Per le vie di Parigi…


Questa volta è Stelvio il copilota della mia Smart. Ore 10,30 am parcheggiamo l’auto a Malpensa (€ 43 lun-ven, sconto Easyjet 10 % – TOT € 38,70) e ci dirigiamo verso l’entrata dell’aereoporto. Controlli di sicurezza e con 40 minuti di anticipo siamo al gate. Il volo è previsto per le 11:40. Partiremo invece un’ora dopo. Nessun altro problema e l’arrivo a Parigi Charles de Gaulle (terminal 2B) avviene alle ore 2,10 pm. Il volo è EasyJet e ci costa 65 € A/R. Da buoni turisti si fa tappa al Tourist information dell’Aereporto, dove acquistiamo l’abbonamento completo per i mezzi pubblici (metro, RER e bus). Scegliamo l’abbonamento da 5 giorni perchè da 4 non esiste. Il prezzo è di 49,40 € ed in ogni caso si rivela a noi conveniente se si considera che il solo treno (RER B) per raggiungere la città (Gare Du Nord) costa 17 € A/R. In circa 30 minuti siamo in Gare du Nord, via subito verso la Metro  (linea gialla 5, Dir Bobigny, fer Laumiére) che in breve tempo ci porta in Hotel. L’albergo appartiene alla catena Etap Hotel (Paris La Villette 19éme, Avenue Jean Jaurés) e con 30,50 € a testa, alloggiamo in buona posizione ed in una confortevole e essenziale stanza. La scelta mi è stata suggerita su zingarate.com . Sistemiamo le valige in camera e alle 6 pm ci prepariamo per il concerto dei Modena City Ramblers (Bella Ciao, European Tour 2010), al contempo scusa e motivo della nostra trasferta. La fame ci fa fare tappa in una boulangerie sotto l’albergo dove acquisto una quiche (+ dessert + bibita € 6,90) da godermi nel vicino Parc des Buttes Chaumont, “il più grande all’inteno della città!” ci dice una passante.
Il concerto si svolge in un centro sociale attivissimo della banlieu parigina, a pochi passi dalla Citè des Sciences e dalla Cité de la Musique. Il locale si chiama GlazArt (Metro Linea 7, dir La Courneuve, fer Porte de la Villette) e l’inizio del concerto è previsto per le 9,45 pm, quindi ci accorgiamo che c’è il tempo per permetterci un qualche passo nella Citè, così di nuovo metro e via verso Rue de Rivoli, una camminatina veloce da una sponda all’altra della Senna passando per il Pont Neuf, un paio di fotografie alle torri di Notre Dame finendo poi il breve tour all’Hotel de Ville.


Alle 8,30 pm siamo alla biglietteria del GlazArt, acquistiamo i biglietti per € 15 cadauno. Lasciate le giacche al guardaroba, due minuti dopo siamo in maniche corte a scambiare due chiacchere con Francesco Moneti (alias FRY) della band.


Poi il concerto inizia, la sala è gremita di studenti (Erasmus e non) che cantano a squarciagola le Canzoni del mitico complesso emiliano. La scaletta è piena di pezzi forti della band, da “Libera Terra” ai “100 passi”, da “Figli del Vento” a “Ebano”, da”Bella Ciao” a “Fischia il Vento” (extra), da “In un giorno di pioggia” ad una commovente “Ninna Nanna”. Finito il concerto, finita la serata.

Il quartiere non è il massimo, vie larghe e palazzoni
qui non abita nessuno di famoso.
niente attori, nè politici, stilisti nè modelle
musicisti si ma solo quelli poveri. (MCR – Clan Banlieu)
Parigi e la villette (19° distretto) ci accolgono la mattina e subito dopo la metro ci porta al Cimitiere du Père Lachaise (linea 2 blu – fer Père Lachaise), dove sono sepolti i personaggi famosi della città e non solo. Prima ci dirigiamo all’ingresso principale a ritirare una cartina del cimitero, poi in silenzio cominciamo la nostra esplorazione.

