Marocco 3: Un paese laddove il cemento ancora non strangola il sole…


Taroudant è una piccola cittadina autenticamente marocchina, situata nella ricca e fertile Valle del Souss, attraversata dal celebre fiume di Alì Babà e i suoi quaranta ladroni.

L’arrivo è mozzafiato, da una parte i bastioni che circondano la città, dall’altra l’Atlas. Questa città molto povera, ancora fuori dai circuiti turistici più comuni e blasonati, è popolata da ben 70.000 persone.

E’ un’ottima base per preparare e studiare itinerari di trekking o Sci-Alpinismo sulla vicina catena dell’Atlas, la più alta del nord Africa. Qua i turisti arrivano di giorno in pullman da Agadir e rientrano sul far della sera. Noi eravamo comodamente alloggiati al Kasabat Annour (tel 028 854576). Situato nei pressi della Kasbah, più precisamente in Ave Moulay Rachid vicino a Bab Sedra, questa Maison d’Hotes, rappresenta oggi l’albergo più bello della città. Nonostante si trovi al centro di una delle zone più povere della città questo albergo possiede un’aura e un fascino tutto suo. Noi abbiamo alloggiato nelle ramparts room, ovvero stanze ricavate nelle mura antiche che circondano la città (€ 70 a notte la doppia, col. inclusa). Essendo noi, un poco timorosi non abbiam voluto prenderci le tende collocate nel vasto giardino, ciò che ci spaventava maggiormente era la forte escursione termica tra il giorno e la notte. In realtà sarebbe stato l’ideale, non solo per il costo davvero conveniente (€ 50 notte + colazione) ma anche per il periodo da noi scelto. Sistemate le valige, cerchiamo di familiarizzare con l’ambiente circostante, un tuffo nella splendida piscina, due chiacchere con il maggiordomo Ibrahim, poi doccia.

Ci mettiamo le scarpe e siamo già in strada. La vita è molto diversa… le strade affollatissime, nessuna auto in giro solo calessie trainati da cavalli, biciclette, e pedoni. Scegliamo di concederci subito l’attrazione principale della città, ovvero le mura. Fermiamo un calessie al volo (Oumar tel 06 56 37 32 54) e ci lasciamo trascinare su questo carrettino pieno di tappeti, intorno alla città sul far della sera, illuminati dalla luce delle candele (utilizzate come fanali) e dal sole che stà velocemente calando davanti a noi. Oumar ci racconta che ha lavorato per parecchi anni in Italia, tra Verona e Brescia in un grande allevamento di struzzi. Con quei pochi soldi che è riuscito a mettersi da parte,  è tornato a Taroudant e si è comperato un calessie che gli ha permesso di avere famiglia e crescere il suo bimbo.

Il tramonto è uno dei momenti di miglior fascino qua, le mura si colorano di rosso e permettono di sognare ad occhi aperti. Oltre a noi, nessun turista in giro, gli odori e la povertà ci fan passare la fame, decidiamo così di saltare la cena, e con 10 Dhm (1 € circa) ci concediamo 1 kg di bananine, qualche mandarino e una pannocchia abbrustolita. Il giorno seguente si comincia a pianificare la giornata successiva tra un bagno in piscina e l’hammam dell’Hotel.

Noi unici inquilini di questo grande hotel potevamo permetterci e toglierci qualsiasi sfizio, in quanto il maggiordomo Ibrahim era tutto per noi. Così da buon uomo marocchino, esco con Ibrahim in bicicletta, mi faccio accompagnare in giro per la città, ritiro al bancomat poi  un pò di relax in un bar del centro. Logicamente pago io, 12 Dhm (poco più di 1 €!) per due Coca-Cola da 33 cl.

Dopo aver trattato con alcuni taxisti il tragitto da Taroudant a Marrakech, passando per Tizi n’Test, optiamo per l’autista dell’hotel (non trattabile). Costa solamente 5 € in più e possiamo gestirlo come pare e piace a noi. Gli autobus pubblici permettono di arrivare a Marrakech per soli 100 Dhm. Il pomeriggio lo passiamo in giro per la città, e ci concediamo un secondo giretto in calessie (per circa 50 Dhm). Esso ci conduce dove non eravamo stati il giorno prima e ci mostra uno stabilimento artigianale di pelli, l’unico rimasto in Marocco a fare uso di coloranti naturali e non chimici. Purtroppo quel tanto qua lo abbiamo scoperto tardi e non avevamo più la possibilità di tornare indietro. In ogni caso non ci siamo fatti sfuggire altri acquisti, infatti sulle mura, nei pressi di Bab el-Kasbah, abbiam incontrato un artigiano che fabbricava statuine in gesso tutte decorate e splendide. Stavolta la mia intenzione di acquistarle, mi ha portato a trattare come non mai, riuscendo ad acquistarne 3 per 200 Dhm (o 250 Dhm ora non ricordo!!!). Davvero belle… avrei voluto comprarle tutte ma essendo pesanti, non volevo incontrare problemi poi in aereporto con i bagagli. In ogni posso dirmi soddisfatto. Piano piano si avvicina l’ora di cena, circa le 7, alle 9 le strade comciano a farsi vuote. Pensiamo perciò di seguire il consiglio della guida “Lonely Planet” che suggerisce una sosta da Jnane Soussia. A dire il vero tutti i signori marocchini che ho incontrato, suggerivano l’Hotel Rodani in centro alla città, ma la cautela non ci ha fatti sbilanciare (sarà per la prossima!). Credo comunque che la pannocchia della sera prima sia valsa mille volte la cena da Jnane Soussia. Chez Nada, che si trova vicino al nostro hotel, l’abbiamo invece escluso, in quanto è per soli uomini e Grace Kelly, alla luce di questo, ha mosso da subito alcune obiezioni. Il giorno dopo si parte di buon mattino, arriva il nostro taxista personale con la sua Mercedes verde (colore di Taroudant) e partiamo per Marrakech. Nonostante gli avvertimenti della guida, decidiamo di attraversare l’Atlante passando per il passo Tizi n’Test (2092 m slm), uno dei più spettacolari e pericolosi del paese, situato a circa 53 km a est di Taroudant. “Come se la strada non fosse sufficientemente avventurosa, il clima qui è soggetto a cambiamenti repentini. Le nubi pesanti e la nebbia riducono la visibilità quasi a zero, e durante l’inverno potreste ritrovarvi la strada bloccata dalla neve: prima di partire verificate le condizioni meteo”… così recita la guida. Noi, sarà per sfiga o fortuna, abbiam beccato una giornata splendida, il sole alto sulle nostre teste e il cielo limpido. Sulla strada tortuosa e talvolta sterrata, nessuno, solo qualche venditore di minerali e pietre magiche qua e là. Uno spettacolo. Il panorama da urlo.

Il tragitto è però molto lungo e impegnativo, e solo la nostra colazione abbondante ci ha permesso di rimanere svegli a godersi il paesaggio. Una breve sosta per il nostro autista, un thè alla menta per noi, un uovo sbattuto per lui e dopo circa 6 ore arriviamo a Marrakech.

Lascia un commento

Archiviato in Vacanze fai da me

Quick contact

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...