Marocco 4: Marrakech


“Marrakech è la Milano del Marocco! ovvero la capitale economica di questa nazione; Fez invece rappresenta la capitale culturale, come Firenze!” così ci dice l’anziano signore che si prende cura di noi, portandoci i bagagli e accompagnandoci al riad. Da Bab Doukkala, imbocchiamo prima la principale poi prendiamo la destra e ci immergiamo in vicoli deserti e super tranqullli. Precisamente siamo in Derb Jedid al numero 24, Riad Samsli.

Il posto è davvero meraviglioso, questo riad con due cortili interni si sviluppa su 4 piani (€ 45 a notte, colazione inclusa, chambre Marrakech). Il locale è davvero molto bello, recentemente restaurato e autenticamente marocchino.

Pulito e con tutti i comfort del caso a pochi passi dalla Djemma el-Fna. Siamo stanchi ma il tempo è poco e dobbiamo goderci la città. Quindi un thè alla menta nel ryad e via per le strade di questa città pazza. Le strade strette e fumose, sono popolate da parecchia gente. Tra le griglie e i souq sfrecciano anche motorini e calessie. Un labirinto di suoni, colori e odori.

La piazza principale Djemma el-Fna sorprende per le dimensioni e la quantità di gente e bacarelle che la popolano.

Qua si trova di tutto anche l’introvabile: scimmie e serpenti per foto-ricordo, danzatori del ventre, cantastorie, bancarelle che vendono lumache cotte, spremute d’arance o iguane, tartarughe e camaleonti da portarsi con sè, a proprio rischio e pericolo ovviamente!. La sera si trasforma in un vero e proprio ristorante (quasi take-away) a cielo aperto.

Dopo aver constatato che la stanchezza non sarebbe riuscita a farci cenare da Dar-Moha (rue Dar el Bacha, menu fisso per 530 Dhm a testa, prenotazione obbligatoria), abbiamo pensato di fermarci in piazza e provare questa esperienza quasi obbligatoria.

Tutto bene, cena divertente e colorata. Occhio all’igiene, non abbiate paura a farvi cambiare le posate o la bottiglia d’acqua aperta o il bicchiere sporco… basta dirlo, non si offendono e non si fanno alcun tipo di problema!

Il giorno seguente abbandoniamo i souq e ci concediamo visite più culturali: le tombe dei Saaditi, il Palais de Bahia e il palazzo el-Badi, dove abbiamo avuto la fortuna di vedere una cicogna vera e propria!!! Il pomeriggio stanchi come non mai, ci siamo concessi un giretto in calessie per le vie della città nuova, passando per i giardini della moschea Koutoubia. Le tariffe dei calessie sono fisse: 200 Dhm l’ora, quindi non fatevi problemi a trattare il prezzo, sappiate che non possono scendere mai al di sotto dei 200 Dhm! Potete però ottenere un tour di soli 30 minuti per 100 Dhm! La sera dopo la doccia, ci portiamo in Bab Doukkala e prendiamo un petit taxi (solitamente Fiat Uno) che per 20 Dhm ci porta nella Ville Nouvelle. L’aspetto di questa parte di città, sembra tutt’altro che arretrato e in via di sviluppo. Strade larghe e palazzoni. La prima visita è al Grand Cafè de la Poste, un aperitivo e via alla ricerca di quella che viene definita un’istituzione del Marocco, il poco distante (10 minuti a piedi) Al Fassia Gueliz in Ave Mohammed V (n°232). Per la precisione, il locale è chiuso il lunedì. Così anche questa volta dobbiamo cambiare. La stanchezza non ci fa fare tanta strada e una volta tornati in Bab Doukkala, percorriamo a piedi 200 metri, sufficienti per farci giungere a La Tanjia (14, Derb J’did, tel +212 24383836). Ambiente molto bello anche se un poco turistico lo era. Pulito ed elegante. Antipasto a parte (insalate marocchine miste, normali), tutto il resto era molto buono. La mattina seguente, dopo la colazione ci aspetta solo il taxi per l’aereoporto. Decidiamo di bidonare il taxista dell’hotel che costa 150 Dhm e optiamo per un petit taxi trattabile. Questo ci costa 50 Dhm. In 10 minuti siamo all’aereporto, scambiamo gli ultimi Dirham rimasti, dato che è proibito esportare la loro moneta. Possiamo considerare cocluso qua il nostro primo viaggio intercontinentale. Abbiamo abbandonato Marrakech senza concerderci un vero hammam, una coppia di amici incontrata in aereoporto sia all’andata e al ritorno, ce ne ha consigliato uno per la prossima volta: si chiama Hammam Mille et une Nuits. Io dico sicuramente!

5 consigli pratici:

  1. Non stupitevi se la maggior parte di persone che incontrate si chiama Mohammed o Ibrahim
  2. Non trattate i prezzi fino all’infinito, una volta che vi va bene il prezzo fermatevi, sudereste invano per recuperare 1 o 2 € al massimo che per voi non sono niente e per loro sono tanto. Il loro scopo è quello di farvi contenti sempre, cercate di accontentare anche loro… se lo meritano, sia per l’ospitalità, che per la cortesia e gentilezza.
  3. Lasciare almeno 1 € di mancia al cameriere o al taxista non vi costa nulla… apprezzano moltissimo! Ho visto un cameriere tremare per 110 Dhm (1 €). Evitate di fare i sattoni, certo non fatevi abbindolare.
  4. Salutare tutti è buona educazione, il saluto uomo-uomo prevede che si porti la mano al cuore.  “S-Salàmu aleikum”
  5. Si parlano tranquillamente tutte le lingue, il francese comunque va per la maggiore.
  6. Consiglio a tutti coloro che si recheranno in Marocco per la prima volta un viaggio come il mio, Nicole del Ryad Baladin, vi segue e vi aiuta a destreggiarvi. Buon Viaggio!

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