In poco più di 3 ore riesco a visitare le tombe che più mi stanno a cuore, Brillant Savarin (politico e importante gastronomo), Ferdinand de Lesseps (progettista del canale di Suez), Alfred Russel Wallace (co-scopritore della Teoria dell’evoluzione di Darwin), Edith Piaf (cantante francese), Oscar Wilde, Molière e lo scrittore di fiabe, Jean de La Fontaine.
Nello stesso cimitero sono sepolte altre celebrità internazionali, dalla nostra Maria Callas al fisico Joseph Louis Gay-Lussac, da Frédéric Chopin al regista Georges Méliés.
La fame comincia a farsi sentire ed è finalmente giunta l’ora del nostro primo pasto parigino. La scelta cade sul nome più famoso della Parigi del 2010, Le Chateaubriand (129, Av. Parmentier tel 0033 143 574 595), classificatosi all’undicesimo posto della The World’s 50 Best Restaurant Awards. Purtroppo la nostra corsa finisce nel trovare il locale chiuso, in quanto il servizio è effettuato solo alla sera. Quella stessa sera il locale è comunque completo, ma gentilmente il maitre ci invita a tornare alle 9,30 pm, promettendoci di offrirci il primo tavolo libero. Grazie ma la sera risulterà poi difficile tornare! Sono le 13,30 mi affretto così a telefonare al Le Baratin (3, rue Jouye-Rouve, tel 0033 143 493 970), ma per l’ennesima volta mi risponde la segreteria, così decidiamo di lasciar perdere… tentare il tragitto significa rischiare di saltare il pranzo. Allora abbandonati questi celebri nomi della “ville lumière”, sfilo dalla giacca l’articolo di Emmanuel Tresmontant ( viamichelin.it – gennaio 2010 ) e parto alla ricerca di questi nuova generazione di ristoranti parigini. Inaspettatamente vicino si trova Chez Marie et Louise (11, rue Marie et Louise tel +33 153 190204). Una telefonata e alle ore 14,00 siamo seduti al tavolino di questo ristorantino. Buona proposta di vini Bio disponibili anche “au verre”. L’impressione è davvero buona, calda l’accoglienza ed il locale confortevole. Io scelgo: Terrine de foie de vollaille et pistaches maison ( niente di che, 7 €) , Ravioles de St. Jacques fraiches au persil plat ( buoni, 16 €) e per finire Millfeuille à la vanille Marie Louise ( buono, 8 €).
Per Stelvio invece: Millefeuille tiède aux aubergines, ricotta e tomate confit (8 €), Dorade royale entière rotie au four (€ 16,00) e Crostillant de banane sauce au caramel laitier (€ 7,50). Tutto bene anche se non mi ha pienamente soddisfatto. I vini serviti al calice non mi sono mai stati versati al tavolo, trovandomi così nell’impossibilità di appuntare nomi e cantine. Questo fatto si è rivelato di uso comune in tutti i ristoranti da me visitati nell’arco del mio soggiorno.


Nel primo pomeriggio riprendiamo il cammino tra i palazzi ed i boulevard de Paris, metro e Arco di Trionfo (linea 2 blu – ferm Charles de Gaulle Etoile) poi percorriamo a piedi gli Champs Elysees, alcune fotografie al Petit e al Grand Palais, poi Place de la Concorde per finire nei giardini des Tuileries e ritrovarci infine davanti alle piramidi del Louvre.

Il forte vento gelido non ci dà tregua, così ci dirigiamo subito in Rue de Rivoli alla nostra sinistra. La direzione è quella dell’Opéra National de Paris Garnier ma il freddo ed il vento (8°C ) ci costringono a rifugiarci nella vicina Galeries La Fayette, dove visitiamo la Bibliothèque du vin e pianifichiamo la cena. Stavolta puntiamo su un Bib-gourmand della rossa Michelin, il Suan Thai (41, rue Ste-Croix de la Bretonniere – metro linea 11 fer Rambuteau) a pochi passi dal Centre Pompidou (disegnato dal nostro Renzo Piano). Il locale è affollatissimo, ma noi avendo prenotato abbiamo la possibilità di accomodarci al piano sottostante, decisamente più tranqullo e rilassante.

Il menu ci appare invitante e curato, io scelgo inolvtini primavera come entrèe e poi punto sul Chu Chi Phet, ovvero Magret de canard au curry rouge et lichees (€ 19,00) Da bere, Bière Thai Singha (l 0,33 – 5 €). Il dessert lo prende solo Stelvio: Sorbetto esotico per lui. Dopo averlo mangiato afferma: “Con un Solero all’oratorio, ottenevo lo stesso risultato!”. Infatti non un gran chè… anche se i cibi sono autenticamente cucinati in stile thai e preparati con buone materie prime, data la rapidità della digestione che ci ha permesso di dormire tranquilli e beati. Nelle vicinanze si trova un’altro ristorante segnalato dall’articolo di viamichelin.it, si chiama La Gaigne (12, rue Pecquay, tel 0033 144 598 672, € 30 bevande escluse) al quale non manchiamo di far visita dopo cena.

