Sarà Berlino.


Saliti di buon mattino a bordo della mia Smart forTwo, io e Grace Kelly ci dirigemmo verso l’aereoporto di Milano Orio al Serio (ovvero Bergamo BGY). Il volo era Ryanair e la partenza alle 06:35 am. La scelta del volo fu dovuta al fatto che, avendo poco tempo per rimanere a Berlino, partire presto significava godersi una giornata in più, in realtà non andò proprio così. Ryan Air comunque seppe farsi perdonare e con 40 € tondi permise a entrambi di volare su Berlino andata e ritorno. Puntualemte arrivati a destinazione, ci rivolgemmo all’ufficio turistico per chiedere una cartina della città e alcune indicazioni per raggiungere il centro (acquistammo la Berlin Welcome Card al costo di 34,50 €, la quale ci consentì l’uso illimitato di Tram, treno S, e metro U). Dalla limitrofa stazione ferroviaria, prendemmo il treno ed in poco più di 20 minuti fummo portati in Alexander Platz.  Questo viaggetto in treno si rivelò molto carino e bello. Costeggiando la Sprea, il canale che attraversa Berlino, ci mostrò da subito il Molecula Men, la scultura contemporanea immersa nella Sprea proprio nel punto in cui si incrociano i tre quartieri di Treptow, Friedrichshain e Kreuzberg. Poco dopo la torre di Alexander Platz cominciò a farsi sempre più vicina.

Raggiungere l’albergo da noi prenotato fu davvero facile grazie alle indicazioni puntuali e precise poste sul sito dello stesso. Dopo aver cercato a lungo optammo per l’Hotel Greifswald in Greifswaldstrasse 221 (tram M4 to Zinger Strasse/Falckenberg fermata Hufeland Strasse) segnalato su Viaggi di Repubblica del 22 gennaio 2009, edizione dedicata al quartire berlinese di Prenzlauer Berg (Anno XI numero 533) . Il costo, la posizione ed il consiglio hanno prevaricato le altre possibilità di scelta (a dire il vero un solo rivale: Alex Hotel, una fermata prima   e a parità di prezzo, offriva una bevanda calda al giorno! ). Con 65 € a notte (la doppia, colazione esclusa) dormivamo nel cuore del quartiere giovanile di Berlino. Un quartire emergente e alternativo, ricco di giovani donne incinte, bambini, giardini, parchi giochi, biciclette e artisti. All’hotel mandammo una caparra ( non obbligatoria, sostituibile con un numero di carta di credito) di 65 € (pari a 1/3 della spesa complessiva per 3 notti) tramite bonifico bancario (+3,50 € in filiale Intesa San Paolo). Al momento ci fu attribuita una stanza che non faceva proprio al caso nostro, piccola, rumorosa e senza tende. Dopo aver segnalato il problema in portineria, ce ne venne attribuita un’altra decisamente più carina, con divano, tende scure (in Germania non usano le ante alle finestre!!!), un bel bagno e grande almeno il doppio della prima (la numero 41!!!). Questo ci rese più contenti.

Depositate le valige cominciarono ufficialmente le nostre giornate berlinesi, così partimmo affamati alla scoperta di qualche posto. In realtà la stanchezza ci fece girare a vuoto, quella che doveva essere una bell’idea (il partire presto la mattina!) non tardò a mostrarsi pessima. Infatti la stanchezza ci fece stravaccare in un pub qualunque a mangiarci un hamburger e bere una pinta di  Berliner. La sera arrivò presto sotto una leggera pioggia e la stanchezza ci mandò a letto. In mezz’ora rovistai tra i miei appunti di viaggio e pianificai la giornata successiva, poi spensi la bajour e buonanotte suonatori!

Il secondo giorno, freschi freschi partimmo per Alexander Platz, ci aspettava una giornata intensa, infatti appena scesi dal tram,  attraversammo a piedi il Marx-Engels Forum prima e la Museuminsel (un tempo isola dei pescatori!) appena dopo, per poi imboccare Unter der Linden. Dopo 30 minuti di cammino giungemmo sotto la celeberrima Brandeburger Tor (porta di Brandeburgo) e tenemmo la destra verso il Bundestag (Parlamento Tedesco): qua la voglia di salire alla cupola in vetro del Reichstag prevalse, ma dopo 5 minuti di coda decidemmo di riprendere il cammino verso la torre della vittoria (Siegessaule). Da qua un autobus verso Buda, ovvero il quartire dello Zoo di Berlino.

Appena arrivati, venimmo accolti dai resti della Kaise-Wilhelm-Gedachtnis-Kirche  e, cartina alla mano, ci dirigemmo verso FasanenStrasse,23 dove ci concedemmo un pasto a dir poco interessante.

