Oglio e del Chiese.
Ubicato proprio sulla piazza centrale, ai piedi della torre, questo posto racchiude in sé una lunga vita. Trecentocinquanta quadri resteranno sulle pareti. Ottocento valorose bottiglie riposeranno in cantina. Non si potranno più mangiare i piatti dell’abile Iole:  il riso alla pilota, la faraona alla crema, la zuppa inglese al mandarino. Nacque come pizzeria che serviva solamente pizza & Champagne Krug, poi divenne trattoria e, negli anni, ebbe l’onore di ospitare numerose celebrità. Da allora si è fermato e così è rimasto. Il forno a legna è ora coperto da una parete in fondo al bancone. Rimuovere la parete significherebbe rispolverare le origini di un posto che ha ancora tante cose da raccontare. Ora rimarrà in funzione solamente il bar, nella speranza che qualcuno possa continuare l’opera di quel luogo, continuando a scriverne la storia. Dunque tutto cambia. Di nuovo.

 

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