A Parigi, a Parigi. Che si vada per divertimento o per il puro desiderio di toccare con mano bellezza e sogno, una visita a Les Puces de Paris Saint-Ouen non può mancare. Così il terzo giorno appena svegli, ci prendiamo un croissant caldo nella boulangerie all’angolo e poi via in metro verso Porte de Clignancourt (linea 4 – fer Porte de Clignancourt) dove si trova questo quartiere dedicato ai mercatini delle pulci, il quarto luogo più visitato di Francia (11 milioni di visitatori l’anno) e il secondo a Parigi, con chilometri di vetrine, 1500 gallerie tra antiquari e brocanteur. Un posto dove si può trovare di tutto, tra le viettine ed i vicolini. Frequentato anche dal noto chef Alain Ducasse, il quale si dice disposto a pagare cifre da capogiro per un portascarpe Louis Vuitton degli anni Trenta. Dunque qua si trova di tutto, dai mappamondi in legno, alle valige vintage, dai mobili all’argenteria. Tra le tante cose che si possono trovare, si può trovare anche chiuso. Questo è quel che abbiam trovato noi, infatti questo quartiere è aperto solo il fine settimana, per l’esattezza il sabato, la domenica ed il lunedì dalle 7 am alle 4 pm. Sarà per la prossima volta.
Di nuovo metro e di nuovo centro (linea 4 – fer Cité) due passi in zona, poi tentiamo di salire le torri di Notre Dame, ma il forte vento gelido ci fa passare la voglia, riteniamo buona idea quella di concederci un pasto al riparo dalle intemperie. Così una telefonata e via per il Restaurant Clèmentine (5, rue Saint Marc, tel 0033 140 410565) vicino alla Bourse (metro linea 3, fer Bourse).

Saucisson Pistaché avec salade de pomme de terre

Il locale accogliente e molto familiare. Interessante la carta vini che propone vini al calice e “a consumo”, ovvero paghi quanto bevi di una bottiglia! Mi lascio consigliare e scelgo: Saucisson Pistaché avec salade de pomme de terre (€ 7,50), Cuisse de Canard Braisé aux olives (€ 16,00), Profiteroles, glace vanille e chocolat chaud (€ 8). Da bere scelgo, Kir avec les boulles d’aperitivo, Syrah 2008 Cuilleron al consumo (11 € mezza bottiglia) e con il dessert un calice di Jurancon. Posso dire di essere stato normalmente bene.

Dato che ci sono, pianifico il pomeriggio e la rispettiva cena. Prenotiamo dunque un tavolo per due persone a La Gazetta vicino a Place de la Bastille. All’uscita ci dirigiamo verso Dehillerin (18,20 rue Coquillière, tel 0033 142 365313) uno storico negozio di materiale per cucina, nel quale si può trovare di tutto: dalle pentole ai coltelli, dagli anelli da crostata a fantasiosi beccucci per sac à poche. Con direzione Louvre, proseguiamo attraversando le Jardin du forum des Halles, facciamo una sosta alla Bibliothèque du cinema e poco dopo siamo dinnanzi alla piramide centrale del noto museo. L’ingresso è gratuito per i giovani (under 26) residenti nella Comunità Europea. Una visita non poteva mancare.


Alle ore 20,30 siamo in Place de la Bastille e ci dirigiamo a piedi verso La Gazzetta (29, rue de Cotte, 0033 143 474 705). Un locale elegante e classicamente francese, atmosfera professionale e rilassata. Un buona impressione. Il menù è a prezzo fisso: 38 € 5 portate, 50 € 7 portate. Optiamo per le 5 portate.
Cabillaud et Huitre, concombre et pistache.
Nouvelles P.D.T. et purée d’orties, aneth et radis.
Seiche et encre, chou pointu et pomelos.
Ageau de lait des Pyrénées et asperges, cresson et sardine.

Tarte de rhubarbes – amandes, sorbet de crème crue. Meringue et reves (!), gariguettes et sucre.

Il menu davvero ottimo… merluzzo, ostriche e agnello in particolare. Tempi d’attesa un poco lunghi ma regolari. I vini che mi sono stati consigliati lasciavano desiderare, inoltre non mi sono mai stati serviti al tavolo. Ottimo il rapporto Q/P delle vivande, quello dei vini un pò meno. Il menu da 50 € includeva:
Homard breton et oignons noveaux, boudin et lardo
Saint Marcellin et noix, carottes et miel
Sarà per la prossima volta.