Il Caffè della Letteratura lo trovammo sul mio numero del Gambero Rosso preferito, ovvero quello di luglio 2008 dedicato agli itinerari gourmet Low-cost nelle capitali più cool del mondo. Scaldati da un caldo sole nordico e in compagnia di piacevolissimi fringuelli consumammo un pasto ottimo ad un prezzo a dir poco interessante (25 € bevande esclulse) nel curatissimo giardino antistante la libreria. Entrambi scegliemmo una sana zuppa di porri e asparagi bianchi prima (come consigliato dall’articolo sul GR!), poi optammo per un cous-cous con scampi freschi e uno strudel di mele (rigorosamente home-made) accompagnato da una salsa vaniglia e cannella. Io decisi di recuperare i liquidi persi durante il percorso a piedi, accompagnando al pasto una bibita piccante analcolica, a base di zenzero (Ginger Beer della Fever Tree) lime e rametti di menta. Un calice di Riesling della Mosella per Grace Kelly. Dopo pranzo ripartimmo in metro per Postdamer Platz dove visitammo il Sony Center disegnato dal nostro Renzo Piano, per poi risalire verso la Brandeburger Tor passando per la piazza delle rimebranze (Denkmal fur die ermordeten Juden Europas).

Doccia rapida in hotel e via l’appuntamento è Henne in Leuschnerdamm. In questo pub, l’unico autentico e storico rimasto in Berlino, mangiammo il famosissimo polletto ( altro che quelli che si mangiano in molte “birrerie” dalle nostri parti!) accompagnato da fantastici crauti marinati e patate (“fritte!!” direte voi… invece no! Scusate la banalità!) lesse avvolte da una particolare maionese (anche questa home-made!) con erba cipollina. Logicamente ottima birra servita in fantastici boccaloni che ti vien voglia di imboscartelo e portartelo a casa! Il tutto per circa 15/20 €. En Spetacul! Noi poco amanti della movida, ci concedemmo ancora qualche passo tra la metro e l’hotel prima di considerare concluso il secondo giorno berlinese.

Il terzo giorno ci aspettava un altro giro altrettanto ricco. Appena svegli (solitamente verso le 9/10 am) partimmo con la solita accoppiata tram+metro alla volta dell’East side Gallery, ovvero una vera e propria galleria d’arte contemporanea a cielo aperto sulle rovine  del Muro. Queste costeggiano la Sprea e sono intrise di graffiti e murales che si ispirano alla fratellanza, all’unità fra i popoli e alla pace in senso ampio. Tra il muro ed il fiume, le varie spiagge sono occupate da numerosi locali per la sera e altrettanti centri sociali. Non mancano sdraio, lettini, chioschetti e il beach volley (Kiki Blofeld, Bar 25 e Oststrand). Ottimi rifugi per abbronzarsi un poco e rifocillarsi con un drink fresco dopo il tanto cammino. Si passa davanti all’imponente O2 ARENA e noi terminammo il nostro giro rientrando nella Berlino dell’Ovest attraverso il ponte Schleisches Tor dal quale è possibile ammirare l’imponente Molecula Man da una parte e la torre di Alexander Platz dall’altro.

Di nuovo metro, e poco dopo fummo nuovamente in Kurfustendamm a goderci un pranzo all’ultimo piano del centro Kadewe, una sorta di Rinascente dove l’ultimo piano è dedicato ai cibi del mondo fatti come si deve. Magiammo dunque degli ottimi involtini primavera e un’autentico Hot Dog Berlinese (al curry!). Appena dopo riuscimmo a salire la cupola del Bundestag. La cena la rifacemmo al Caffè della Letteratura, ma stavolta dovemmo far le cose di fretta, godendoci poco le vivande. Appena dopo ci chiudemmo in un bellissimo pub in Kurfusten-damm e giù birre a nastro in compagnia di amici berlinesi.

Il quarto e ultimo giorno, dopo aver preparato le valige e depositate nella hall dell’hotel, lo dedicammo alla visita della Berlino più underground. Il nostro tour stavolta partì a piedi dall’hotel. Cappuccino alla mano, attraversammo l’ormai nostro quartiere, Prenzlauer Berg, tra mercatini dell’usato e di alimentari Bio, centri sociali, negozi “trash” e ristoranti etnici (da provare NAAN, un ristorante indiano che propone eccellenti piatti, tra gli avventori studenti e artisti del quartiere, Oderbergerstrasse 49 , Tel 0049 30 4407333).  Sbucammo in Bernauer Strasse e ancora una volta ci trovammo a fianco dei resti del Berlin’s Wall. La nostra direzione ci portò verso il centro città. Ci concedemmo una sosta al Dokumentations-zentrum Berliner Mauer, dove assistemmo ad una tradizionale commemorazione delle vittime del muro. Proseguimmo inoltre verso la Sprea e di nuovo incappammo in campi da beach volley e chioschetti decisamente più fighi come lo Zollpackhof (Elisabeth-Abegg-Str, 1), ma l’idea è certamente quella di andare oltre e goderci la città. Così poco più avanti incontrammo l’università di scienze naturali ed il rispettivo museo. Con  l’intento di visitare l’università, finimmo per vedere la mostra dedicata Charles Darwin (1809-2009). L’ingresso essendo noi entrambi studenti e provvisti di regolare badge universitario, ci costa solo 1,50 €. La mostra in occasione dei 200 anni dalla nascita di Charles Darwin e dai 150 dalla pubblicazione del “The origin of the species by means natural selection” si rivela presto facile e interessante (anche se un pò troppo scolastica!) soprattutto per uno come me che stava giusto leggendo la biografia del grande Charles (un pò meno per Grace Kelly, la quale si dice totalemte disinteressata alla cosa!).

Dunque un’ora dopo fummo di nuovo in cammino verso la magnifica stazione dei treni Hauptbahnhof. Una costruzione davvero imponente e molto bella, che fa subito pensare a come siano mal ridotte in Italia le stazioni e le ferrovie. Dall’altro lato invece il locale più IN della bell’età Berlinese il Bundespressestrand (Kapelle- Ufer,1), circondato da sabbia, palme, sdraio e campetti da beach. A questo punto continuammo a seguire la riva della Sprea che in poco tempo ci condusse alla Nuova Sinagoga e decidemmo di pranzare per l’ultima volta in un Bib-Gourmand (segnalato anche sull’articolo di Marco Lombardi del GR). Vicino alla Nuova sinagoga, divenuta tristemente famosa durante  la notte dei cristalli si trova Grosse Hamburger Strasse, quindi Remake. Un ristorante cucina creativa a metà tra il moderno e l’informale. Dato che eravamo gli unici in sala optammo per il menu degustazione pranzo a 25 euri bevande escluse (+ 7€ un calice di Pinot Nero della Mosella, + 8 € l’acqua), ma se devo essere sincero non ne valse la pena. Nonostante lo Chef ci abbia dato la possibilità di scegliere anche il menu serale (80 € bevande escluse) quel che doveva essere un pasto BIB in realtà si rivelò un niente di che. I piatti serviti erano freddi, sia le pietanze che il piatto in sè, niente musica di sottofondo e prezzi del corredo alle stelle (vini, acqua, caffè, distillati & company). Totale 40 € a crapa (un piatto e mezzo!). Il pomeriggio lo passammo passeggiando per i giardini di Charlottenburg Castle, poi sul far della sera ci concedemmo un viaggetto super-turistico su uno dei battelli che navigano sulla Sprea (sinceramente nulla di che).

Castello di Charlottenburg

A dire il vero il nostro intento era quello di fare un giro in barca molto più ampio invece l’ora passò in un volo tra la partenza, le manovre di svolta e quant’altro. Scambiando poi alcune parole con i nostri amici berlinesi, questi ci dissero che i viaggi seri partono direttamente dal Castello di Charlottenburg. Quel che ci trasse in inganno fu la cartina posta all’ingresso del battello, essa infatti mostrava un giro molto molto più ampio.  Sarà buona a sapersi per la prossima volta e mi auguro che valga come consiglio per chi leggerà questo articolo. Riprese le valige in hotel, ci dirigemmo verso l’aereoporto con il sorriso stampato sulle labbra e la stanchezza disegnata negli occhi. Il volo ci attendeva alle ore 10.10 pm, prima della mezzanotte già al volante della Smarties.