L’ultimo giorno sveglia presto (9 am), prepariamo le valige e le lasciamo in custodia al portinaio dell’albergo, solito croissant, caffè d’asporto e via verso la Tour Eiffel (linea 6, fer Bir-Hakeim). La giornata è davvero bella, sole caldo e poco vento. Questo spiega perchè la fila per salire sulla torre più famosa del mondo fosse interminabile, così optiamo per farci una bella passeggiata a piedi su Champ de Mars, scattiamo alcune fotografie di rito, poi di nuovo metro e via verso il quartiere Latino. Scendiamo alla Sorbona (linea 10 – fer La Sorbonne) e non possiamo mancare di entrare a visitare questo tempio del sapere. Vicino si trova anche la Sainte Chapelle ed il Panthéon. Giunta l’ora del Pranzo puntiamo per un bib-gourmand della zona, L’épigramme (9, rue l’éperon – tel 0033 144 410 009). La mia voglia assoluta di foie gras, senza se e senza ma, mi fa evitare la prenotazione. Come accordato con Stelvio, andiamo davanti al locale, leggiamo il menu e se presente il foie gras ci si ferma, se no si tenta alla Ribouldingue (10, rue St. Julien le Pauvre tel 0033 146 33 98 80, metro Maubert Mutualità) famoso per saper cucinare benissimo le interiora degli animali. L’épigramme ed il suo foie gras non si fanno attendere. Dunque:
Foie gras en terrine

Lapin farci au Porchetta, petites Legumes et mousse

Tarte Tatin (€ 32 bevande escluse)

per me.

Stelvio sceglie invece Croustillant de Langue, Vitello alla piastra e crostata in coppa col mascarpone (€ 28,00 bevande escluse).
Buona la proposta dei vini, confortevole anche il localino, moderno e ben curato.
Dopo il pasto comincia il conto alla rovescia e si cerca di accelerare il passo. Prima meta sono le Torri di Notre Dame. Anche qua l’ingresso è gratuito per gli under 26 della Comunità Europea e dopo 45 minuti di attesa, cominciamo la salita. Quasi 400 gradini, l’ideale per smaltire il pranzo.

La vista è davvero molto bella e suggestivi sono i gargoilles che controllano la città dall’alto. Scattiamo alcune fotografie e verso le 4 pm siamo di nuovo sotto la statua di Carlo Magno antistante la chiesa gotica. Un caffè al volo e via per il rush finale, ci restano poco più di due ore, l’intento è quello di far visita alla Maison des trois thes in rue Saint Medard, e poi quello di comperare una confezione di Macarons da Pierre Hermè in Rue Bonaparte (72) la prima storica pasticceria da lui aperta. Nel percorrere Rue Monge incappiamo in una confiserie d’haute gamme, dove vengono selezionate le migliori caramelle (Bonbons) di Francia. Al Le bonbon au Palais (19, rue Monge, tel 0033 178 561 572) acquisto un’etto di fiori caramellati da portare a casa come souvenir, viole, rose, petali di rosa, mimosa e limoncella (€ 13,80 / hg). Di nuovo in strada proseguiamo per La Maison des trois thes, dove ci aspetta una calorosa accoglienza. La fretta ci impedisce di avviare una degustazione guidata di thè, ma l’occasione ci permette di scoprire nuovi thè e nuovi metodi di infusione. Di nuovo sui nostri passi ci dirigiamo verso rue Bonaparte passando per il Pantheon, dove scopriamo che è possibile salire alla cupopla senza fare lunghe code e godendosi liberamente il panorama su Parigi senza limiti di tempo. Attraversiamo le Jardin du Luxembourg e imbocchiamo Rue Bonaparte. Una scatolina di Macarons al volo (7 macarons € 16,00) e la nostra visita a Parigi si conclude con la metro in Saint Germain des Prés che ci riconduce all’albergo per ritirare le valigie e poi in Gare du Nord dove ci attende la Rer per l’aereoporto Charles de Gaulle. Giunti in aereporto, riusciamo a rivendere i nostri abbonamenti ai mezzi pubblici (validi ancora per 2 giorni) per 5 € a due turisti. L’imbarco è aperto dunque tutto è pronto per ripartire.

Manca da visitare:

  • Ribouldingue, 10 r. St-Julien-le-Pauvre – 75005 Paris 05 tel 01 46 33 98 80 Vicino Notre Dame, Metro Maubert Mutualità
  • Roseval nel 20 arrondissement.
  • Mirroir, 94 r des Martirs 75018 Paris tel 01 46 06 50 73 Nei pressi della Basilique Sacrè Coeur, Metro Pigalle
  • La Table du Lancaster, 7 r. de Berri 75008 Paris tel 01 40 76 40 18 Una traversa degli Champs-Elysées ospita questo Hotel-Ristorante, Metro George V

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