Berlino l’ho trovata una grande città dove per le sue vie si respira davvero la storia e si sente il puzzo delle vittime da essa causate. Comunque rappresenta una città nata dalla storia che vuole costruire il suo futuro in modo sano e compatibile con l’ambiente. I Palazzi, i servizi, il verde e quant’altro ci mostrano una città avanguardista in tutto e per tutto. Le strade larghe, l’efficienza dei mezzi pubblici, gli immensi spazi verdi, le piste ciclabili, le aree pedonali, eleggono questa città a modello di sviluppo sostenibile. Ci si rende conto di questo anche dalla cupola del Reichstag. Vedrete per 3/4 alberi e acqua. Il muro fa sempre un certo effetto, soprattutto in quei pezzi dove è rimasto intatto e ricreato ciò che c’era, ovvero filo-spinato e sabbia (Bernauer Strasse). Vedere un muro così alto e spesso che separa la città, uccide l’animo e lo riempie di infinita tristezza. Per quanto riguarda le tradizioni culinarie, la storia sembra essere scomparsa. La Berlino Ovest è infatti piena di bar all’americana, quelli che per capirci servono hot-dog e Coca Cola sui tavolini di ferro anni 80. Comunque io devo poco lamentarmi anzi devo solo essere contento di aver scoperto due posti come il Caffè della Letteratura ed Henne (ai quali ho lasciato ad entrambi una fotocopia dell’articolo del GR!). La gente  molto cordiale, affabile e disponibile con modi e stili ben lontani da quelli bavaresi.

Resta una domanda da porsi: Come faccio ad organizzare viaggi di questo tipo? Allora i voli li cerco generalmente su eDreams prima ma poi li acquisto sul sito della compagnia aerea direttamente.

Alberghi e quant’altro solitamente mi vengono forniti da articoli di giornale (Corriere della Sera, La Repubblica e Gambero Rosso principalmente), guide e consigli di amici giroloni ed esperti. In mancanza di queste informazioni utilizzo Via Michelin: ottimo sia per la ricerca degli alberghi che per la pianificazione dell’itinerario e, grazie alle sue mappe, permette di localizzarli facilmente. Se ho dimenticato qualcosa o volete saperne di più chiedetemi pure informazioni nello spazio dedicato ai commenti.

SPESA TOTALE € 550 in due (€ 275 a crapa tutto compreso!)

volo A/R

3 Notti in Hotel servizio B&B

6 pasti

Carta Servizi

extra vari

3 commenti

Archiviato in Viaggi di primavera

3 risposte a “Sarà Berlino.

  1. Damiano

    Sono stato anche io in molti dei posti che hai descritto.. Purtroppo non ho potuto vedere l’Henne (mi sono appena informato, ho visto qualche foto e doveva essere davvero fantastico) nè il Caffè della letteratura, nè la stazione dei treni Hauptbahnhof..
    Nel Kadewe sono riuscito a pardere il senso dell’orientamento, era veramente immenso.. (ricordo che io e alcuni miei amici lo giravamo alla ricerca dell’oggetto più costoso, che alla fine parve rivelarsi un oggetto hi-tech con un prezzo superiore ai diecimila euro).
    Sono d’accordo con te sia riguardo al verde della città che all’ottimo funzionamento delle reti stradali che al muro di berlino..
    Ricordo quanto fosse bello passeggiare per i giardini e gli spazi verdi consapevole di avere una città viva e colma di cose interessanti da visitare.. tra palazzi nuovissimi in vetro e resti della città che era prima della seconda guerra.
    Io sono stato anche nei quartieri a luci rosse (per sbaglio.. i professori quando hanno iniziato a capire dove ci stavamo addentrando, hanno fatto dietrofront) ma, soprattutto, all’Hard Rock Cafè. Visitarlo per me è stato un sogno che si avverava (purtroppo molti miei compagni di scuola non erano d’accordo e hanno preferito andare in un posto più a buon mercato.. maledetti loro! la birra costava di più rispetto agli altri posti certo, ma per chi ama il genere musicale, essere immerso in uno di questi cafè colmi di pezzi unici da collezione non ha prezzo). Vi ho trovato il disco dei Pantera, la chitarra dei Metallica.. e moltissimi altri oggetti, sfortunatamente non ricordo più quali.. dei Guns N’Roses anche.. e anche qualcosa dei Green Day credo.
    Ottima analisi comunque.. i miei complimenti Gustofilo!

  2. IO sinceramente ho saltato l’hard rock cafè perchè ho già visto quello di Monaco, quello di Amsterdam e quello di Copenhagen. E pure il quartiere a luci rosse, in quanto ero accompagnato da Grace Kelly. Sapresti essere un pò più preciso magari inserendo la via o la zona del quartiere e dell’ Hard Rock Cafè! Potrebbe essere utile a me ed ai lettori per la prossima volta!

  3. Damiano

    Indirizzo:
    Hard Rock Cafe Berlin
    Meinekestrasse 21
    10719 Berlin

    Questo è il sito di riferimento:
    http://www.hardrock.com/locations/cafes3/cafe.aspx?LocationID=93&MIBEnumID=3

    Sfortunanatamente non ti so dire l’ubicazione esatta del quartiere a luci rosse… ma per quel poco che ho visto, i tuoi lettori non si perdono nulla di che.. non se vanno dove sono andato io.

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